Inter e Roma stasera in Champions

Nerazzurri impegnati a Cipro contro l'Anorthosis. Mourinho: &quot;In Italia mi accusano di tutto senza conoscermi&quot;. Su Adriano: &quot;Spero possa tornare a essere utile per la nostra qualificazione&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=303590">La Roma affronta il Chelsea all'Olimpico
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Nicosia - Dall'isola solo notizie fresche: Quaresma è sulla via della grande riabilitazione. Nelle ultime uscite, soprattutto a Reggio, è piaciuto ai criticoni della tribuna stampa e Josè era felicissimo. Giocherà anche questa sera e probabilmente migliorerà ancora di un altro pezzettino, è la vera grande scommessa di Josè e il tecnico non l'ha negato: «Lo conosco da quando era piccolo, so cosa può fare e quanto vale. Non ho mai avuto dubbi sulle sua qualità».

Mancini invece si è preso un paio di bacchettate: «Perché lui è quasi un italiano - ha spiegato Josè -, conosce la serie A e quindi io da lui non mi aspetto che debba superare un periodo di ambientamento anche se ha cambiato squadra e sistema di gioco». Insomma il terzo davanti dovrebbe nuovamente essere Balotelli che resta infermabile, immarcabile e strapotente. Purtroppo per lui solo per mezz'ora. Ci vuole tranquillità attorno a superMario, a Reggio si è preso uno shampoo da Ibra che avrebbe steso chiunque, ma ha saputo reagire e gli ha recapitato due palloni solo da spingere.

Ora Mourinho ha capito di aver in mano la rosa più forte da quando allena e non vorrebbe fallire proprio con loro. Balotelli sta bene e gioca, Ibra anche. Ieri Josè per spiegare come la pensa sulla storia del turn-over ha rispolverato una parabola: quella del tipo che per paura di morire non usciva nemmeno di casa perché temeva che gli potesse cadere in testa un coppo dal tetto. «Le probabilità che un giocatore come Ibra si faccia male, sono le stesse che ha ognuno di noi di uscire di casa e finire sotto una macchina».

Ad Adriano però non glielo ha augurato, il ragazzo è entrato in un ciclo di attenzioni, anzi di un percorso che la società ha concordato con lui. L'ha spiegato anche il presidente Massimo Moratti ieri mattina. Intanto resta in corridoio: «Spero che lui possa tornare utile in Champions - ha confidato Mourinho -. Oggi non è qui ma ci sono altre due partite col Werder e il Panathinaikos». Quindi non ha parlato di un centinaio d'anni. Se Adriano capisce, potrà rientrare in fretta, dare nuovamente un senso alla sua carriera e non finire sul mercato a prezzo di saldo.

Mourinho a un certo punto si è difeso dalle critiche sulla gara di Reggio che ha giocato con due soli centrocampisti, ha ammesso di aver rischiato ma anche di amare questo tipo di calcio e poi ha confessato di rimanere sempre sorpreso di quanto la gente sia riuscita a capire ancora così poco di lui.

La seconda parabola andata in onda a Nicosia è stata quella del crocefisso, lo stesso che baciò dopo il rigore realizzato da Adriano al Bologna: «Lo hanno scambiato per una moneta. Credevate che io volessi dare una moneta a un bambino e quindi avete pensato che era un atto spavalderia. Invece era il crocefisso che avevo in tasca quando vinsi la prima Champions e la prima Premier league. Un regalo di mia moglie. Come avete potuto pensare che io sia una persona del genere...».

Giusto per evitare che la faccenda diventi una questione emotiva, ecco l'Anorthosis, piccola società di una piccola isola, con un piccolo stadio. Si gioca a Nicosia e non a Famagosta, almeno ci staranno circa 25mila persone. Mourinho ha detto che è qui solo per vincere e qualificarsi prima di andare a Brema, nessuno ne aveva dubbi. Forse ci sarà Cambiasso, magari Maxwell fa la terza partita di fila, Vieira sta bene, Stankovic è caricato a pallettoni. I ciprioti hanno le stesse probabilità di fermare l'Inter che avrebbe uno di noi a finire sotto una macchina. Ma qui sull'isola si guida all'inglese, bisogna farci l'occhio e stare molto attenti.