Inter, impossibile una vittoria normale

La tv interpreta il labiale di Ibrahimovic sostituito: «Speriamo che vada via...». Lui, però, smentisce

da Milano

Un grande Ibra ha tenuto viva la tradizione e ha impedito all'Inter di vivere una noiosissima giornata di campionato anonima e normale. Mancini lo ha tolto per risparmiargli un po' di energie in vista dei prossimi due incontri ravvicinati, ma lui ha scoperto di essere rimasto uno dei pochi a non aver ancora fatto casino e così ci ha messo una pezza. Mancini aveva detto che se la squadra vince, allora si può anche accettare che qualcuno alzi la voce. Ma il tecnico aveva precisato che poteva accettarlo dopo due o tre vittorie consecutive e magari larghe, non dopo uno striminzito 2-1 in casa con il Palermo. Quindi il labiale di Ibra è arrivato fuori tempo, ma ha fatto ugualmente il giro delle tivù e non è stato carino col Mancio: «Speriamo che vada via...» è stato tradotto, anche se lui poi ha fatto un comunicato per dire di aver imprecato perché dispiaciuto della sostituzione ma che non ha insultato il tecnico.
Ma va bene, è tutto normale, gli allenatori in questi casi sono felici perché significa che il loro ragazzo ci tiene a restare in campo, e poi è normale in quanto all'Inter l'anormalità è quello che ci si aspetta. Adriano non vuole tornare perché teme di ritrovarsi davanti Mancini, Crespo è sempre pronto a rivangare il passato, Figo è semplicemente in pausa, Vieira è un miracolato che ha saltato un giro, mancava Ibra. Escluse per lui sanzioni pecuniarie, come per Figo dopo il grande rifiuto di entrare in campo col Liverpool (ma lui spiega: «Vi siete inventati tutto, non voglio fare il capro espiatorio»), come per Vieira dopo un'identica sostituzione non gradita. E poi è anche questione di opportunità, se Adriano stecca, la società lo spedisce a Rio, spiagge, sole, brasiliane. A Ibra lo manda a Stoccolma con mamma orsa? No, ecco perché niente multe e nessuna ritorsione, la splendida anormalità dell'Inter è prima in classifica.