Inter-Juve, alla sfida dei record anche l’inviato di «Al Jazeera»

In collegamento 186 Paesi. La sicurezza affidata ad appena 500 agenti: molti loro colleghi sono stati dirottati sui Giochi invernali

Oltre 82mila spettatori, di cui circa 10mila in arrivo da Torino, 186 Paesi collegati, 600 tra giornalisti, fotografi e operatori televisivi, 41 telecamere disseminate in ogni angolo del Meazza. Più di 500 agenti schierati in ordine pubblico, anche se dalle due tifoserie arrivano per il momento segnali tranquillizzanti. Sono alcuni dei numeri per decifrare Inter-Juve, sfida tra la seconda e la prima in classifica, servita su un piatto decorato dai veleni sugli arbitri e la loro, vera o presunta, sudditanza psicologica nei confronti del potere bianconero. Non manca nulla dunque, per tenere alta la tensione, almeno fino al fischio finale di Paparesta.
Nel frattempo si frega le mani il tesoriere della società di via Durini che aspetta solo di capire se gli spettatori saranno 82 o 83mila. Cioè il «tutto esaurito» e per questo sarà aperta solo la biglietteria nord ma esclusivamente per il ritiro dei tagliandi venduti via internet. L’incasso che dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni e mezzo di euro. Nemmeno il derby ne ha fatto tanti. Colpa, spiegarono i dirigenti delle due squadre, del ponte di Sant’Ambrogio che ha portato fuori città molti milanesi. Quel giorno i presenti si fermarono alla «misera» cifra di 76mila.
L’attenzione è altissima ed è evidenziata dalla calata quasi biblica di operatori dell’informazione. Sarà una seconda «carica di 600», senza nulla togliere a quella storica degli ussari inglesi immolatisi a Balaklava durante la guerra di Crimea. Tanti saranno infatti i giornalisti, 220 per la precisione, più fotografi e operatori televisivi provenienti da tutto il mondo. Per fare un esempio arriverà l’inviato del quotidiano inglese Times e di quello del francese Equipe, ma anche della tv brasiliana Bbc, dell’americana Espn e persino di Al Jazeera, l’ormai mitica emittente del Qatar.
Sul campo saranno schierate 41 telecamere, 23 di Mediaset e 18 di Sky, guai quindi al giocatore che farà anche solo uno starnuto fuori posto. Lo spiegamento mediatico consentirà poi a Rai Trade di distribuire le immagini della gara in 186 Paesi, con 2,5 miliardi di telespettatori potenziali, verosimilmente circa 250 milioni reali. Il big match sarà trasmesso in diretta in tutta l'area occidentale del mondo, dall’Europa alle Americhe mentre, per ragioni di fuso orario, verrà trasmesso in differita nei singoli Paesi dalla Russia fino all’Estremo Oriente. All’appello, per il momento, manca solo l’Australia.
In arrivo da Torino circa 10mila bianconeri. E sarà un bel match anche tra ultrà e forze dell’ordine. Gli agenti dovrebbero oscillare tra le 500 e le 600 unità, un po’ meno del solito. Le Olimpiadi invernali di Torino infatti hanno prosciugato ogni riserva del ministero dell’Interno. Ma per fortuna si tratta dell’Inter e non del Milan. Mica perché i neroazzurri siano più teneri, ma solo perché entrano dalla curva Nord, quella vicino al baretto, ritrovo tradizionale dei sostenitori più accesi, lasciando la Sud agli ospiti. Evitato il rischio di far sfilare i torinesi davanti al «nemico».
Il servizio d’ordine inizierà già nel primo pomeriggio, quando le prime squadra di agenti andranno a occupare i punti strategici della città. La grande massa degli ultrà juventini arriverà poi in pullman, essendo stati di fatto aboliti i treni speciali. Questo significa che il servizio di scorta, organizzato dalla Digos torinese, inizierà già sotto la Mole per proseguire lungo tutti i 140 chilometri del percorso autostradale. Con espresso divieto di sosta in qualsiasi stazione di servizio, dove solitamente i più agitati si danno appuntamento per darsele di santa ragione. Altro punto critico l’ingresso in città da via Novara, dove spesso i milanesi hanno teso agguati ai mezzi dei torinesi, bersagliandoli con lanci di pietre. Una volta a San Siro poi le cose diventano più «facili»: il parcheggio dei pullman è a due passi dall’ingresso della sud.
Per il resto l’ordine pubblico rimane sempre un rebus, impossibile anticipare se e dove ci saranno incidenti. Anche se i segnali della vigilia, raccolti presso le opposte tifoserie dagli investigatori della Digos, indicano il «sereno». Da verificare solo quanto questo possa durare.