Inter, nella bella gita a Cagliari qualche lampo di «primavera»

I nerazzurri raggiungono due volte i rossoblù con Cruz e Solari. Nella ripresa Mancini si affida ai ragazzi

Claudio De Carli

nostro inviato a Cagliari

In fondo è stata una partita divertente, niente da chiedere e niente da vergognarsi, quattro gol nel primo tempo, un auto-palo di Bega, non c’è stata neppure invasione di campo al fischio del diligente Mazzoleni.
Roberto Mancini nel supposto commiato ha messo in campo tutta la colonia argentina escluso Burdisso, per chi vuole un segnale. Veron ha fatto quello che smista e il diligente Pizarro ha evitato qualsiasi sovrapposizione: gli dava il pallone anche a un metro di distanza e l’argentino andava di lanci a piacere, quasi tutti nitidi. Ritmo da calcio per tutti, il solo Wome è riuscito a mettersi nei guai davanti a Esposito, ha sbagliato un disimpegno e il Cagliari è andato in vantaggio. Allora Mancini ha fatto ciò che spesso non gli è riuscito: non ha atteso nuovi tracolli e ha spostato il camerunense dall’altra parte del campo e subito Sonetti gli ha rimesso davanti Esposito che gli ha fatto nuovamente girare la testa. Il ragazzo sente odore di Germania e ha giocato un’ottima gara, tornato sulla fascia destra ha messo in mezzo un pallone d’oro e questa volta Suazo, su buco di Cordoba, ha riportato in vantaggio il Cagliari. Due stupidate e due gol. Nel frattempo c’era stata la punizione di Cruz deviata contemporaneamente da Capone e Conticchio che aveva messo l’Inter sull’1-1. Al 35’, ecco il bel sinistro di Solari del 2-2 su azione in percussione, bella, pulita, da applausi.
L’Inter chiude con più vittorie, reti, e punti dello scorso anno, cifre che dicono poco. È una squadra di calcio, gioca, pareggia, perde, vince, ha fatto il suo campionato, quando le è andata storta è uscita bastonata, ad altri anche in quelle giornate, finiva in gloria. Anche questa considerazione conta poco, ma di questi tempi è diventata un vanto. Ieri Mancini ha riempito la panchina di ragazzotti italiani, sembra il nuovo corso, magari non loro, ma l’idea di avere in campo meno stranieri per la prossima stagione pare abbia fatto breccia anche in Moratti. Nel secondo tempo le occasioni migliori sono capitate proprio sulla testa e sui piedi di Germinale e Aloe, per un minuto si è visto in campo anche Bonucci.
Il Cagliari ha avuto due occasioni enormi per vincere con Suazo e poi Esposito, non sarebbe cambiato niente, c’era il sole, un vento che lasciava giocare, la gente non chiedeva neppure che cosa succedeva sugli altri campi, l’unico accenno è stato un coro fortissimo che inneggiava alla Juventus in serie C e lì gli applausi sono venuti giù come alla Scala. Un diagonale fuori di Pizarro ha chiuso la stagione in attesa di conoscere piazzamento finale ed eventuale accesso alla Champions senza i preliminari. Sarebbe un gran bel colpo iniziare la stagione per una volta in orario, senza doversi sbattere in piena estate contro qualche squadra dell’Est già avanti con la preparazione. Il resto è nella testa del patron che in questi anni ha vinto solo una Uefa e due Coppe Italia, ma forse non è stata neppure tutta colpa sua. Dalla prossima però anche l’ultimo degli stupidi alibi non dovrebbe esserci più. Chissà.