Inter, pericolo olandese con il problema Adriano

nostro inviato ad Amsterdam
Quel piagnucoloso combina guai di Adriano adesso avrà da lagnarsi per qualcosa di serio (almeno dal punto di vista calcistico). La sua manata a Grandoni, il difensore del Livorno, gli vale due giornate di squalifica: parola di giudice sportivo e di prova Tv (con Grandoni che invece l’assolve: «Mi ha preso sulla mano e non in faccia», la sua confessione in tv). Notte di Champions per la gente nerazzurra, arbitro con auricolare e avversaria di gran pedigree anche se non proprio irresistibile: l’Ajax potrebbe aiutare Mancini e compagnia viaggiante ad imbarcarsi su un altro sogno.
Eppure non c’è guaio che non insegua l’Inter. Stavolta la squalifica ad Adriano è uno schiaffo in faccia, quello sì, alle speranze nerazzurre. Ieri mattina Facchetti, dopo aver dato una bella strigliata a questo Adriano palla al piede, aveva detto chiaro: «Penso non succederà nulla». Ieri sera si è morso la lingua ma ha ribadito: «Grandoni aveva la mano vicino al mento. Se uno vuole schiaffeggiarti in faccia, da quella distanza ci riesce». Il giudice, invece, ha condannato il brasiliano vedendo nel colpo «gesto violento e intenzionale» con il quale ha colpito in parte la mano dell’avversario e in parte la faccia. Interpretazione da scatenare guelfi e ghibellini: difficile davvero vedere la sberla al viso, più facile identificare quella alla mano. L’Inter, fra l’altro, era stata tranquillizzata da un sussurro del quarto uomo alla panchina: ho visto tutto, nessuna condotta violenta, aveva sintetizzato. Ma nel referto del giudice non se ne vede traccia.
Sarà un caso, e certamente colpa dei nervi fragili, ma quest’anno l’Inter ha assommato 7 giornate di squalifica con la prova Tv: 3 a Samuel, 2 a Stankovic, 2 ad Adriano. «Abbiamo dato lavoro a tutti», ha aggiunto Mancini tra ironia e disappunto. «Perlomeno qualcuno sa cosa fare il martedì. Meglio non parlare sennò mi rifilano tre giornate, aspettano solo questo. Adriano è innocente. Con Stankovic la squalifica ci poteva stare. Qui no, in ogni partita ci sono schiaffetti e calcetti». Si potrebbero intravedere gli estremi di un accanimento, non terapeutico. Del resto Grandoni non ha fatto sceneggiate e dopo lo schiaffo ha continuato nel discorso con Adriano. Uno schiaffo di solito lo interrompe.
Per questa e altre ragioni, l’Inter ha inoltrato ricorso d’urgenza che verrà esaminato domani. Ieri Adriano ha ricordato che Grandoni dopo la partita lo aveva scagionato. «Non l’ho colpito al volto e non avevo intenzione di farlo. Lo dimostrano le immagini e lo ha detto il mio stesso avversario che ringrazio. Mi ha fatto piacere». Sono gli atti disperati per difendere un centravanti che sta diventando un problema e, più di altri, sta affossando la stagione nerazzurra: i gol sono pochi, i guai troppi. Ieri mattina Facchetti glielo ha detto. «Si faccia un bell’esame di coscienza. Quando uno firma un contratto deve sempre dare il massimo. Quello che fai nella vita privata non conta se in campo giochi e segni. Ed è importante che Adriano dia il massimo e faccia qualche gol in più. Nelle partite che contano siamo mancati sotto porta, non certo in difesa». C’è un solo modo per farsi scusare: tornare al gol fin da stasera. Adriano dovrebbe far coppia con Martins, in porta favorito Toldo, a centrocampo Cesar. Mancini ha chiesto una vittoria per togliersi qualche pensiero. «Perché Moratti può anche confermarmi, ma un tecnico viene confermato solo dai risultati. Sennò può esser cambiato».