Inter-Roma è già cominciata: ci aspettano dieci giorni così

Spalletti attacca: «Vi manca l’ossigeno per ragionare»

nostro inviato ad Appiano Gentile

Sinceramente non sembra che Roberto Mancini sia particolarmente preoccupato anche se sono tutti lì che attendono la steccata. I più teneri spiegano che non si tratta di gufare, ma della legge dei grandi numeri, prima o poi... Intanto si concima. Per esempio Oriali, rispondendo a precisa domanda sugli aiutini, ha detto che non è colpa dell’Inter se la Roma ha perso 3-0 a Siena. E Spalletti, colpito, gli replica: «Ha perso l’occasione per stare zitto. Chi occupa la testa della classifica dovrebbe stare tranquillo, quando si è lì è un po’ come in alta montagna, comincia a mancare l’ossigeno per poter ragionare in maniera tranquilla». Ma non è reale polemica, sembrano battute da circolo dei boy scout che comunque ci accompagneranno fino a mercoledì 27, giorno di Inter-Roma. Come Totti quando parla degli arbitri ma poi si affretta a precisare: «Aho, mica ce l’ho con l’Inter!», e aggrotta la fronte per far capire che non vuole fraintendimenti. Anche se la Roma non ha smesso di pensare allo scudetto, e fa bene. Gira la voce che la formazione anti-Juve di questa sera cambierà a seconda del risultato di San Siro: se l’Inter stecca contro la rivelazione Livorno, Spalletti mette in campo il meglio. Altrimenti, martedì c’è il Real all’Olimpico.
Anche l’Inter pensa fortissimamente al Liverpool. Mancini naturalmente ha detto che prima di tutto viene il Livorno, ma non sembrava credibile neppure a se stesso. Tira aria di largo turnover con Burdisso, Rivas, Maniche, Pelè, Figo, Crespo e Suazo, gente difficilmente in formazione contro gli inglesi: «Ibrahimovic? Deciderò all’ultimo momento, qualcuno riposerà e non scenderà in campo, almeno dall’inizio». Chiuso il discorso Livorno con frasi di circostanza tipo: «Con Camolese è migliorato, corrono tutti e possono mettere in difficoltà chiunque», per finire con il canonico: «Il nostro obiettivo resta batterlo», Mancini si è dedicato al resto entrando nelle paludi: «Attaccare l’Inter è l’ultima moda per farsi pubblicità? Non credo, in fondo errori e aiuti sono capitati a tutti. Io antipatico? Forse perché non sono banale. Capisco che tentino di fare di tutto pur di metterci in difficoltà, però bisognerebbe parlare allo stesso modo di tutti gli episodi, a Udine ad esempio hanno annullato un gol valido a Ibrahimovic».
Poi molto Liverpool perché questa partita vale troppo: «È un avversario difficile da affrontare con un allenatore che riesce a non farti giocare. Non ho trascurato il minimo dettaglio - ha risposto -. Conosco il Liverpool, siamo pronti».
Ma non sembrava preoccupato Mancini, non lo scuotono le polemiche a distanza con Juventus e Roma, così come non lo preoccupa il Liverpool. Questa convinzione esagerata nei propri mezzi è l’aspetto più antipatico da digerire per le altre, e anche la qualità più difficile da abbattere. Ma l’Inter ha otto punti sulla seconda, è qualificata in coppa Italia e negli ottavi di Champions, ha vinto il Viareggio. E quando chiedono a Mancini se alla fine di tutta questa gloria, andrà anche lui in Inghilterra a fare il ct, lui fa: «Ma allora mi volete proprio male: c’è rimasto libero solo il Galles!». E ora si attendono repliche stizzite da parte della federazione di Cardiff.