Inter, serve lo stregone e magari qualche gol

nostro inviato ad Appiano G.

Non sanno più qual a mago votarsi. Si, quelli dell’Inter. Loro, abituati ai maghi dai tempi di Helenio Herrera, mago per acclamazione popolare, conoscono la materia. Qualcuno penserà: meglio un attaccante che faccia gol o un centrocampista con il lancio smarcante. Evidentemente non bastano. E così capita che un giorno, nemmeno tanto lontano(luglio 2009), Mourinho racconti di non essere nè Merlino, mago datato, e nemmeno Harry Potter, il maghetto moderno....Per dire in sintesi: «Questa rosa non mi piace, io non posso fare miracoli». E ieri Ranieri prenda la stessa strada dicendo di non avere «la bacchetta del mago di Oz», una via di mezzo fra i due di Mou. «Quando c’è un cambio di allenatore non è che arriva uno e mette a posto tutto in poco tempo. Mi aspettavo dei problemi e sono qui per risolverli». Il problema è che serve far presto, altrimenti non basteranno nemmeno i maghi già citati. Anche se lavorassero tutti e tre insieme.
Atmosfera Inter: fibrillazioni dietro le quinte. Ranieri si batte tra i flutti (è andato all’aria anche Nagatomo), si porta Milito in conferenza stampa e quello contiene i furori repressi con parole di circostanza. «Bisogna stare tranquilli, lavorare tanto, perchè il lavoro paga». Moratti fa le solite visite pastorali per ricordare che, in questo momento, la Champions vale più del campionato ma il campionato non può prescindere dal posto Champions. La squadra arranca eppur dovrà metter al sicuro la qualificazione europea fin da stasera. Il fantasma Mourinho continua ad imperversare con esiti nefasti. Tanto da far spazientire Ranieri, al quale è stata imputata poca cattiveria nelle chiacchiere con i giocatori. Perchè invece Mourinho... gli ha ricordato chi, evidentemente, ha visto all’opera pochi tecnici davvero grandi. «Un allenatore non racconta quel che dice ai giocatori. A Mourinho facciamo pure un monumento, ma poi scordiamocelo perchè non c’è più. Io non posso arrabbiarmi se vedo che la squadra sta rispondendo al meglio». E qui si svela il retropensiero. Questa squadra sta dando il meglio, perchè questo è il tanto che può dare. Senza dirlo, ha detto tutto.
Dunque, bando alle megalomanie: l’Inter è così e con questi giocatori che tanti vedono usurati, Ranieri dice di no («Possono ancora dare tanto»), dovrà cercare i magheggi. A cominciare da stasera con il Lilla: la pesante situazione nerazzurra ha fatto passare in secondo piano l’impegno di Champions, questi francesi che l’ultima volta hanno battuto il Milan a San Siro (2006-2007: 2-0) e non perdono in trasferta da 13 partite. «Bisogna pulire la testa dalle scorie negative e pensare che abbiamo imboccato una buona strada. Siamo come un’auto che non va: all’inizio fatichi a spingerla, ma poi si accende e va». Certo, parte se il motore non ha qualche problema. E l’Inter segna a fatica, soffre in difesa e continua ad avere giocatori rotti.
Ieri si è fermato Nagatomo (contrattura al polpaccio destro) per l’ennesimo infortunio muscolare nerazzurro: nove in un mese, anche se questo provocato da un colpo preso in partita, raccontano. Ieri Ranieri non ha nemmen ammesso se giocherà Pazzini insieme a Milito, o se ci sarà Sneijder che, con Thiago Motta e Cambiasso, aveva qualche problema fisico da risolvere. Nel Lille ci sarà Hazard, Moratti lo voleva ma l’offerta non ha convinto e la stellina belga ieri sera se l’è cavata con una battuta (forse). «Tra Milan e Inter? Vorrei la Juve». Quasi peggio dell’ultima sconfitta.