Inter, serve lo stregone: Vieira è di nuovo ko

Stiramento, fuori 2 mesi. Moratti dà la carica: «Siamo fortissimi. Lampard? Ci ha detto di no per colpa di papà»

Ci vorrebbe uno stregone, altro che Mourinho. L’Inter torna ai tormenti dei momenti peggiori: infortuni dietro infortuni e nessuno a frenare la valanga. Salta Patrick Vieira. Qualcuno si domanderà: è una novità? Qualcuno ironizzerà: bisogna contare i giorni in cui è sano, non quelli in cui sta male. Stavolta lo ha bloccato uno stiramento, rimediato nelle partitelle del torneo Tim. Stiramento alla gamba sinistra, in posizione più alta rispetto a quello che gli ha impedito di giocare l’europeo: ci vorranno un paio di mesi prima di rivederne la lunga sagoma in campo.
Ieri Moratti era ad Appiano: si sarà guardato in faccia con Mourinho. Ha preferito parlar bene della squadra, coccolarsi il tecnico, dimenticare i guai. «Mourinho ha una velocità nel capire e trasmettere le cose con frasi tra il serissimo e l’ironico. Ma con lui non perdi tempo e sai di poterti fidare della persona per i giudizi». Sottinteso: con altri no. E ha allungato la speranza: «Speriamo che gli infortunati guariscano nei tempi giusti». Una volta, all’Inter, quando capitavano infortuni in serie, tutta la colpa era dei preparatori fisici. Stavolta solo della sfortuna? Non cambia, invece, la snervante strategia medica: tempi lunghi, incertezze sulle date del recupero, tanta prudenza e poco realismo calcistico. Mourinho ha cominciato ad innervosirsi. Piccoli segnali, qualche battuta per chi vuol intendere.
Ora il codice rosso nerazzurro è al limite di guardia: Samuel e Cordoba ancora dispersi, anche se il colombiano punta a rientrare per la Supercoppa o per la prima di campionato. Materazzi e Chivu che remano per recuperare il più velocemente possibile. Ibrahimovic che non invita all’ottimismo. Mourinho rischia di perdere tempo, uomini e mesi determinanti per modellare la squadra. L’infortunio di Vieira attualizza i dubbi già presentati da Mancini negli anni passati. Impossibile fidarsi dei suoi muscoli, fragili al limite dell’usurato. La Francia se l’è perso appena prima di cominciare l’europeo. L’Inter non ha mai potuto farne conto per più di mezza stagione. Venderlo dev’essere quasi impossibile, anche se gli uomini di mercato ci avevano fatto un pensierino. Per tappare eventuali falle, è arrivato Muntari. Detto e fatto, per lui è già pronto un posto da titolare. E Vieira ricomincerà la rincorsa al tempo perduto. Per sua fortuna, il francese è un uomo solido almeno nella testa e nelle convinzioni. «È un periodo sfortunato, ma non mi arrendo», ha detto senza andare per il sottile. «Farò di tutto per essere pronto per l’inizio del campionato. Stava andando tutto bene, segnali positivi, ma quando arriva la sfortuna. Ora ho due obiettivi: vincere con l’Inter e battere la sfortuna».
L’Inter non cercherà un altro centrocampista. Moratti ha confermato che resterà Stankovic e spiegato il tradimento di Lampard. «È stato serio. È rimasto a Londra per motivi familiari, per suo padre molto legato al Chelsea». Ma la cura Mourinho ha sicuramente sortito un effetto: tutti cercano di recuperare condizione e salute nel più breve tempo. Il rischio di essere tagliati fuori è consistente. Moratti conta molto sul carisma del tecnico. «Mi piace per quell’atteggiamento di sfida che lo rende tanto simile ad Herrera». Ammette che l’idea Champions «è un progetto, ma che lo scudetto si deve vincere ancora». E intanto ha stretto la borsa. Nicchia anche sull’idea di aggiungere un difensore centrale alla già folta compagnia. «Stiamo riflettendo se realmente serva». Non vuol spendere danari freschi: tutto ruoterà intorno a un prestito o a uno svincolato (Matteo Ferrari).
Intanto, in Romania, Gigi Becali, patron della Steaua Bucarest, scommette che fra un paio di giorni avrà venduto Mirel Radoi all’Inter per 14,5 milioni di euro. Nei giorni scorsi, uno degli assistenti di Mourinho è andato in Romania per controllare la qualità del difensore. Ma a sentire il presidente... «Siamo già fortissimi». Di conseguenza: perché spendere?