Inter sola al comando, Juve fermata Il Milan va, Fiorentina e Roma: è crisi

Mourinho deve ringraziare Cruz. La squadra di Ranieri <strong><a href="/a.pic1?ID=293386" target="_blank">bloccata in casa dal Catania</a></strong> di Zenga. <strong><a href="/a.pic1?ID=293272" target="_blank">I rossoneri vincono</a></strong> a Reggio, ma perdono Borriello. <strong><a href="/a.pic1?ID=293267" target="_blank">Giallorossi tritati dal Genoa</a></strong> furiosi con l'arbitro. <strong><a href="/a.pic1?ID=293270" target="_blank">Zarate fa le corna ai viola</a></strong>

Milano - Adesso qualcuno dirà che l'Inter ha vinto perché ha Adriano, Mancini, Quaresma, Ibrahimovic e Cruz, e ha anche il coraggio di schierarli contemporaneamente, pensando di sminuire l'1-0 di ieri sera e il lavoro di Mourinho che ieri sera ha toccato le cento partite consecutive casalinghe fra Porto, Chelsea e Inter, senza perderne una. Ma non è stata una serata esaltante.

Un po' di puzza di bruciato si sentiva, ma sembrava venisse da fuori, come quando si è in macchina sull'autostrada. Invece il motore dell'Inter stava andando fuori giri e non era colpa di qualcuno in particolare. Neppure del Lecce che si è presentato con un 4-4-2 molto ardito, ma praticamente schierato nella sua metà campo. Beretta ha predisposto undici giocatori fissi dietro al pallone e poi ha distribuito ordini abbastanza semplici: chi ha il pallone corre in avanti e chi ha fiato gli copre le spalle. Questo Lecce, che altre strade da percorrere non aveva, ha fatto il suo dovere fino in fondo, ha anche rischiato di andare in vantaggio con Esposito al 19' quando Zanchetta gli ha disegnato una traiettoria perfetta in area e la palla colpita di testa è uscita di pochissimo alla sinistra di Julio Cesar. Una decina di minuti più tardi, Cacia di petto ha fatto da sponda per Zanchetta che ha legnato in porta costringendo Julio Cesar a un tuffo applauditissimo dai tifosi leccesi. Come dare torto a Beretta, aveva trovato il sistema per anestetizzare l'Inter e farle pure paura, perchè dopo tutto quel movimento di uomini e di ruoli, l'Inter non aveva fatto altro che colpire una traversa su punizione di Ibrahimovic, devastante fin che si vuole ma pur sempre a gioco fermo.

Stankovic al rientro è stato subito beccato dal pubblico al primo mezzo errore, Vieira lontano dalla buona prestazione di Torino, Mancini funambolico e assente, Adriano volenteroso, generoso e sfortunato. Un suo pallone messo dentro l'area al 22' non ha trovato nessuno, neppure avversari, l'occasione era limpida e lui avrebbe ottenuto il giusto merito perché aveva insistito su quella palla e ne era uscito molto bene.

Ma lo scontro fra Cordoba e Julio Cesar nella loro area era un segnale della strana atmosfera che pesava su San Siro, anche nei momenti felici sembrava tutto molto algido, senza sentimento, nessuno capace di metterci la testa, neppure Cambiasso.

E così Mourinho ha ribaltato la squadra.

Se hai Quaresma, Cruz, Adriano, Mancini e Ibrahimovic, perché non schierarli contemporaneamente? E così è successo che Cruz ha raccolto una sponda di Ibrahimovic e da dentro l'area ha fatto esplodere San Siro, sovraeccitato dai risultati sugli altri campi. Era il 33' e Beretta un pensierino ce lo aveva fatto, anzi è probabile che stesse pensando al colpo. Aveva richiamato Cacia e Tiribocchi ma non si era coperto, dentro il bomber Castillo, ex Pisa, un figurone la stagione scorsa, e Caserta, la rivelazione di queste prime giornate. L'Inter però nel frattempo aveva chiuso il Lecce nei suoi ultimi quaranta metri, fraseggi stretti, tiri in porta pochi perché in quella ressa che si trov]ava in area, era difficile che filtrasse qualcosa, figurarsi un pallone. Tranne quello di Cruz, uno dei sette attaccanti a disposizione, ieri Crespo e Balotelli sono stati tenuti a riposo da Mourinho.