Inter, tutti assenti all’appello-scudetto

da Milano

Grandinare di record in polvere, speranze ammaccate, bicchieri e bottiglie della festa in frantumi. L’anima perduta di quell’Inter del 5 maggio si è riaffacciata baldanzosa e ingorda. È qui la festa? E io ve la rovino. Operazione compiuta: persa l’unica partita che non andava persa, buttata l’anima di una squadra che fino a ieri aveva mostrato muscoli e testa. Ora i soliti disfattisti, che spesso fanno rima con interisti, diranno: questa è l’Inter, incapace di vincere, di seguire le regole della normalità, gente con la tremarella nelle gambe, il braccino corto del tennista. Alla prossima disfatta. Anche se già domenica gli incroci del destino potrebbero strapparle questa amarezza di dosso: vince l’Inter a Siena, perde la Roma a Bergamo ed è scudetto. Sennò tutti in attesa della prossima partita. Con una sola certezza, se il destino accompagnasse a pari punti Inter e Roma a fine campionato, il titolo (...)