Inter zoppa senza Vieira. Ora va Ibra dietro le punte

Il francese torna a gennaio. Svedese nuovo look. E Crespo chiama Drogba

Milano - Crespo ha consigliato Drogba. «Se può sopportare un po’ di turn over sarebbe perfetto all’Inter». Detto ad un giornale inglese, magari qualche ora prima di mettere il muso per la sostituzione subita a Mosca. Stravaganze di un’Inter che abbonda di attaccanti ed invece dovrebbe pensare ai centrocampisti. L’infortunio di Vieira, cristallo sì, però mal temperato, dimostra che la squadra ha un centrocampista in meno, un po’ come il Milan con Ronaldo. Sulla carta giocatori di grande effetto, sul campo da centellinare un tanto ogni tre mesi.

La delicatezza dei muscoli del francese era stata già illuminante nell’anno trascorso a Torino: 31 presenze in campionato, ma quella pubalgia sempre incombente che ne limitava il rendimento. L’anno passato gran partenza in nerazzurro, eppoi tanti saluti sul più bello quando serviva la potenza del suo motore: 20 presenze in campionato, quattro in Europa. E forse non è un caso che l’Inter abbia salutato la Champions proprio quando il francese si è defilato: esattamente alla vigilia della partita casalinga con il Valencia. Da allora Vieira ha giocato pochissimo, ha ritirato lo stipendio e si è allenato ad Appiano. In campionato ha giocato sabato scorso contro la Reggina, mancava da maggio. In Champions si è presentato per 14 minuti, poi se n’è tornato sconsolato negli spogliatoi. Domani gli esami diranno quale sia lo stato del polpaccio destro: uno stiramento ai gemelli comporta un paio di mesi di sosta. Ritorno previsto a gennaio.
Vieira è un caso medico, più che calcistico. Dopo la pubalgia torinese, ha subito un infortunio muscolare, appunto prima del Valencia, poi un problema al ginocchio nella seconda finale di coppa Italia, souvenir di un calcione subito da Perrotta. C’è voluta tutta l’estate per rimetterlo in sesto. A posto? Certo, finché non ha subito l’effetto Domenech: due partite con la nazionale, a settembre, e di nuovo ko per un problema al bicipite femorale sinistro. Mancini e Moratti se ne sono lamentati. I francesi raccontano che non tutte le colpe vanno al ct: Vieira è uno di quei giocatori che possono tirarsi indietro, gli basta dirlo.

E ora l’Inter è di nuovo a sfogliar la margherita: che fare? Di chi fidarsi? Mancini ha passato un’estate intera a chiedere un altro centrocampista. Non si fidava della salute di Vieira. Alla fine è arrivato al compromesso: prendiamo Chivu, giocherà anche da centrocampista. Ma l’Inter senza Vieira a centrocampo diventa una squadra qualunque, almeno in quel settore. Soprattutto nelle partite europee dove serve gente di peso. Oggi solo Stankovic e Cambiasso hanno statura davvero internazionale.

Sarà un caso, ma da qualche tempo il tecnico sta provando Ibrahimovic centravanti arretrato e due attaccanti nelle zone laterali. Ovvero Ibra da piazzare davanti a tre centrocampisti di sostanza, come fosse un Figo o uno Stankovic. Ibrahimovic può fare di tutto e di più, l’Inter può solo cercarsi un altro centrocampista a gennaio. Ma difficilmente ci proverà.