Intercettazioni, Abete impone l’altolà a Fassino

«Non ho problemi a rileggere il testo delle mie telefonate ma non spetta a lui dare suggerimenti alla magistratura»

da Roma

«Non so se sono state intercettate mie telefonate, se lo fossero non ho alcun problema a rileggere quanto eventualmente intercettato». La calda estate telefonica mette l’uno contro l’altro Piero Fassino e il presidente della Bnl, Luigi Abete. Chiamato in causa dal segretario dei Ds in un’intervista («mi chiedo - ha affermato - perché conosciamo solo quello che ha detto Consorte e non ciò che hanno detto Abete e Della Valle»), il presidente della Bnl replica in maniera formale - attraverso un comunicato del suo ufficio stampa - ricordando fra l’altro che non spetta certo a un parlamentare, «segretario di un importante partito», esprimere certi suggerimenti alla magistratura.
Siccome simili dichiarazioni sono state espresse da Fassino in altre interviste, Abete le ritiene frutto non di un equivoco ma di una convinzione. Da qui l’esigenza di una precisazione. «Appare assai poco logico chiedere l’applicazione della par condicio intercettatoria fra il presidente della Bnl - spiega Abete - altri amministratori e azionisti della banca e l’ingegner Consorte che, dalle informazioni acquisibili dalla lettura dei giornali, emerge nell’ambito di un’altra vicenda bancaria (Antonveneta) per la quale sono stati già assunti provvedimenti formali da parte delle autorità; e per la quale potrebbero assumere rilievo i comportamenti relativi, fra l’altro, alla Earchimede (sub-holding della Hopa di Gnutti, ndr)».
Nell’intervista pubblicata sul Corriere della Sera, il segretario della Quercia risponde alle critiche, espresse da molti esponenti dei partiti amici del centrosinistra, sul coinvolgimento dei Ds nella vicenda Bnl attraverso lo stretto rapporto con l’Unipol: «Io e il mio partito siamo oggetto di una campagna inaccettabile. Che abbia parlato con Consorte non dovrebbe far notizia, lo conosco da vent’anni. Con lui e i capi della cooperazione mi sono consultato tante volte per discutere magari del Dpef e della finanziaria. Ma avrei la curiosità di sapere che cosa hanno detto ai politici le persone che appoggiavano gli spagnoli nell’opa alla Bnl». E qui vengono fuori le mancate intercettazioni, o meglio la mancata pubblicazione delle eventuali intercettazioni, di Luigi Abete e Diego Della Valle.
Il presidente della Bnl replica di sentirsi tranquillo per i contenuti di eventuali intercettazioni telefoniche; però chiede a Fassino di astenersi dal dare suggerimenti alla magistratura. «I comportamenti di Unipol e degli altri cointeressati - aggiunge Abete - saranno oggetto di una mia valutazione appena sarà formalizzata la cosiddetta Opa obbligatoria da parte della stessa Unipol».