Intercettazioni, Alfano: "Requisiti per il decreto"

Il Guardasigilli annuncia che la linea del governo non cambia. In materia di "telefonate ascoltate" ci sono i requisiti per un decreto legge: "Necessità e urgenza". La Finocchiaro sbarra la strada: "No al dl"

Roma - "La necessità e l’urgenza", requisiti per un eventuale decreto legge in materia di intercettazioni, "sono sotto gli occhi di tutti specie dopo le ultime intercettazioni". A dirlo è il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine dell’audizione in Senato. "Bisogna valutare, e lo faremo nelle prossime ore, la praticabilità parlamentare in vista della pausa estiva" aggiunge. Ovvero, la preoccupazione del governo, è che, calendario alla mano, non ci siano i tempi necessari per convertire in legge un eventuale decreto. Se anche venisse emesso domani, 3 luglio, resterebbero 60 giorni di tempo per la conversione, e quindi si andrebbe ai primi di settembre, troppo presto per un parlamento già molto intasato.

Avanti tutta Alfano, comunque, non fa mistero della volontà dell’esecutivo di andare avanti sulla materia anche a tappe forzate. Rispondendo alle domande dei senatori, il Guardasigilli ripete più volte la volontà dell’esecutivo di "trovare la giusta sintesi" tra il ricorso allo strumento intercettativo per le indagini e la necessità di tutelare la privacy dei cittadini, specie quelli "intercettati ma estranei ai procedimenti penali".

Il Pd contrario "La questione delle intercettazioni è troppo seria perché, a causa della fretta di qualcuno, si possa affrontare in modo superficiale". È quanto sostiene in una nota Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pa al Senato, che aggiunge: "Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità a discutere della questione perché riteniamo che la materia vada assolutamente regolata: è necessario garantire l’autonomia delle indagini della magistratura, tutelare la riservatezza delle persone e rispettare la libertà di stampa. Questi - sottolinea Finocchiaro - sono i criteri a cui si ispira il testo di legge che il Pd, anche al Senato, sta predisponendo. Non capiamo davvero, visti anche i calendari parlamentari che prevedono la discussione di provvedimenti importanti come la manovra finanziaria e il Ddl sulla sicurezza, le ragioni che spingono la maggioranza ad annunciare la presentazione di un dl sul tema delle intercettazioni. Non ci sono motivazioni oggettive che spingono al decreto: le motivazioni personali di qualcuno - conclude- non rientrano tra le condizioni di necessità e urgenza".