Intercettazioni, atti alle Camere Mastella agli alleati: basta ricatti

Sulle ordinanze del gip di Milano tempi stretti a Montecitorio, il Senato rinvia

Roma - Arrivano in Parlamento le ordinanze con le quali il gip di Milano, Clementina Forleo, chiede di utilizzare le 68 intercettazioni fra politici e indagati nell’inchiesta su Antonveneta, Bnl e Rcs. Riguardano 3 senatori e 3 deputati, metà Ds e metà Fi, e dunque le autorizzazioni a procedere dovranno arrivare sia dalla Giunta della Camera che da quella del Senato. Ma solo dopo l’estate, sembra ormai chiaro, malgrado qualche tentativo di accelerare al massimo i tempi prima della chiusura delle Camere la prossima settimana. Oggi, però, a Montecitorio potrebbe essere ascoltato qualcuno degli interessati, a cominciare dall’azzurro Salvatore Cicu, che ha chiesto un’audizione e chiede alla giunta di votare sì.

Critico verso la Forleo, il ministro della Giustizia Clemente Mastella spiega, nel question-time alla Camera: «Non subisco ricatti e gioco la mia partita politica nell’ambito della Costituzione». Il suo partito, l’Udeur, annuncia che voterà contro l’utilizzo delle intercettazioni dei parlamentari, scatenando le proteste dell’Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro, eterno antagonista del Guardasigilli, difende la Forleo che «applica la legge». A costo di criticare il capo dello Stato, che «si sbaglia» a parlare di «valutazioni non pertinenti». E a costo di attaccare la «furbata» dell’autorizzazione a procedere, un istituto ormai «obsoleto».

Mastella, al contrario, ha attivato l’ispettorato di via Arenula che ha acquisito le due ordinanze della Forleo per «verificare se nell’attività del giudice per le indagini preliminari sussistano condotte rilevanti sotto il profilo disciplinare, conseguenti all’eventuale accertamento di profili di abnormità o di grave violazione di legge nei provvedimenti emessi il 20 luglio scorso». Al Guardasigilli non è piaciuto quel parlare di «complicità» dei parlamentari con i protagonisti delle scalate bancarie e neppure la diffusione ai mass media delle ordinanze del gip ben prima del loro arrivo alle Camere. Anche su questa «fuga di notizie» Mastella vuole fare chiarezza, ma per ora non sembra intenzionato a mandare gli ispettori a Milano. Aspetterà la loro relazione e poi esprimerà «una compiuta valutazione».

L’ennesimo scontro tra Mastella e Di Pietro assume toni durissimi, con la lettera del ministro della Giustizia al premier Romano Prodi perché metta «un freno» al collega delle Infrastrutture e la sua intenzione di non partecipare domani al Consiglio dei ministri per dare un segnale. Per Di Pietro, però, parlare di questo suo conflitto col Guardasigilli «serve solo a buttare fumo negli occhi per spostare l’attenzione dal tema vero».

Annunciano che voteranno sì i Verdi. Il voto contrario dell’Udeur è «un fatto molto grave», per il capogruppo dell’Idv alla camera Massimo Donadi. Il suo omologo al Senato, Nello Formisano, preme perché il Parlamento «autorizzi subito l’utilizzo delle intercettazioni, nell’interesse di tutti, ad iniziare dagli intercettati». Nei Ds si tratta dei due leader Piero Fassino e Massimo D’Alema, oltre a Latorre, e l’intenzione proclamata dalla Quercia è di dare voto favorevole.
Per il sì sono anche i parlamentari di An perché, spiega il capogruppo alla Camera Ignazio La Russa, «la richiesta non è contrastata dai diretti interessati».

Sono 3 quelli di Fi e nel partito di Silvio Berlusconi prevale la cautela. Orientato per il no, ma con la riserva di leggere gli atti, dice il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto e il capogruppo alla camera Elio Vito dice che Fi «non è garantista a ritmo alternato» e chiede tutto il tempo necessario per esaminare la documentazione. Anche il presidente dei senatori Udc, Francesco D’Onofrio, componente della Giunta, dice che voterà senza pregiudizi ma che il suo garantismo è uguale sempre e per tutti.

La Giunta del Senato si è aggiornata a martedì prossimo, quando oltre a deliberare su altri casi di intercettazioni dei senatori Paolo Guzzanti e Giuseppe Valentino, metterà in calendario le ordinanze della Forleo che sicuramente ripartiranno da settembre. Polemizza il senatore dell’Ulivo Roberto Manzione, che ne fa parte e aveva chiesto la contestualità con i lavori della Camera, che invece inizia oggi le audizioni dei diretti interessati, anche per le sollecitazioni del presidente Carlo Giovanardi che voleva affrontare la questione prima della chiusura delle Camere. «Pubblicheremo tutte le intercettazioni contenute nell’ordinanza - annuncia - e le 2 contenute nel fascicolo. Così tutti potranno conoscerle».