Intercettazioni, Berlusconi presenta la riforma: "Restano su concussione, corruzione e peculato"

Il premier: "Possono essere usate quando esitono già altre prove. E' giusto usarle
solo in casi eccezionali e per quei reati con pene superiori ai 10 anni". Sulla giustizia: "Il 23 porteremo in cdm un decreto legge sul sistema delle carceri. Penitenziari diversi a seconda dei reati"

Roma - Il premier detta la linea. Su riforma della giustizia e intercettazioni. Le intercettazioni resteranno possibili per i reati di corruzione, concussione e peculato. "Il sistema delle intercettazioni secondo noi, in sintonia con la Costituzione, può essere utilizzato quando esistono già degli indizi di reati per aggiungere altre prove" e in ogni caso le intercettazioni devono dovranno essere possibili "solo per un periodo limitato". "Non è questione di ampliamento dei reati - continua Silvio Berlusconi, precisando che vuole - far ricorso alle intercettazioni telefoniche per tutti i reati con pena edittale superiore ai 10 anni. Le intercettazioni sono uno strumento di indagine eccezionale che interviene a sacrificare la privacy e la riservatezza dei cittadini in un modo che è giusto solo se eccezionale": lo dice il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda circa i reati per i quali consentire le intercettazioni. "Vorrei assicurare che non ci saranno pene per giornalisti, ma per gli editori se permetteranno la pubblicazione delle intercettazioni".

Con la Lega c'è accordo "Non è vero che non siamo d’accordo" con la Lega sulla riforma della giustizia e su quella delle intercettazioni. "Stiamo esaminando punto su punto: ho cominciato questa messa a punto perché non voglio emendamenti in parlamento che vengono presentati da questa o quella parte politica senza preventiva discussione". "È chiaro che ogni forza politica è portatrice di alcune istanze" chiarisce il premier , "come la proposta di elezione dei giudici di pace e dei pm voluta dalla Lega che però non è ancora condivisa da tutti".

Nuove carceri "Nel consiglio dei ministri del 23 il nostro interesse sarà concentrato sul sistema delle carceri, che è sotto pressione. Lo Stato può togliere la libertà, ma non la dignità. Stiamo pensando anche a nuove carceri, anche a differenziarle a seconda della pericolosità degli individui": spiega ancora Berlusconi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Spero - aggiunge poi - di utilizzare un decreto legge perché altrimenti i tempi sarebbero troppo lunghi". Per il premier, infatti, occorre agire in fretta in modo da evitare che "a luglio e ad agosto" possano scatenarsi "rivolte nelle carceri". Il Cavaliere, riferendosi al provvedimento sulle carceri, ha poi spiegato che il governo sta pensando a costruire istituti penitenziari differenziati: "Alcuni per chi è in attesa di giudizio, altri per gli individui più pericolosi". Più in generale, dice Berlusconi, "ci sono tempi lunghissimi da abbreviare. Non credo però che affronteremo la possibilità di ridurre il numero dei piccoli tribunali con questa legge perchè non vogliamo avere resistenze locali".