Intercettazioni, Bertinotti duro: niente privilegi ai parlamentari

Il presidente della Camera chiama allo scoperto i Ds sulla vicenda della scalata di Unipol alla Bnl: "Deputati e senatori devono dimostrare di essere al di sopra di ogni sospetto e di ogni privilegio. Si rischia il conflitto tra istituzioni"

Roma - Bertinotti non perdona niente. Il presidente della Camera e leader di Rifondazione comunista si schiera al fianco del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sulla vicenda delle intercettazioni che coinvolgono molti parlamentari, soprattutto i vertici Ds, per le scalate di Unipol a Bnl. "In questa fase i parlamentari devono dimostrare non solo di essere al di sopra dei sospetti ma di non avere nessun privilegio, nemmeno un’apparenza di privilegio in modo che la discussione politica possa essere avviata senza elementi che la turbino" dice Fausto Bertinotti, nel corso della registrazione di "Otto e mezzo". Il presidente della Camera afferma che ora si deve evitare "il rischio di un conflitto interistituzionale. Siamo in un momento di crisi politica, ma un conflitto tra le istituzioni è un serio rumore di fondo a questa crisi". Bertinotti sottolinea inoltre che, "appena arriverà la lettera del gip di Milano, verrà girata alla giunta che istruirà il caso e poi passerà in aula in cui verrà chiesto il parere se concedere o meno le intercettazioni". Contro il rischio di un conflitto istituzionale Bertinotti si dice pronto a "lavorare per evitare tensioni".