Intercettazioni d’oro. Mastella: "È tutto ok"

La Procura di Potenza ha speso più di sette milioni di euro per ascoltare i vip. Il ministro della Giustizia: "Nessuna irregolarità". In quattro anni 2.600 telefonate finite sotto controllo. Ma per il guardasigilli: "Non ci sono i presupposti per trasmettere i dati alla Corte dei Conti"

Roma - Nessuna «irregolarità o illegittimità» nelle intercettazioni della Procura di Potenza, assicura il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Sono state tante, tantissime e sono costate una grossa somma: in 4 anni, oltre 7 milioni di euro per più di 2.600 intercettazioni. Ma, per il Guardasigilli, non ci sono «i presupposti per trasmettere i dati in questione alla Procura della Corte dei Conti».
Il ministro risponde, nell’aula della Camera, a un’interrogazione dei deputati della Rosa nel Pugno Enrico Buemi e Angelo Piazza e precisa le cifre e i costi delle intercettazioni dei pm potentini diventati famosi per Savoiagate e Vallettopoli: nel 2003, 526 decreti per 1.534.456 euro; nel 2004, 450 per 2.305.406 euro; nel 2005, 838 per 1.679.850 euro e l’anno scorso, 808 per 1.638.100 euro.

Mastella ha comunque ricordato che lui di riserve sull’eccesso di intercettazioni e sulla loro diffusione ne ha espresse fin dal suo insediamento. E per questo ha presentato un provvedimento per regolare «la pubblicità degli atti di indagine e delle intercettazioni telefoniche per garantire, da una parte, il diritto dei cittadini ad essere informati, dall’altra, della stampa ad informare». Due esigenze che devono armonizzarsi, senza portare pregiudizi per le indagini né consentire violazioni della privacy, soprattutto riguardo «a terzi estranei al procedimento penale».

Buemi e Piazza non sono soddisfatti e denunciano «inefficienza e mancanza di economicità» dei pm. «All’abnorme volume delle intercettazioni della Procura di Potenza non fa riscontro un risultato adeguato». Bisogna considerare, insistono, il rapporto «costi-benefici» e le conclusioni delle inchieste «non sono di certo entusiasmanti tranne l’aver suscitato un grande clamore». Per loro, la Corte dei Conti deve intervenire. Le intercettazioni dovrebbero essere uno «strumento eccezionale di investigazione, al quale far ricorso solo quando è assolutamente indispensabile», fa notare anche la responsabile Giustizia dei Verdi Paola Balducci.

A Potenza, il pm John Woodcock tace, ma il commento viene dal gip Alberto Iannuzzi, con un applauso alla «risposta autorevole» del ministro. «Fa giustizia - dice - di tante critiche avanzate in occasione soprattutto dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto della Basilicata». Si riferisce alla denuncia del Procuratore generale Vincenzo Tufano, che anche di fronte al Csm ha criticato i metodi dei pm e dei gip di Potenza. Iannuzzi aggiunge di condividere anche il richiamo di Mastella «al mondo dell’informazione, sulla necessità di contemperare il diritto sacrosanto dei cittadini ad essere informati con l’esigenza di salvaguardare il segreto investigativo ed il diritto delle persone coinvolte nel procedimento di non subire un pregiudizio ingiustificato per effetto dell’indebita propagazione di notizie riservate».