Intercettazioni, ddl approvato all'unanimità

Tetto fino a 10 anni di pena per i reati riguardo ai quali è possibile fare intercettazioni. Via libera anche per corruzione, pedofilia e molestie.
Berlusconi: "Non si poteva perdere tempo". L'Anm: "Così non va bene"

Roma - "Il sistema delle intercettazione era degenerato. La privacy dei cittadini è tutelata dalla Costituzione". Esordisce così il ministro della Giustizia Angelino Alfano per spiegare alla stampa l'approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del disegno di legge sulle intercettazioni. Saranno autorizzati gli ascolti solo per reati che hanno il massimo della pena edittale dai dieci anni in su; ma saranno intercettabili anche i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione. Resta quindi anche la previsione del carcere da uno a tre anni, commutabili in una sanzione, per chi pubblica conversazioni coperte da segreto.

Berlusconi: non si poteva perdere tempo L’intervento sulle intercettazioni era un preciso impegno preso in campagna elettorale, è una promessa fatta agli elettori. In Consiglio dei ministri, spiega chi ha partecipato, così Silvio Berlusconi ha difeso il disegno di legge che ha avuto il via libera di tutti gli esponenti del governo. Polemiche assurde, ha tagliato corto il premier - secondo quanto viene riferito - a qualcuno che ha ricordato le osservazioni di ieri di Veltroni. Del resto in conferenza stampa anche il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, ha sottolineato che "Veltroni si attacca con le unghie" nel fare il suo mestiere di capo dell’opposizione.

Risponde ai dettami Ue Il disegno di legge "risponde alle prerogative della Costituzione sulla privacy previsto all’articolo 15" e "ha piena copertura europea in merito alla Convenzione dei diritti dell’uomo".

Testo equilibrato Il Guardasigilli ha sottolineato che si tratta di un "testo equilibrato" che coniuga il "diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy" e l’esigenza "dell’ordinamento statuale che deve contrastare i crimini". Secondo la nuova normativa le intercettazioni autorizzate per un’indagine non saranno utilizzabili in un procedimento diverso. Saranno sempre intercettabili, senza limiti relativi al massimo della pena, "tutti i reati di gravissimo allarme sociale".

Dibattito in parlamento "Dalle Camere ora ci aspettiamo un contributo costruttivo. Molte norme - aggiunge il Guardasigilli - già erano inserite all’interno di provvvedimenti proposti nella scorsa legislatura". Alfano si riferisce al testo Mastella. "Il nostro disegno di legge ne riproduce la filosofia", sottolinea il ministro della Giustizia. L’ok della riunione interna è espressione "della coerenza delle cose dette da Berlusconi e scritte nel programma del Pdl". "Abbiamo - dice ancora Alfano - compiuto un altro atto di grande coerenza, ecco perchè siamo soddisfatti su questo tema, anche perché c’è stata concordia tra i ministri, per noi è un’ulteriore prova di forza per prospettare questo testo al parlamento", conclude Alfano.

"Nuovo ddl farà lavorare bene i magistrati" Le nuove norme "porranno la magistratura nelle condizioni di operare con efficacia e in più garantiranno ai cittadini la giusta privacy. La magistratura - ha aggiunto Alfano - gode da parte del codice di ampi mezzi di ricerca e costruzione della prova. Non è corretto dire che i magistrati stanno sempre con la cuffia ad ascoltare telefonate e che poi, da lì, costruiscono indagini. I magistrati hanno molti mezzi di indagine e li utilizzano tutti: insomma, secondo il ministro »una eccessiva enfatizzazione dell’uso delle intercettazioni fa un torto alla magistratura".

L'Anm non ci sta: "Così non va bene" Il ddl sulle intercettazioni "non va bene". Questa la posizione della giunta dell’Associazione nazionale magistrati che, al termine di un incontro alla Camera con il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, lancia un "allarme" sul provvedimento. In particolare, spiegano i vertici dell’Anm, "le preoccupazioni" sono date dal fatto "che le intercettazioni non potranno essere utilizzate per perseguire reati che creano un vero allarme sociale: dalla rapina semplice al furto in appartamento, al sequestro di persona a scopo non di estorsioni. È il caso ad esempio - dice Anna Canepa, vice segretaria dell’Anm - della zingarella che rapisce un bambino".