Intercettazioni e speranze minuto per minuto

Riccardo Re

Un terremoto calcistico che fa tremare e sperare in un tempo. Una frana da cui Genoa e Samp si augurano di ripartire in contropiede... sempre che ne escano pulite. Juve, Milan, Fiorentina e Lazio in serie B. Non sono più in pochi a sussurrarlo e l’ipotetico scenario da fantacalcio, fino a ieri decisamente inimmaginabile, apre a previsioni che segnano il destino delle due squadre genovesi. Ma poiché in questo campionato degli imbrogli non c’è nulla di facile, ieri a guastare il clima di speranze ci s’è messo anche Rino Foschi il direttore sportivo del Palermo: «Contro la Sampdoria mi sono lasciato andare e alla fine mi sono pure vergognato, oggi vorrei leggere su qualche giornale che non ero un pazzo: in quella partita ci fu rubato il quarto posto e la conseguente qualificazione al preliminare della Champions League». Le intercettazioni poi non aiutano, visto che direttamente o indirettamente coinvolgono anche persone che una casacca rossoblucerchiata l’hanno indossata se non in certi casi partite delle squadre genovesi.
E così, mentre il presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni si aggiunge al coro di quelli che dichiarano sicuri che Genoa, Napoli e Bologna l’anno prossimo giocheranno in serie A, in perfetto stile Grifone iniziano i primi mal di pancia fra i tifosi. Nemmeno il tempo di festeggiare per la candidatura al ripescaggio e c’è già chi incomincia a temere. Le accuse all’ex direttore generale Angelo Fabiani incombono minacciose sul tanto sperato ripescaggio. Lui, già convocato in settimana per le audizioni sullo scandalo Gea, «aleggia» proprio sulla tifoseria genoana, la stessa che lo aveva ripudiato poco prima dell’inizio del maxi scandalo. E se è vero che il suo coinvolgimento ai vertici della cupola calcistica riguardano il suo passato messinese è altrettanto vero che il suo nome affianco dei «nuovi bruti» del calcio italiano, ai tifosi genoani fa un po’ paura. «Non si può dare credito a personaggi che hanno subito squalifiche di cinque anni» ha tuonato Fabiani riferendosi a Dal Cin, ma pare strano che si sia scordato che la stessa squalifica avesse toccato anche il presidente del Genoa, Enrico Preziosi. In casa Samp, invece, mentre si seguono con attenzione gli sviluppi sulle intercettazioni che hanno toccato le partite dei blucerchiati, già si esulta per un eventuale approdo all’Intertoto, sempre che le ancora virtuali retrocessioni si concretizzino davvero.
Al momento è stata smentita l’indiscrezione che voleva l’arbitro Dondarini aver favorito i doriani nella partita Samp-Fiorentina finita per tre a zero dopo un arbitraggio che aveva a dir poco fatto imbufalire i tifosi viola. C’è chi aveva parlato di un eventuale «risarcimento danni» ai blucerchiati da parte di Dondarini dopo il famoso e ancora molto discusso Samp-Juve, finito, forse non a caso, 0-3. Ma le intercettazioni sulla Samp sono diverse. Il dialogo tra il disegnatore arbitrale Paolo Bergamo e Luciano Moggi parlano esplicitamente dei blucerchiati: «So’ squadre, Livorno e Sampdoria che in pratica so’ un po’ più tranquille» aveva detto Moggi, ma Bergamo non sembrava convinto: «Uhhh! Insomma! Mhà! Se ne po’ aggiungere anche una volendo, però arbitri per la prima fascia ne ho pochi». E ancora: «Poi Livorno-Samp all’andata c’è stato casino (...)». All’andata era finito 2-0 per la Samp e al ritorno 1-0 per il Livorno. Ma le partite dove si parla di Samp sono altre e l’intercettazione del 10 febbraio 2005 è una di quelle che incomincia a far raggelare i primi tifosi doriani. Le parole di Bergamo a Mazzini, mentre si parla dell’altro disegnatore arbitrale Pierluigi Pairetto, lasciano intendere un chiaro favoritismo nei confronti della Samp: «(...) A Genova, con la Sampdoria ha fatto carne di porco. C’è un momento che ti devi fermà: la Sampdoria l’hai portata lì, ma lasciala lì, no? Non ti puoi mica bruciare per la Sampdoria! E lui non lo capisce. Ci ha degli interessi a Genova, con l’amministrazione comunale». E in casa Samp, uno di quelli che probabilmente non sta passando notti serene è Mark Iuliano. Lui si dichiara «tranquillo e convinto di poter chiarire senza conseguenze la propria posizione», ma il suo nome è sempre più ricorrente nell’ultima vicenda legata al calcio scommesse. Le accuse si riferiscono al periodo in cui l’attuale difensore blucerchiato giocava con la Juve e il suo nome ruota intorno a quello di altri noti giocatori bianconeri come Maresca, Chimenti e il portiere della nazionale e di fede genoana Gigi Buffon. Intanto il presidente Riccardo Garrone continua la sua crociata per la rifondazione del calcio e dichiara che la nascita della corruzione è da imputarsi sia a un mancato accordo a livello europeo per ridurre gli ingaggi ai calciatori sia alla iniqua distribuzione degli introiti dei diritti tv.
Sul fronte Genoa, un nuovo sussulto viene dal fatto che c’è chi ha voluto riaprire l’inchiesta sui ripescaggi che avevano permesso a Genoa, Catania, Fiorentina e Salernitana di essere ripescate in serie B nel 2003. Ma su questo fronte il Grifo pare poter stare tranquillo, visto che sulla vicenda l’unica vera imputata sembra essere la Fiorentina di Diego Dalla Valle. Sì proprio lui, quello che continua a chiedere un nuovo calcio pulito.