Intercettazioni, il gip: decisione entro 7 giorni

Il gip di Napoli si riserva di decidere sulla richiesta di utilizzazione delle intercettazioni telefoniche fra Saccà e Berlusconi. Alfano: "Entro breve un ddl salva privacy". Gasparri: "Pausa di riflessione, ma l'emergenza resta"

Napoli - Il gip di Napoli Luigi Giordano si è riservato di decidere sulla richiesta da inoltrare al Parlamento per utilizzare intercettazioni telefoniche di conversazioni tra il top manager Rai Agostino Saccà e il premier Silvio Berlusconi. Il giudice dovrà anche pronunciarsi sulla questione di competenza territoriale avanzata dai legali del presidente del Consiglio dei ministri, Nicolò Ghedini e Michele Cerabona. Le intercettazioni rientrano nell’ambito dell’inchiesta del pm Vincenzo Piscitelli su alcune produzioni di Rai Fiction, di cui Saccà è responsabile, e sono relative a segnalazioni di attrici da inserire in cast di fiction. Il prossimo 18 luglio il gip Pasqualina Laviano dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi. La decisione di Giordano potrebbe arrivare la prossima settimana.

Consiglio dei ministri "Non si è parlato del decreto legge sulle intercettazioni" nel Consiglio dei ministri di oggi. Lo ha riferito il ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, al termine della riunione. Nel Cdm non si è parlato neppure di Alitalia, ha inoltre aggiunto Ronchi. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha confermato un disegno di legge sulle intercettazioni che però, ha sottolineato, dovrebbe essere chiamato "salva privacy". Nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, Alfano ha auspicato che il parlamento lo approvi "come primo provvedimento dopo la pausa estiva".

L'attacco di Di pietro Sulle intercettazioni spiega Antonio Di Pietro: "Secondo me non ci deve essere la riforma. Il problema di fondo è che le intercettazioni, se autorizzate dal giudice, sono uno strumento molto importante per la lotta alla criminalità", mentre sulla divulgazione delle stesse Di Pietro spiega: "Dipende. Quelle che hanno rilevanza penale è giusto che siano messe a conoscenza anche dell’opinione pubblica, quelle che sono solo questioni private di ognuno, è giusto che vadano al macero. Ci sono due filoni di intercettazioni, quelle serie come quelle a d’Alema e quelle così dette gossippare. All’italiano medio interessano altri temi come quelli economici, dispiace constatare che il governo, invece, ci costringe a occuparcene".

Emergenza intercettazioni "Una pausa di riflessione su un tema che comunque dovrà essere affrontato e risolto". Così il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato l’esito del Consiglio dei ministri di oggi, nel corso del quale non si è discusso di decreto intercettazioni. "Resta l’emergenza - ha aggiunto Gasparri - di uno stillicidio di pubblicazioni che non hanno alcuna rilevanza penale e la necessità di trovare soluzioni che ci auguriamo siano concordate anche con l’opposizione soprattutto sulle sanzioni nei confronti di chi le pubblica. La mancata decisione di oggi del Cdm su questo argomento speriamo possa comportare da parte di tutti una valutazione più serena. Indagare è doveroso, la denigrazione e lo spreco di soldi dei cittadini con intercettazioni inutili deve cessare. Su questo - ha concluso il presidente dei senatori del Pdl - siamo aperti al confronto con una opposizione più seria e matura e ci auguriamo che il Pd la smetta di farsi dettare l’agenda politica da Di Pietro, a metà tra un politico di terza fila e Pappagone".