Intercettazioni Inter, fermato il sarto Brescia

I carabinieri del Ros nella serata di ieri hanno arrestato Domenico Brescia, al centro di numerose conversazioni telefoniche con Mancini, i giocatori e componenti dello staff nerazzurro. <strong><a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=58" target="_blank">Chi vincerà lo scudetto? VOTA </a></strong>

Milano - Su provvedimento del pm della Dda di Milano, Marcello Musso, i carabinieri del Ros hanno fermato Domenico Brescia, il sarto noto nell’ambiente dell’Inter al centro di numerose intercettazioni con giocatori, con l’allenatore Roberto Mancini e con alcuni altri esponenti nerazzurri, nessuno dei quali però è indagato. Il fermo, avvenuto nella tarda serata di ieri, si sarebbe reso necessario dopo quella che alcuni investigatori hanno definito "una fuga di notizia che rischia di mandare a monte un’inchiesta iniziata due anni e mezzo fa". 

Altri quattro fermi Sono Marco Brunetti, detto ’Beò, 30 anni, Francesco Castriotta, 35 anni, e Massimo Castriotta, 31 anni, e Antonio Mazzilli, 43 anni, tutte milanesi, le quattro persone fermate ieri insieme a Domenico Brescia, su disposizione della Dda di Milano. Secondo l’accusa, nel settembre del 2006, Brescia avrebbe acquistato e venduto circa due chilogrammi di cocaina, consegnata a Mazzilli e Brunetti, dopo averla comprata da Francesco Castriotta.

Il legale "Si tratta di un provvedimento vagamente abnorme, disposto per dare un segnale in un’inchiesta che ha visto una fuga di notizie su intercettazioni di due anni fa". Così Marisa Guassardo, uno degli avvocati difensori di Domenico Brescia, commenta il fermo disposto ieri sera dalla procura di Milano. I carabinieri del Ros si sono presentati nel tardo pomeriggio di ieri nel negozio di Brescia, a Rovello Porro, con un mandato di perquisizione. Più tardi, dopo che Brescia era stato portato in caserma a Lomazzo, gli è stato notificato il provvedimento di fermo con l’accusa di traffico di stupefacenti. La scorsa notte, invece che nel carcere di Como, dove la sera rientrava scontando il regime di semilibertà, Brescia l’ha passata a San Vittore. "Non sta né in cielo né in terra, siamo sempre più stupiti" ha commentato il legale.