Intercettazioni, l'Inter: "Mai rapporti col boss" Tifosi, Parma vietata

La società nerazzurra replica <strong><a href="/a.pic1?ID=261549" target="_blank">al caso delle intercettazioni</a></strong> tra staff tecnico, calciatori e Domenico Brescia, coinvolto in un'indagine per traffico di droga: &quot;Non ne sappiamo nulla&quot;. E il prefetto <strong><a href="/a.pic1?ID=261778" target="_blank">blocca i supporter nerazzurri</a></strong>

Milano - Replica sdegnata di via Durini. "Non sapevamo nulla di tutta questa vicenda, non conosciamo i fatti riportati dai giornali e non abbiamo alcun commento da fare. Posso solo precisare che Domenico Brescia non ha avuto mai alcun rapporto di lavoro con l’Inter e quindi non è mai stato un dipendente nerazzurro". Così l’amministratore delegato dell’Inter Ernesto Paolillo ha commentato le conversazioni intercettate tra Brescia e alcuni esponenti dell’Inter. Paolillo ha spiegato che "Brescia aveva forse contatti con i giocatori ma non ha mai avuto nulla a che fare con la società Inter che non gli ha mai affidato alcun lavoro".

Gli Inter club "Con Domenico Brescia avevamo rapporti di natura solo commerciale: era il sarto delle emergenze, visto che il suo negozio di Rovello Porro è molto vicino alla Pinetina e quindi ci rivolgevamo a lui per qualsiasi problema riguardante le divise dei giocatori". Così Fausto Sala, responsabile del Centro Coordinamento Inter Club, motiva le telefonate da lui fatte a Domenico Brescia, indagato per droga, e inserite nell’indagine del Ros dei Carabinieri coordinata dal pm di Milano Marcello Musso. Sala spiega di non sapere quando sia iniziata la collaborazione dell’Inter con Brescia "visto che era da tempo frequentatore della Pinetina prima che arrivassi io e quindi mi è stato detto di rivolgermi a lui che interveniva in caso di emergenza per lavori di sartoria. Lo chiamavo solo per questo - conclude Sala - mentre non ha mai avuto nulla a che fare con l’attività del Centro coordinamento Inter Club".

Il legale di Brescia Conferma di essere amico e frequentatore dei calciatori dell’Inter da almeno 30 anni, ma smentisce di aver avuto rapporti di carattere illecito né con loro né con altri soggetti. Questo fa sapere, attraverso il suo difensore, Domenico Brescia, il commerciante pregiudicato finito nell’inchiesta condotta a Milano su un traffico di droga che ha coinvolto, per intercettazioni eseguite, anche l’allenatore neroazzurro Roberto Mancini e altri giocatori della squadra. Questa mattina il legale di Brescia, l’avvocato Marisa Guassardo ha incontrato il pm delle indagini, il sostituto procuratore Marcello Busso che le ha smentito un’inchiesta in corso a carico del suo assistito. Quanto è stato scritto oggi su alcuni quotidiani, dice il legale "è per noi una sorpresa. Brescia è un negoziante, commercia in abbigliamento, veste Mancini come altri giocatori di cui è amico, ma niente di più". Nel passato di Domenico Brescia, 54 anni, vi sono condanne per ricettazione, una rapina e un’accusa di concorso colposo in omicidio per la morte di Rocco Carbone avvenuta nel 1989, per la quale l’uomo sta scontando ancora il regime di semilibertà. Ma, sottolinea l’avvocato Guassardo, non ha mai avuto precedenti di droga. "Delle intercettazioni disposte - afferma ancora il legale - Brescia non ne sa niente e tutto quello che dice è di non aver mai avuto rapporti di carattere illecito".