Intercettazioni Mastella: «L’archivio Genchi? Un piano per colpirmi»

«C’era un piano ben preciso, un’azione combinata, per colpire me, i miei amici i miei familiari. Sono stato illegalmente e irregolarmente intercettato. Ma la cosa più grave è che tutto ciò è avvenuto quando ero ancora ministro della Giustizia». La denuncia arriva dall’ex guardasigilli Clemente Mastella, commentando lo scandalo dell’«archivio Genchi», l’enorme archivio di tabulati telefonici raccolti dall’agente di polizia in aspettativa Gioacchino Genchi, durante la sua attività di consulente giudiziario per decine di Procure italiane. Ieri il quotidiano Il Mattino di Napoli riferiva di una testimonianza del colonnello dei carabinieri del Ros ai magistrati di Salerno, secondo la quale Mastella sarebbe stato controllato illegalmente dal consulente dell’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris. «Non sono sorpreso», continua Mastella. Anche se le conseguenze di questo «piano» sono state determinanti per la politica italiana: «Il governo è caduto in seguito alle mie dimissioni ed io sono entrato nel registro degli sputtanati». E ancora: «Sono stato controllato, illegalmente e irregolarmente intercettato, in ben due procure contemporaneamente, a Santa Maria Capua Vetere e Catanzaro. Ma la cosa ancora più grave è che sia avvenuta questa mia intercettazione quando coprivo il ruolo di ministro della Giustizia». Così, dopo quasi un anno di «esilio», l’ex guardasigilli Clemente Mastella torna al centro del dibattito pubblico, anche se a causa di una storia di «spioni» e «spiate». Secondo il Mattino, i tabulati delle utenze telefoniche dell’allora ministro erano sotto controllo di Genchi ben prima che questi fosse autorizzato dall’ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, a disporne nell’ambito dell’inchiesta «Why Not».