Intercettazioni passa il decreto

Il decreto sulle intercettazioni resta così com'è, senza subire modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato. La decisione è sofferta, ma alla fine la commissione Giustizia di Montecitorio ha fatto la sua scelta: il provvedimento che stabilisce prima la secretazione degli atti illegittimi e poi la loro distruzione, prevedendo il carcere fino a 5 anni per chi detiene consapevolmente materiale considerato «illegittimo», passa senza modifiche. L'Aula della Camera così potrà esaminarlo già da stasera, per la discussione generale, e votarlo subito dopo la finanziaria. Eppure nei giorni scorsi l'aria era ben diversa. Tutti, dalla Lega ai Ds, sostenevano che fosse meglio cambiare il testo. E in molti avevano messo a punto decine di emendamenti. Nel giro di 48 ore però cambia tutto. Perchè? Le versioni divergono. C'è chi dice che si starebbe per riversare sul mondo politico un'altra «valanga di dossier e intercettazioni illegali» provenienti sempre dal filone Telecom.