Intercettazioni: Romeo, Lusetti, Bocchino, Nugnes

Napoli - "Quindi, poi, ormai siamo una cosa consolidata, un sodalizio, una cosa solida, una fusione dei due gruppi". È un passaggio di una intercettazione sull’utenza telefonica di Alfredo Romeo, relativa a una conversazione tra l’imprenditore partenopeo e il deputato di An, Italo Bocchino, successiva al ritiro di emendamenti proposti dal gruppo consiliare di An durante la discussione in Consiglio comunale della delibera sul "Global service" cittadino. Proprio su queste parole, per i pm, si qualifica "l’unicità del complesso sistema illecito ideato e realizzato da Romeo", una "commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari, appartenenti alle forze di polizia". Tutte le vicende sotto il mirino degli inquirenti, benché diversificate, sono "riconducibili a un unitario disegno criminale, nell’ottica di contiguità, stabile comunanza e reciprocità di interessi che lega tra loro molti degli indagati, quali componenti di una struttura organizzata unitaria".

Romeo-Nugnes Sono le 23.49 del 3 aprile 2007 quando Romeo telefona all’allora assessore Giorgio Nugnes, che aveva la delega alle strade, poi morto suicida dopo essere stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri di Pianura contro l’apertura di una discarica. "Come è andata", chiede Romeo, riferendosi al dibattito in Consiglio sulle delibera per l’appalto del global service delle strade di Napoli. "Comm è bell...chi dorme e chi fatica", risponde Nugnes. E aggiunge: "Tutto a posto". "Compromessi complicati", incalza Romeo, preoccupato da emendamenti che possono stravolgere una delibera che, secondo l’accusa, era stata definita capitolato per capitolato dalle sue strutture e poi ’copiatà dagli uffici comunali. "No, niente, domani ne parliamo", dice Nugnes. "Tanti affettuosi e cari complimenti", si scioglie Romeo. "Eh, Guagliò si nu grand. Tien nu grande amico assessore", gli risponde Nugnes. "Ma soprattutto capace", dice Romeo. Poi il dialogo prosegue per capire l’andamento della seduta. "Quanti voti?", chiede Romeo; "37" risponde l’allora assessore. "Ottimo, complimenti, te la sei meritata tutta", dice Romeo. Poi si informa su An, il gruppo consiliare che aveva formulato 80 emendamenti. "No - lo rassicura Nugnes - insomma hanno conservato la dignità, insomma. Quelli hanno fatto una opposizione corretta, leale, insomma di contenuto". "Forza Italia non si è presentata?", chiede ancora l’imprenditore. "Mi dispiace", risponde Nugnes ed entrambi ridono.  

LA CORSA AL MERITO Ogni problema svanisce con l’approvazione della preziosissima "delibera 13". Romeo "riesce così a perseguire lo scopo voluto", dopodiché si nota una corsa diffusa dei politici, anche di quelli poco impegnati a favorirlo, che "tentano di accreditarsi i meriti del risultato raggiunto per ottenere privilegi, vantaggi o controprestazioni di sorta. E così avviene anche in altri appalti". Fra i tanti spicca l’assessore Nugnes, che utilizzando un gergo cameratesco per attribuirsene il merito esclusivo, dice a Romeo: "Comm è bell… c’è chi dorme e chi fatica, eh guagliò… si nu grande, tiene nu grande amico assessore, ma soprattutto capace". Cosa ben diversa dal comportamento dell’assessore Cardillo che s’è presentato a mezzanotte in consiglio comunale. Ancora Nugnes: "Il sindaco non gli ha consentito di sedersi al tavolo per la conferenza stampa, perché, ha detto, quell’uomo di merda s’è presentato alle undici in Consiglio". Romeo: "Sono d’accordo col sindaco". N: "Sì, è proprio ’na chiavica". Pure Bocchino telefona a Romeo: "Andata tutto bene, hai visto? Siamo una cosa, quindi". Romeo: "Un sodalizio".

"A TE CI PENSA RUTELLI"
Nugnes passa all’incasso. Vuole spiccare il volo, l’assessorato gli sta stretto. Va diretto con Romeo: "Stamattina mi ha chiamato Renzo (Lusetti del Pd, all’epoca deputato Margherita, ndr). Mi ha detto che voleva fare una chiacchierata pure con te, io ho detto prima parlo con Alfredo, insomma, eventualmente per vederci con Rutelli (…)". R: "Ti ha fatto i complimenti, abbiamo confrontato questa cosa che stai facendo su Napoli, e lui mi ha detto: “Dobbiamo parlare con Francesco”. N: "Insieme parliamo con Francesco, perché a me sinceramente questo percorso mi sta stretto…". Intercettati il 17 aprile 2007, i due tornano sull’argomento. Romeo: "Pensavo di vederti a Roma, perché ho avuto un invito di Francesco (Rutelli, ndr) di suo pugno". Scrive la procura: "Qualche giorno dopo, evidentemente all’esito dell’incontro tra Rutelli e Romeo, il primo non esita a comunicare a Nugnes l’efficacia della sponsorizzazione operata a suo favore per fargli ottenere incarichi politici di maggiore prestigio". Romeo a Nugnes: "Ti ho fatto una buona piazza". N: "Hai parlato con Francesco?". R: "Sì, gli ho detto le cose mie napoletane, come andavano, chi mi stava aiutando, ha voluto sapere se il tuo capo (il sindaco Iervolino) era disponibile con me oppure (…) anche qualche inserimento di qualità. Ha fatto questa battuta: "Giovane e sveglio", credo che ti conosca bene, insomma (…)"

ANDIAMO SEGRETAMENTE DA FIORONI, NON DA DE MITA Seguendo l’assessore alla Legalità e all’Edilizia scolastica, Giuseppe Gambale, fedelissimo di quel Romeo e interessato all’appalto sulle scuole si imbatte nella presunta talpa dell’inchiesta, il colonnello della Dia, Vincenzo Mazzucco. In contatto diretto con Romeo, con Gambale e con l’allora ministro all’Istruzione, Giuseppe Fioroni, oggi esponente Pd. Mazzucco ragguaglia Romeo sugli ultimi sviluppi: "(Con Gambale, ndr) Ti sto organizzando un incontro col grande capo… ". Romeo: "Ah, il grande capo (…). Il vecchietto (De Mita, ndr)". M: "Ma no, l’altro, Peppe (l’ex ministro Fioroni, ndr). Bisogna organizzare il pranzo con te (…). Io preferisco non esserci, se devi dirgli qualcosa, sai, per non metterlo in imbarazzo". Nel frattempo le telefonate tra Romeo, Gambale e il colonnello si intensificano parallelamente all’evolversi dell’appalto per la manutenzione e refezione scolastica. Nei giorni successivi Gambale si accorda "per presentare a Romeo l’allora ministro Giuseppe Fioroni al verosimile scopo di indurre questi a sponsorizzare il progetto-scuole che si sta approvando a Napoli". Gambale assicura Romeo: "Tranquillo, sarà un incontro segreto2 senza identificazione al ministero. "Se vieni con me, vieni senza, come dire, identificazione, pass, roba, stiamo insieme". Detto fatto. Nugnes: "Sette, sette e un quarto da Fioroni". Romeo: "Ok". L’incontro avviene dentro il ministero di Trastevere, "e non è nemmeno particolarmente breve" annota la Dia.

TUTTI VOGLIONO FRANCESCO, L’EX SINDACO Nel capitolo dedicato agli interessi di Romeo sul cosiddetto Piano casa del Comune di Napoli, si rincorrono i riferimenti a Francesco Rutelli. Chiamato in causa, da vari interlocutori, quale personaggio politico di riferimento per le più svariate, possibili, esigenze. Sempre chiamate indirette (pagina 432). A lui, tramite Romeo, chiederebbe un intervento Roberto Mostacci, uomo riferimento di Romeo e degli assessori Laudario e Di Mezza, a cui è stato affidato dal comune di Napoli il compito di redigere un documento per il recupero degli edifici pubblici. Di Rutelli tratta la conversazione tra Nugnes e Romeo intercettata il 5 giugno 2007. Oggetto della telefonata: "Un incarico dipartimentale a Roma che Romeo è in grado di far ottenere all’assessore grazie alla sponsorizzazione che è in grado di assicurare presso l’onorevole Francesco Rutelli". Romeo: "Ho visto ieri Francesco (Rutelli), ho ricordato… e mi ha fatto la battuta, il tuo protetto, non ti preoccupare. Non sono entrato nel merito ho fatto solo una battuta. Poi ho parlato con Renzo (Lusetti, ndr) che è sempre più sbandatone". Nugnes: "Infatti… ". R: "Lui ha detto, io ho avuto l’input, stai tranquillo, non c’è problema, domani si fanno i Dipartimenti".

LA RICONOSCENZA È UN VALORE Per gli amici, Romeo è un vero amico. La riconoscenza ha un prezzo, e lui è sempre riconoscente. Pensa a tutto. All’assessore Ferdinando Di Mezza "compra biglietti aerei per farlo partecipare al 19ª edizione della Fiera internazionale di elettrotecnica e componentistica di Milano dal 17 al 21 maggio 2007". I servigi del Provveditore Mautone (nella foto piccola a destra, ndr), che si impegna a risolvere varie grane dell’appalto Global Service come la lista-prezzi («va bene, avvertitemi voi in che termini devono rispondere», «assessore, ditemi voi, sono a disposizione»), vengono ricompensati con «la garanzia di assunzioni e favori di varia natura oltreché nelle agevolazioni concesse ad amici o comunque a persone direttamente riconducibili al suo bacino clientelare, interessati all’acquisto di appartamenti gestiti dalla Romeo Immobiliare». Lo stesso autista di Matone, a un certo punto, chiede lumi al procuratore sull’assunzione del figlio. Autista: «Mia moglie mi ha accennato una cosa, ma cos’è sta Romeo? Che deve fare (il figlio, ndr) il sorvegliante?». Mautone: «Beh, non ci piace fare questo?». A: «Certo, sì, come no. Ma è una cosa provvisoria o è una cosa propria». M: «Nossignore, definitiva».

POLITO E LA PASTETTA «Romeo chiede a Lusetti un appoggio per una procedura publica che si svolge a Bari». Romeo: «Volevo ricordarti che la a Bari stanno in corso di valutazione…». Lusetti: «Ah, perfetto, sì sì sta lavorandoci». R: «Ah, ci sta lavorando? Va bene». (…) R: «Una cosa mi ha fatto dispiacere, mi hanno escluso perché c’era un suo amico, hanno fatto un po’ di pastetta». L: «Ma chi Nino?». R: «Sì un amico di Nino sono rimasto molto amareggiato, mo ti ho chiamato, non te lo volevo dire». L: «Se vuoi blocco tutto». R: «No, non bloccare, lascia stare, povero Cristo. Però gli va fatta pesare la cosa». La procura sottolinea il disappunto manifestato da Romeo per un presunto torto subito da Antonio Polito (all’epoca senatore in quota Margherita e segretario del partito a Napoli) che attraverso metodi a suo dire collusivi (una pastetta) lo avrebbe tagliato fuori da un importante appalto, ottenendo la disponibilità del Lusetti che si dichiara pronto a bloccare il progetto. L: «La prossima volta ci vediamo?». R: «Sì così facciamo il punto su Firenze e Bari». La Dia scrive che a Bari la Romeo Gestioni ha tra i suoi clienti Comune e università mentre a Firenze gestisce il considerevole patrimonio immobiliare comunale. Altra telefonata. I due discutono del congresso regionale della Margherita, dopodiché parlano di una qualche procedura di interesse di Romeo. «È una questione di vita o di morte», dice l’imprenditore in relazione a una decisione che il consiglio di Stato deve adottare «riferendo all’interlocutore il nome di un componente del collegio ovvero il consigliere di Stato Paolo Troiano». L: «Ne parliamo direttamente con il grande capo». R: «Ah sì, col grande capo?». L: «Esatto c’è anche Troiano su tutto». R: «Perché se chiama il grande capo... mi risolve il problema». Per la procura il grande capo di cui discutono gli interlocutori è l’onorevole ministro Rutelli. «Sempre il nome dell’ex sindaco di Roma spunta in riferimento all’interesse dei Romeo per un lussuoso albergo che stava realizzando nei pressi del porto in occasione del Festival del Teatro, del quale Napoli è stata designata proprio da Rutelli come sede per il triennio 2007-2009». Sempre sul punto Lusetti consiglia all’amico «di entrare in contatto diretto con il direttore generale del ministero Salvatore Nastasi, caldeggiando un incontro tra i due». L: «È lui il capo di tutto, è poi molto legato a Francesco (Rutelli, ndr)». R: «Ah, ottimo». Sempre per l’albergo c’è una telefonata nella quale Italo

L’INCHIESTA DENTRO IL VATICANO
Al colonnello della Dia il 13 giugno 2007 Romeo domanda: «Quello è un personaggio del Vaticano?». M: «È il nipote del segretario di Stato». R: «Ah, ottimo, e come si trova a Napoli?». M: «È di qua lui (…) ci sta da gestire un sacco di situazioni immobiliari, chiese, ospedali. Tutto quello che ha in mano è un patrimonio immenso, roba da 60 milioni ad aggiudicazione diretta». Altra telefonata. Mazzucco: «Fa parte del cda della Cei, il nipote, anzi la moglie è la nipote diretta del segretario di stato cardinale Bertone, lui fa parte anche del Cda della Fabbrica del Vaticano che sarebbe il ministero delle infrastrutture, e gestiscono tutto il patrimonio del Vaticano. A lui compete la gestione diretta di tutti i lavori. Il rifacimento completo della cattedrale di Rieti, poi ha 150 condomini nei dintorni del Vaticano (…). Io gli ho proposto una gestione centralizzata come fai tu su tutto, abbiamo un po' di difficoltà però se ci presenta una cosa conveniente… ». R: «Ho capito… ».