Intercettazioni, sì della Camera

Unipol, accolta la richiesta del gip Clementina Forleo a utilizzare
le conversazioni telefoniche dei deputati Fassino e Cicu.
Nulla di fatto per D'Alema, all'epoca eurodeputato

Roma - Via libera della Camera dei deputati all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche del segretario Ds Piero Fassino. Sulla richiesta del gip di Milano, Clementina Forleo, a utilizzare le intercettazioni di Massimo D’Alema, Piero Fassino e Salvatore Cicu nel processo Unipol-Rcs, l’aula di Montecitorio conferma la decisione presa la settimana scorsa dalla Giunta delle autorizzazioni: è incompetente a decidere su D’Alema, mentre dà il via libera per il segretario dei Ds e il deputato di Forza Italia. Gli atti riguardanti il ministro degli Esteri verranno dunque rinviati al Tribunale di Milano che dovrà decidere se richiedere o meno l’autorizzazione al Parlamento europeo visto che all’epoca dei fatti D’Alema era euro-deputato.

Le votazioni A favore dell’autorizzazione per Salvatore Cicu hanno votato 249 deputati. I "no" sono stati 219 e 8 gli astenuti. Per il rinvio degli atti relativi a Massimo D’Alema alla giunta delle autorizzazioni affinché li ritrasmetta a Milano hanno detto "si" in 270, "no" in 25 e 182 sono stati gli astenuti. Per dare il via libera al gip di Milano nei confronti di Piero Fassino si sono espressi a favore in 327, mentre hanno votato contro in 131.

Giovanardi: "Rapporto equilibrato tra poteri" "Siamo soddisfatti che l’Aula abbia avallato il lavoro della Giunta", una posizione "di equilibrio tra la tutela delle prerogative dei parlamentari e il diritto della magistratura ad andare avanti con le indagini in un rapporto equilibrato tra poteri dello Stato". Così Carlo Giovanardi, presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio commenta l’approvazione della richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazioni di Fassino e Cicu nell’inchiesta sulle scalate bancarie. Giovanardi sottolinea inoltre che "se il parlamento non può ostacolare l’operato della magistratura, d’altro canto non si possono non esprimere parole severe nei confronti della Forleo che in polemica con il parlamento ha adottato un atteggiamento che un magistrato non dovrebbe avere perchè tra i poteri non ci deve essere conflittualità".