Intercettazioni, sì per Fassino D'Alema "rimandato" all'Ue

La giunta per le autorizzazioni della Camera dice sì alla richiesta di usare le conversazioni del segretario Ds nel processo per la scalata di Unipol a Bnl. Fassino: "Condivido la decisione"

Roma - La giunta per le autorizzazioni della Camera si è dichiarata incompetente a decidere sulla richiesta del gip di Milano, Clementina Forleo, a usare le intercettazioni di Massimo D’Alema nel processo contro Giovanni Consorte. Il ministro degli Esteri, infatti, all’epoca dei fatti era europarlamentare. La giunta, presieduta da Carlo Giovanardi, ha poi votato sì alla richiesta del magistrato per quanto riguarda le intercettazioni di Piero Fassino e Salvatore Cicu. L’Italia dei Valori ha votato contro la decisione della giunta di dichiararsi incompetente su D’Alema, mentre la Cdl si è astenuta. La Lega non era presente.

Fassino soddisfatto "Essendo assolutamente sicuro della totale correttezza dei miei comportamenti, condivido la decisione della Giunta di accogliere la richiesta della dottoressa Forleo". Così il segretario dei Ds Piero Fassino commenta il voto della giunta per le autorizzazioni della Camera.

Pareri Il responsabile Giustizia della Rosa nel Pugno-Sdi, Enrico Buemi, ha votato contro la richiesta di autorizzazione inoltrata da Clementina Forleo, per Piero Fassino e Salvatore Cicu. "Io ho votato contro - spiega Buemi uscendo dall’aula della giunta - perchè è un atto illegittimo, che crea pregiudizi e perchè il magistrato che l’ha redatto ha abusato dei suoi poteri". Per quanto riguarda il via libera dato dalla giunta all’uso delle intercettazioni di Fassino, l’Ulivo ha chiesto però che "venga rispettata la legge esistente" grazie alla quale se il gip Forleo volesse iscrivere nel registro degli indagati anche il segretario dei Ds, dovrebbe chiedere una nuova autorizzazione alla Camera.

Solo per Consorte "Abbiamo votato a favore della richiesta del magistrato per quanto riguarda i casi di Piero Fassino e Salvatore Cicu - spiega il diellino Lanfranco Tenaglia - in modo che l’autorità giudiziaria potrà andare avanti così nel procedimento aperto nei confronti di Giovanni Consorte accusato di aggiotaggio e insider trading. Ma se nell’ambito di questo procedimento - prosegue il deputato dell’Ulivo - dovessero emergere delle novità, cioè se il magistrato decidesse di indagare anche i parlamentari, credo proprio che l’autorità giudiziaria, alla luce della normativa vigente, dovrebbe chiedere una nuova autorizzazione".

Cdl contraria Nella Cdl però questa tesi, sostenuta soprattutto dall’Ulivo, non riscuote grandi consensi. Il rappresentante di Forza Italia in giunta, Mino Mormino, si dichiara infatti contrario: "La richiesta che ci viene dal gip, di utilizzare queste intercettazioni di parlamentari nel processo a carico di Giovanni Consorte, non può in alcun modo essere limitata dalla giunta delle autorizzazioni. Per quanto anomala, noi non possiamo porre dei vincoli. Non possiamo cioè dire all’autorità giudiziaria che queste intercettazioni possono essere utilizzate nei confronti di alcuni, mentre in quelli di altri no".

Astensione su D'Alema "Per quanto riguarda la decisione di dichiararci incompetenti a giudicare su Massimo D’Alema, invece, ci siamo astenuti - racconta Mormino - perchè riteniamo che la normativa vigente si presti ad una doppia interpretazione". Il relatore in giunta sul caso D’Alema, Elias Vacca (Pdci), ha spiegato poi che l’organismo parlamentare presieduto da Giovanardi non può trasmettere "anche solo per conoscenza" la propria dichiarazione di incompetenza al Parlamento Europeo. "So che qualcuno dell’Ulivo lo aveva proposto - osserva il deputato - ma alla fine abbiamo deciso di non farlo perchè non possiamo essere noi come giunta a stabilire che debba essere competente o meno su un determinato caso. Possiamo dire che noi non lo siamo, ma poi, per il rispetto della legge, dobbiamo rinviare gli atti al tribunale di Milano, cioè al giudice che ce li ha inviati. Sarà quest’ultimo a stabilire eventuali altre competenze".