Intercettazioni, scontro Di Pietro-Mastella "Nessun divieto". Guardasigilli: più tutela

Il ministro delle Infrastrutture, sposa la linea della trasparenza: "I parlamentari devono essere considerati come normali cittadini. Il problema è non commettere reati e non fare in modo che non vengano accertati". Mastella duro: "Tutelare i politici. Nessuno blocchi la legge"

Bergamo - "Le intercettazioni telefoniche che hanno una rilevanza penale non devono poter essere fermate da nessuno, neanche dal Parlamento". È quanto ha detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, a margine della celebrazione dei cento anni di Confindustria a Bergamo, rispondendo a una domanda sulla richiesta dei presidenti di Camera e Senato al presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, sulla possibile pubblicazione delle intercettazioni telefoniche riguardanti alcuni parlamentari.

Intoppi sui parlamentari Di Pietro ha spiegato che "molto spesso questo parlamento, da ultimo anche 15 giorni fa, quando si tratta di autorizzare a procedere per accertare fatti e circostanze di persone coinvolte, se si tratta di parlamentari, c’è sempre qualche intoppo e qualche ragione per cui l’investigazione non può svolgersi". Di Pietro ha poi detto di ritenere che "i parlamentari debbano essere considerati alla stessa stregua dei normali cittadini". Di conseguenza "il problema è non commettere reati e non fare in modo che non vengano accertati".

Mastella sbotta: approviamo la legge "È singolare che un provvedimento, come quello sulle intercettazioni, approvato all’unanimità alla Camera, non vada avanti al Senato per le beghe interne alla maggioranza, tenuto conto che basta una seduta". Lo afferma il guardasigilli Clemente Mastella intervenendo al Consiglio nazionale dei Popolari-Udeur. "Sia ben chiaro - sottolinea Mastella - che il provvedimento non intende limitare la libertà di informazione che è sacra, ma tutelare in maniera più forte la dignità della persona umana e sanzionare più seriamente il comportamento sbagliato di quei giornalisti che scrivono scorrettezze sulle persone".

Attacco alla Forleo "Non mi sono piaciute le parole di Clementina Forleo". Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, replica al gip di Milano che si è detta "non interessata alle paure della politica" alla vigilia della rimozione del segreto istruttorio dalle intercettazioni legate alla scalata Unipol. "Un gip - ha detto Mastella al Consiglio nazionale dell’Udeur oggi a Roma - non può dire queste cose. Non è accettabile da parte di nessuno una sorta di giudizio morale sulla politica".