Intercettazioni: il Senato rinvia a settembre, la Camera decide domani

A Palazzo Madama tutto rinviato al ritorno dalle vacanze. A Montecitorio si decide domani, la Margherita ha già chiesto il rinvio, ma il presidente della Giunta Giovanardi è contrario

Roma - La Giunta delle immunità del Senato deciderà a settembre sul caso delle intercettazioni riguardanti i senatori La Torre, Grillo e Comincioli. Questa mattina la Giunta, come ha riferito il presidente Domenico Nania, ha avviato la procedura della discussione mettendo a disposizione tutti gli atti riguardanti i tre senatori ai quali sarà chiesto se intendano essere ascoltati o inviare una memoria. "Non ci saranno sconti, ma nemmeno pregiudiziali verso i tre senatori", ha anticipato Nania.

La Camera decide domani È terminata la seduta della giunta per le autorizzazioni della Camera riunita oggi per ascoltare le tre relazioni sulla posizione dei parlamentari coinvolti nella richiesta del Gip, Clementina Forleo, di utilizzo delle intercettazioni telefoniche. La seduta è convocata di nuovo per domani mattina alle 9 momento in cui verrà messa ai voti la proposta di Lanfranco Tenaglia (Ulivo) di rinviare a settembre il voto su Cicu, Fassino e D’Alema. Non è d’accordo su un eventuale rinvio il presidente della giunta Carlo Giovanardi che al termine della seduta ha commentato: "Domani valuteremo cosa fare. Mi rendo conto che è difficile che l’aula potrà prendere in esame la nostra decisione prima della pausa estiva. Ma la giunta ha una sua autonomia e domani decideremo se rinviare a settembre o continuare il nostro lavoro anche nel mese di agosto".