Intercettazioni Unipol, tutto rinviato a settembre Di Pietro: "Grave errore"

Dopo il rinvio del Senato ora è ufficiale anche quello della Camera. Il giudizio sulle telefonate del caso Unipol tra i politici e gli indagati sarà posticipato a dopo le vacanze. Domani si riunisce la Giunta ma solo per stralciare la posizione di Cicu (Forza Italia)

Roma - "Mi sembra evidente ormai che la decisione sarà presa a settembre...". Il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera Carlo Giovanardi annuncia così che l’organismo parlamentare da lui presieduto continuerà a lavorare anche domani sulla questione delle interecettazioni-Unipol, ma che una decisione concreta sulla richiesta del Gip di Milano Clementina Forleo a usare le intercettazioni di Massimo D’Alema, Piero Fassino e Salvatore Cicu nel processo Antonveneta-Bnl-Rcs non sarà presa prima della pausa estiva. È probabile invece che la Giunta si pronunci già domani sull’intercettazione di Cicu (FI), come ha chiesto oggi il suo collega di partito Nino Mormino, "per scindere questa situazione" da quella delle intercettazioni di Massimo D’Alema e Piero Fassino che hanno un "altro peso...". I componenti della Giunta per le autorizzazioni torneranno così a riunirsi anche domani mattina alle 9, ma la decisione di dire sì o no al gip di Milano non sarà presa prima di settembre, come si era augurato invece Giovanardi nei giorni scorsi.

Tutto a settembre E soprattutto, dichiara il deputato della Margherita Pierluigi Mantini "non ci sarà nessun voto sul rinvio". Forse, ipotizzano nell’opposizione, l’iscrizione in massa di deputati a parlare (solo otto questa mattina) sarebbe servita ad evitare proprio questa conta che avrebbe visto l’Unione divisa con Verdi-Pdci-Prci-Idv che avrebbero votato contro. L’unica decisione che potrebbe essere presa domani, spiega ancora Giovanardi, è quella che riguarda Salvatore Cicu. "Mormino ha chiesto in Giunta - racconta - di anticipare sul caso Cicu per scindere la sua posizione da quelle di Fassino e di D’Alema e non è escluso che domani ci possa essere un voto in questo senso".

Di Pietro: "Si mina credibilità dei parlamentari interessati" "Il rinvio a settembre è un errore perché mina la credibilità dei parlamentari interessati, mina la credibilità del Parlamento e delle istituzioni agli occhi dei cittadini che non vorrebbero vedere adottare due pesi e due misure". Lo dice a Radio Radicale il ministro dei Lavori pubblici, Antonio Di Pietro, interpellato sulla decisione presa oggi dalla giunta delle autorizzazioni della Camera in merito alle richieste del gip milanese Clementina Forleo di utilizzo delle intercettazioni nell’ambito delle inchieste sulle scalate Unipol-Bnl e Bpi-Antonveneta. "Sulle intercettazioni - osserva Di Pietro - noi dell’Idv diciamo che il rinvio a settembre è un errore, innanzitutto per i diretti interessati, i quali si proclamano a ragione del tutto estranei alla vicenda. Rimanere con la candela accesa della delegittimazione continua non ha senso, meglio che i magistrati abbiano al più presto gli atti a disposizione, giudichino e restituiscano al più presto la dignità a chi se la merita, dividendo il grano dal loglio, perché c’è da dividere anche lì il grano dal loglio".

Giovanardi: nessun rinvio Giovanardi però sul resto non vuol sentir parlare di rinvio. "Nessun rinvio - dichiara alla fine della seduta di Giunta - semplicemente abbiamo preso atto del blocco dei lavori parlamentari che non ci consentono di continuare a lavorare come vorremmo. Il nostro dovere lo stiamo facendo come dimostra il fatto che ci siamo convocati anche domani, ma è ormai evidente che come decisione si andrà a settembre...". E di rinvio non vuol più sentir parlare anche il deputato dell’Ulivo Lanfranco Tenaglia. "Non è che ieri ho chiesto proprio di rinviare - precisa - semplicemente vorrei che su questa storia ci fosse un approfondimento adeguato. Ci sono molti iscritti a parlare ed è probabile che quindi si vada a finire a settembre. Mica siamo dei semplici passa-carte che come arriva una cosa noi la votiamo. Prima vogliamo capire e approfondire, poi, quando ci siamo fatti un’idea allora daremo il nostro parere".

La proposta Buemi In Giunta si è poi continuato a discutere della proposta avanzata ieri dal responsabile Giustizia della Rosa nel Pugno Enrico Buemi di restituire le ordinanze al tribunale di Milano perché "irricevibili e sbagliate". "Oggi - racconta Buemi - si sono pronunciati a favore della mia richiesta anche Tenaglia, Paniz e Mormino". Tenaglia però non conferma e prende le distanze: "La richiesta di Buemi non è fondata...". "Insomma - interviene il deputato dell’Ulivo Pierluigi Mantini - stiamo cercando di lavorare come sempre. Senza accelerare e senza rallentare i tempi. Stiamo tentando di recuperare l’ordinarietà".