International School: l’allarme (inascoltato) già lo scorso anno

Lidia Scognamiglio

Lezioni all’aperto nel giardino della Rome International School. Non è un nuovo metodo d’insegnamento, è solo che i bambini, i genitori e gli insegnati dell’istituto di viale Romania ai Parioli, hanno deciso di occupare il parco della scuola per protestare contro la chiusura dei cancelli che ha impedito l’avvio del nuovo anno scolastico, previsto per il 5 settembre.
«Non vogliamo che la nostra scuola chiuda». Grembiule e zaino in spalla, la piccola Margherita ha atteso con ansia il suo primo giorno di scuola. Le lacrime sul suo volto esprimono l’amara sorpresa. Amareggiato ma non sorpreso è, invece, Michele Baldi, consigliere comunale di Alleanza nazionale, che già un anno fa, in un’intervista al Giornale del 14 ottobre, aveva acceso i riflettori sull’incresciosa situazione di alcune scuole di Roma che erano state vendute a società private che ne hanno poi ricavato appartamenti. «Avevo presentato un’interrogazione urgentissima al sindaco e agli assessori competenti - dichiara Baldi - per capire in base a quali criteri vengono rilasciati questi inaccettabili cambi di destinazione. Mai nessuno si è degnato di rispondermi. Questi silenzi assordanti dimostrano che ci troviamo di fronte a vere e proprie speculazioni».
Solo ieri, infatti, il sindaco Veltroni ha accolto i genitori degli studenti assicurando che il Comune si impegnerà per la permanenza dell’importante polo scolastico. Presente sul territorio dal 1997 l’International School ospita un asilo, un’elementare e una media per un totale di 450 studenti di trenta diverse nazionalità e 54 impiegati, tra cui i docenti tutti anglosassoni. All’origine della chiusura della scuola una querelle giudiziaria tra le suore dell’Assunzione, proprietarie dell’immobile e l’International School. Il 15 giugno del 2004 l’edificio (circa 3.500 metri quadri oltre gli spazi esterni) è stato messo in vendita dalle suore alla società Michele Amari Srl per un totale di 50 milioni, di cui 500mila già versati. Della situazione si stanno occupando anche la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio e il prefetto Achille Serra che ha già incontrato le parti in causa per trovare al più presto una soluzione. «Se ci fosse stata più trasparenza e volontà propositiva non avremmo dovuto aspettare l’intervento del prefetto - commenta Baldi -. Roma vuole competere con le grandi capitali europee e poi si permette di fare una così brutta figura con un istituto di respiro internazionale, in contatto con oltre mille scuole del mondo».