Da interni o da privatisti, così i lombardi fanno i furbi

Ci sono due possibilità offerte a uno studente di arrivare a un diploma evitando le forche caudine di una commissione milanese. Innanzitutto rivolgendosi a un centro scolastico della nostra città dove si seguono dei corsi di preparazione e che provvede a un’iscrizione formale presso una scuola sede di esami in altra città. Poichè non esiste più l'obbligo di frequenza, basta sostenere delle prove scritte e orali periodiche in modo da giustificare l'ammissione alle prove come candidati «interni». Si studia e si vive a Milano, dunque, e si va in trasferta al momento in cui si deve affrontare la commissione. In questo modo si supera la regola in base alla quale ci si deve presentare in una scuola del luogo di residenza. Un secondo modo, sempre per eludere questa norma, è quella prevista da alcune scuole paritarie che prima rilasciano l’idoneità alla frequenza alla quinta classe. La stessa scuola provvede poi a dotare il candidato di una residenza nel comune dove andrà a sostenere gli esami. In questo caso si presenterà come privatista, ma potrà farlo presso scuole dove ci sono commissioni addomesticate, disposte, cioè, a chiudere un occhio sulla preparazione necessaria per il rilascio di un diploma.