Lo 007 di Belsito spiava le mosse dei pm

Un detective raccoglieva informazioni sulle denunce contro Bossi & C: trovato un file a casa dell’ex tesoriere

Milano - Minuto 24, trenta secondi. La domanda viene buttata lì, senza darle troppo peso. «Ma queste cose qua tu le hai passate alla Procura?». Minuto 28, diciannove secondi. «E quindi vogliono arrivare a Belsito?». L’investigatore privato getta la lenza. Con sé ha un piccolo registratore. La sua interlocutrice parla, senza sapere che le sue parole finiranno in un file. Lo stesso che gli investigatori della Dia da tempo alle prese con l’inchiesta su «Lega ladrona» hanno trovato in una pendrive a casa di Francesco Belsito, l’ex tesoriere del Carroccio che ha trascinato con sé nella bufera mezzo partito. Una scoperta inquietante, che ha aperto nuovi scenari. Da quanto tempo - è la domanda degli inquirenti - alcuni tra i lumbard erano a conoscenza delle indagini che avevano messo via Bellerio nel mirino? E ancora, perché conservare una registrazione in cui vengono raccontate storie di strani affari con la malavita, di legami tra politici, avvocati, imprenditori e persino cardinali, di festini e di droga, di guerre e vendette trasversali all’interno della Lega?

Dura più di 46 minuti, la conversazione che il Giornale ha potuto ascoltare. Lo 007 privato è P.V., e secondo l’ipotesi dei magistrati potrebbe esser stato incaricato da Belsito di incontrare la rappresentante di un’associazione molto nota in Liguria, e particolarmente impegnata a denunciare le presunte malefatte dell’ex tesoriere e dei suoi sodali. Quanto riferito dalla donna è tutto da verificare. Ma ce n’è abbastanza per imbarazzare il vecchio amministratore delle finanze del Carroccio. E non solo lui. L’uomo sembra volersi accreditare presso l’associazione, per aiutarla nelle sue battaglie. «Posso investigare informalmente - dice - ufficialmente non sono nessuno. Pensano solo alle corna, mentre ci sono mille lavori che può fare per te un’agenzia investigativa». La donna parla. «Belsito - racconta - con la nuova agenzia di finanziamenti che ha aperto sta facendo riscossione, i commercianti che erano in difficoltà si sono rivolti a loro e si sono trovati in mano agli strozzini, collabora con una società che ho denunciato e mi è arrivata subito la ’ndrangheta». Lo 007 chiede di Francesco Bruzzone, segretario regionale della Lega in Liguria, che secondo i pm avrebbe ricevuto da Belsito 40mila euro in cambio di una poltrona in Fincantieri. «Fanno finta di litigare - risponde l’interlocutrice - lì chi si spartisce i soldi? Belsito ha preso il posto di Balocchi, era quello che gestiva l’amministrazione della Lega a Chiavari, ma tutta l’amministrazione l’ha presa Belsito. Loro collaborano direttamente con la mafia, è tutto un gioco mafioso». Non contento, l’investigatore insiste. «C’è guerra tra Bruzzone e Rixi (Edoardo, recente candidato sindaco del Carroccio nel capoluogo ligure, ndr).

Davide Rossi (consigliere leghista a Genova) dice che Bruzzone va a puttane, va a in un club». «Ma no - risponde la donna - Bruzzone va a casa, a Sella». «Anche Rossi dice che ci sono sempre le feste in villa». «Ma queste cose qua le hai passate alla Procura?», domanda lo 007. «Ho fatto un esposto al Gico - la risposta - adesso ne devo firmare un altro, tutte prove provate». Quindi lo stanno indagando?», chiede l’uomo. «È già indagato!». «E non lo legano?». «Vogliono arrivare a Belsito, stanno spingendo perché la Lega sta favorendo i lavori di V., strettissimo amico del cardinale Bertone, è difeso da pezzi da novanta». «E quindi - insiste ancora l’uomo - vogliono arrivare a Belsito?». «Anche». «Ma non c’è solo Belsito quindi? Io - sonda il terreno lo 007 - sapevo che l’obiettivo era Bruzzone».

E insiste: «Te carne al fuoco ne hai tanta. Bruzzone, la cocaina, le puttane, lì c’è la Procura che indaga?». «A loro interessano reati più pesanti». «Già, il bunga bunga non interessa a nessuno». «Tu non hai niente in mano per dimostrarlo?». «Io ho dato tutto a Bonanno (Gianluca, parlamentare del Carroccio)». E a proposito, continua la donna, «devi stare attento a un tipo che si chiama (...), che è amico di Bonanno». «Questo cosa fa?», chiede l’investigatore. «Un sacco di casini, prima era con la destra, aveva fatto un sacco di intrallazzi per prendere i soldi della regione». Dunque, lungo 46 minuti e 42 secondi vengono raccolte informazioni su Belsito e altri esponenti del Carroccio. E così si apre un nuovo filone nell’inchiesta su «Lega ladrona»: quello delle indagini private commissionate dall’ex tesoriere e di una presunta rete di 007 con cui avrebbe cercato di restare a galla mentre lo tsunami giudiziario stava per abbattersi sul partito.

Commenti

Cinghiale

Mar, 05/06/2012 - 08:40

Son cose da film!!!! Incredibile, non c'è mai fine?

Cinghiale

Mar, 05/06/2012 - 10:40

Magari il Bel-sito investigava e i PM investigavano sapendo di essere investigati ma Bel-sito sapeva di investigare sapendo che i PM sapevano di essere investigati o ne era all'oscuro? PS l'investigatore chi l'ha pagato?

vogliadicambiamento

Mar, 05/06/2012 - 14:08

uNA NAZIONE DI LADRI . nON SI SALVA NESSUNO . e' UNA QUESTIONE MORALE GRAVE , CRESCIAMO SENZA PRINCIPI SANI CON UNA SOCIETA' CHE FORNISCE SOLO ESEMPI NEGATIVI E DEL RESTO I LEADER DEI PARTITI I MANAGER DI SOCIETA' ECC. TUTTI A DELINQUERE ECCO L'ESEMPIO CHE DIAMO AI GIOVANI E ALLA SOCIETA' IN GENERALE . CHE SCHIFO