Dieci domande e risposte sulla casa

Ecco la guida per chiarire tutti i dubbi a proprietari e inquilini

1) Sull'abitazione principale arriva una nuova tassa, la Tasi, al posto dell'Imu. Quanto mi costerà? Rischio di pagare di più rispetto al 2013?
La risposta è: purtroppo, sì. In ogni caso i proprietari pagheranno di più rispetto al 2013, per la semplice ragione che l'Imu prima casa l'anno scorso è stata cancellata. Ma adesso ritorna, anziché Imu si chiama Tasi (e insieme alla Tari sui rifiuti forma la Iuc, imposta unica comunale). Quanto costerà? Impossibile dirlo con certezza. L'aliquota di partenza è dell'1 per mille, ma i Comuni potranno portarla fino al 2,5 per mille o più: il governo sta decidendo se al 3 oppure al 3,5. E molte prime case esenti dall'Imu nel 2012 grazie alle detrazioni a cifra fissa e sui figli a carico, adesso pagheranno.

2) Quando dovrò pagare la prima rata della Tasi?
È incredibile, ma in teoria la prima rata della Tasi si dovrebbe pagare entro il 16 gennaio. A otto giorni dalla scadenza, però, non si conosce ancora l'aliquota massima e i Comuni non possono decidere. Persino il governo si sta accorgendo della follia, e si fa strada l'idea di dividere la tassa in due rate, con la prima entro il 16 giugno.

3) Sulle seconde case resta l'Imu, che si somma alla Tasi. Quanto pagherò quest'anno? Quando?
La legge di Stabilità prevede che, almeno per quest'anno, la somma di Imu e Tasi non possa superare l'Imu pagata lo scorso anno. L'aliquota massima finora prevista è del 10,6 per mille, ma non si esclude un aumento all'11,1 oppure all'11,6: in questo caso, anche sulla seconda casa si verserà di più del 2013. Anche qui decidono i Comuni. Il rischio stangata dunque c'è.

4) Mi resta ancora da pagare la cosiddetta «mini Imu» sulla prima casa relativa al 2013: quanto dovrò versare, ed entro quale data?
In questo caso non ci si attendono modifiche dell'ultimo momento. La «mini Imu» si verserà entro il 24 gennaio. I proprietari dovranno pagare il 40% della differenza fra l'aliquota Imu deliberata dal Comune dove si trova l'immobile e quella di base, cioè il 4 per mille. In molti casi l'importo è basso: i contribuenti rischiano di pagare al commercialista una cifra più alta di quella dovuta allo Stato.

5) È vero che sulle case sfitte bisogna pagare anche l'Irpef?
Paradossale, ma vero: sugli immobili sfitti diversi da quello principale, e che si trovano nello stesso Comune di residenza del contribuente, ritorna anche l'imposta sul reddito. Si pagherà un'Irpef ridotta al 50%. Così, oltre al danno (l'immobile sfitto, e con questi chiari di luna ce ne sono davvero tanti) c'è anche la beffa: la tassazione su un reddito che non esiste.

6) Cosa pagheranno gli affittuari?
Agli affittuari spetterà il pagamento della Tari, la tassa dei rifiuti. Ma anche di parte (tra il 10 e il 30%) della Tasi, cioè della tassa sui servizi indivisibili. Altra novità scattata il primo gennaio è il divieto di pagare in contanti l'affitto delle abitazioni, comprese le locazioni turistiche transitorie e quelle a studenti.

7) Terreni e capannoni pagheranno l'Imu?
I terreni agricoli (compresi quelli non coltivati), a patto che siano posseduti da coltivatori o imprenditori iscritti alla previdenza agricola, pagano l'Imu, ma con un moltiplicatore ridotto da 110 a 75. Per quelli che hanno pagato la seconda rata Imu dell'anno scorso, è escluso il pagamento di sanzioni e interessi in caso di un versamento insufficiente. Per quanto riguarda gli immobili strumentali, l'Imu 2013 è deducibile delle imposte sui redditi per il 30%.

8) Con la Tari (rifiuti) si pagherà più della Tarsu?
La nuova tassa si paga sulla base della produzione teorica di rifiuti. E così si penalizzano le famiglie numerose e gli esercizi commerciali, tanto che Confcommercio ha calcolato che per i negozi ci potranno essere maggiorazioni di sei volte per ristoranti, trattorie e pizzerie (+482%). Per chi quest'anno ha pagato sulla base delle tariffe Tares, gli aumenti saranno più contenuti.

9) Cosa cambia per le compravendite?
L'imposta di registro, a partire da quest'anno, passa a due aliquote. Una del 2% per la prima casa (in questo caso un risparmio visto che prima era del 3%). Per le seconde case sale al 9%, anche se caleranno le imposte catastali e ipotecarie. Al rogito l'acquirente dovrà pagare la somma al notaio che la verserà in un conto corrente (i cui interessi vanno allo Stato) in attesa della registrazione del contratto.

10) Gli sconti sulle ristrutturazioni cambiano?
Per un altro anno le detrazioni Irpef restano al 50% per i lavori di ristrutturazione. Dal 2015 scenderanno al 40% e dal 2016 si tornerà al vecchio 36%. Confermato lo sconto del 50% sulle spese per mobili ed elettrodomestici. Confermato per un altro anno pre l'ecobonus del 65% in dieci anni per interventi che favoriscono il risparmio energetico (pannelli, isolamento, infissi).