Se al matrimonio il prete fa lo sposo

A sposarsi ci tengono ormai solo i gay, i trans e le amanti dei preti

A sposarsi ci tengono ormai solo i gay, i trans e le amanti dei preti. Chissà se il Papa ha risposto alla lettera di ventisei amanti di sacerdoti che chiedono di poterli sposare. Difficile capire come siano riuscite a riunirsi e far sindacato: escono in comitiva, c'è una setta segreta dei preti fidanzati?

Il quotidiano più papista, La Repubblica, ha titolato in prima pagina «Il matrimonio è un diritto anche per i preti». Di tutti gli argomenti anche ragionevoli in favore delle nozze ai preti e rispettosi del loro tormento, quello del diritto al matrimonio mi pare il più grottesco: si è preti per scelta e il celibato è una conseguenza del dono al Signore della propria vita. Sarebbe come dire: è un diritto per i militari essere obiettori di coscienza... Perché non far valere anche il diritto inverso: «Farsi preti è un diritto anche per gli atei»? Il prossimo argomento in favore del prete ammogliato sarà: meglio sposati che pedofili. Ciascuno è libero di fare le sue scelte ma non pretenda di adeguare le regole generali alle sue mutazioni personali.

Resta però un dubbio atroce: quanti preti fidanzati hanno perso la vocazione ma non lasciano l'abito talare perché non saprebbero poi cosa fare? E un dubbio ancor più irriverente: quanti diverrebbero preti pur senza vocazione, come pura professione, se fosse consentito loro di sposarsi e avere una libera vita sessuale? La disoccupazione fa miracoli...

Comunque, sappiate: il matrimonio è un sacrificio più pesante del celibato, un ergastolo col carceriere in casa.

Commenti

Nadia Vouch

Ven, 23/05/2014 - 15:30

O è vocazione o è professione. Ma qualcuno potrebbe anche dire di essersi vocato ad una professione. A cicli torna il solito discorso del pre e del dopo Concilio di centinaia di anni fa. Fatto sta che anche sulle cose divine le decisioni sono spesso solo e inevitabilmente umane. Troppo umane.

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Patchonki

Ven, 23/05/2014 - 15:47

.......il celibato è una conseguenza del dono al Signore della propria vita. Questa affermazione non vale per tutti, ci sono in Italia chiese cattoliche di rito greco che permettono il matrimonio per i preti! Chi stabilisce se il dono della propria vita deve per forza essere accompagnato dal celibato!

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Euterpe

Ven, 23/05/2014 - 17:35

Nadia, vero: umano,troppo umano. Ma chi entra nel gioco non può pretendere poi di cambiarne le regole.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 23/05/2014 - 17:53

Sono cattolico. Tremendamente cattolico. Irrimediabilmente cattolico. Ma cattolico ad un punto tale che preferisco di gran lunga sentire una locuzione come "l'amante del prete" piuttosto che una così triste e squallida come "la moglie del prete"!

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 23/05/2014 - 18:18

Veneziani scrive "il matrimonio è un sacrificio più pesante del celibato, un ergastolo col carceriere in casa". Su questo sono d'accordo soprattutto se si considera che la differenza fra l'amore gratis e quello a pagamento è che quello gratis è molto più costoso.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 23/05/2014 - 18:25

Gentile signor Francalanza, ricorda un certo pittore fiammingo , il mondo alla rovescia e la nave dei folli? Ad esempio in politica vogliamo il vincolo di mandato, per i preti ne vogliamo l'eliminazione.

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Dario Maggiulli

Ven, 23/05/2014 - 18:45

Mio Dio, cosa leggo, -Sono cattolico, tremendamente cattolico, irrimediabilmente cattolico- e poi ti demonizza Cecilè Kyenge. Questo tipo di cattolico me l'ero perso. -ripr.ris.- 18,44 -23.5.2014

beatrice.oliva@...

Ven, 23/05/2014 - 21:21

sono completamente d'accordo con il Dr. Veneziani, vorrei soltanto precisare che è assolutamente vero che nella chiesa cattolica di rito greco ,come nella chiesa ortodossa sia greca che russa ci sono preti sposati ma questi sono già sposati prima di accedere al sacerdozio e non dopo e dunque è negato il matrimonio durante la vita sacerdotale. Purtroppo per quanto riguarda la professione di sacerdote o come si dice in Calabria " u mastru missaru", già da diversi secoli si pratica tale professione o per lucro o per posizione sociale come don Abbondio di manzoniana!Ma questi per fortuna sono pochi!!!!

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Sab, 24/05/2014 - 07:07

Tutti abbiamo almeno un cugino figlio di qualche prete che poverino ha avuto grandi raccomandazioni per diventare professore o giornalista ma non ha goduto dell'affetto quotidiano del babbo ma, in fondo è così, anche Gesù fu cresciuto da un uomo diverso dal suo papà naturale... Una organizzazione perfetta per seminare e raccoglie evitando di curare il campo.

Holmert

Sab, 24/05/2014 - 09:07

Quando uno fa una scelta la dovrebbe fare in scienza e coscienza. Ammettiamo in tempi ormai remoti, quando i preti e le monache acquisivano la vocazione per necessità familiare. Quelli sì che erano tempi duri, con una vera crisi che mordeva e che in famiglia con almeno dieci componenti tra coniugi e figli, si avevano tante bocche da sfamare. Ed era così che i seminari si riempivano con il 90% almeno, che arrivava ad indossare l'abito talare. Oggi almeno la fame non c'è piu' ed uno quando fa la sua scelta ha di che meditare in tutta tranquillità. Prende coscienza delle regole che quella scelta impone e poi fa il suo passo. E le regole del sacerdozio sono quelle descritte da Marcello Veneziani, tertium non datur . Poi non si capisce come mai i sacerdoti hanno tante amanti, non credo siano solo le 26 firmatarie. Io penso che l'approccio avvenga nel confessionale, dove le donne si aprono per la remissione dei peccati e qui interviene l'uomo prete, dimenticando i voti fatti. Oramai nessuno vuole più sottostare alle regole, i superiori sono visti come ostacolo e molti di essi addirittura alimenta la querelle. Ormai quella del matrimonio è l'obiettivo principale di molti giovani preti. Forse è frutto della troppa libertà concessa loro dopo il concilio Vaticano II, che ha posto le base per la futura dissoluzione della chiesa cattolica, che verrà sostituita in un futuro non tanto remoto dai "nostri frateliii" musulmani, molto piu' concreti e coerenti.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 24/05/2014 - 09:29

Sottoscrivo in pieno che l'amore gratis è molto più costoso di quello a pagamento. Ed ecco spiegato perché Silvio era felice pagando decine di Olgettine a fior di decine di migliaia di Euro, che nel totale raggiungevano appena lo 000,per mille di quanto 'finchè sorte (ed il tribunale) non ci separi'. Divertente la satira del Carnevale di Putignano sul web alla voce -finchè sorte non ci separi- -riproduzione riservata- 9,29 - 24.5.2014

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 24/05/2014 - 11:32

Certamente in passato, in una società bloccata,il farsi prete era una delle poche possibilità di mobilità sociale verticale,ma non credo che questo sia il problema che si pone oggi.Molte sono le motivazioni che sembrano giustificare il matrimonio per i preti,ma penso che tutto debba riportarsi al disfarsi dell'identità maschile,così com'è stata vissuta sino a ieri.Oggi,senza più memoria del suo passato, l'uomo vive una condizione psicologica mai sinora sperimentata, tende a rifiutare scelte che comportino coerenza sino in fondo, forza d'animo, capacità di rinunce in nome di una causa e di un ideale più alto,preferisce la mediocrità del 'normale' e di essa il praticare il sesso è un segno distintivo e legittimante.Il Concilio Vaticano II ha minato il concetto di 'auctoritas' per cui ben si comprende il "Chi sono io per...", tutte le dighe sono saltate,l'individuo non vuole più sottoporsi a nessun giudizio e a nessuna regola, neanche a quelle della coscienza e imposte da scelte personali compiute senza costrizione.Il sacerdote dovrebbe essere un 'padre' per i fedeli,ma come in campo laico i padri sono diventati transfughi,la figura paterna si è svuotata e l'uomo regredisce verso l'assenza di responsabilità,verso una permissività che riguarda anche il sesso, così anche nella chiesa i preti,non più padri nel senso ampio della parola, tendono a dimenticare la loro missione spirituale,ad assimilarsi a meri funzionari dispensatori di sacramenti, preferendo dedicarsi ,finite le ore d'ufficio, a coltivare il loro orticello personale. Io mi domando anche come mai negli altri ordini religiosi, in cui si entra veramente per vocazione, il problema del matrimonio non si pone. Non dimentichiamo poi che questa richiesta di eliminare il celibato viene soprattutto dal clero dell'America meridionale, regione in cui i costumi e la religiosità hanno caratteri particolari e non sempre esemplari.

Ritratto di Il Ghepardo

Il Ghepardo

Sab, 24/05/2014 - 12:09

Mariosirio, potrebbe gentilmente spiegarci in base a cosa afferma così perentoriamente che TUTTI conosciamo qualche figlio di prete? Perché sinceramente, non solo non conosco nessuno di questi individui, ma addirittura non ne ho mai sentito parlare neanche da amici di amici di amici. Esserne imparentati poi... Glissiamo poi sul resto del commento, che sembra essere pronunciato da qualcuno in stato confusionale per overdose di alcol, sostanze stupefacenti o spot pro-Europa.

Guido_

Sab, 24/05/2014 - 13:07

Sono sicuro che se esistesse una legge che impedisse a Veneziani di sposarsi, questi cercherebbe in tutti i modi di ottenere tale diritto. Non ci vuole tanto per arrivarci... Il discorso poi che un prete non può sposarsi perchè altrimenti anche un ateo avrebbe diritto di farsi prete, è semplicemente ridicolo e dimostra oltrettutto scarsissima conoscenza dei temi religiosi, perchè per molto tempo i sacerdoti si sono potuti sposare e nella maggior parte delle confessioni cristiane (dico cristiane) possono oggi farlo. Sull'ultima questione ha invece ragione: ci sono tantissimi preti senza vocazione e altrettanti che scelgono di diventare preti per trovare un "posto sicuro". Ma questo è sempre stato così.

Nadia Vouch

Sab, 24/05/2014 - 13:28

@Euterpe. Ciao carissima. Ti rispondo per ieri. secondo me, ci sono alcune posizioni sociali di particolare fascino. L'abito talare vi rientra. Ma, quanti scelgono, in età spesso giovanissima, da se stessi e senza alcuna interferenza esterna (genitori, parenti, condizione sociale, provenienza geografica)di votarsi alla fede? Io credo che sì, ve ne siano, ma che siano una minoranza. Molti, si ritrovano ad indossare un abito non scelto da loro, ma che è stato fatto loro scegliere. lo stesso, specialmente se guardiamo alla clausura, e soprattutto se guardiamo a quella femminile, accadeva in passato. ogni famiglia doveva avere, e in certi casi ancora deve avere, almeno un prete o una monaca al proprio interno. Perché ciò viene considerato "buono". Allora, può accadere che una persona si accorga di non aver proprio deciso da se stessa di indossare quel abito, e si accorge di avere altre idee, altre pulsioni, altri umanissimi desideri. Che si fa? Si addita questa persona? Si esclude questa persona dalla società? Che si fa? Oppure, si accoglie, perché cambiare idea è umano. Ti abbraccio.

killkoms

Sab, 24/05/2014 - 14:10

@holmert,a prescindere che la confessione è uno dei sacramenti introdotto "dopo" nel cristianesimo (basta leggere gli Atti degli Apostoli per sapere che le prime comunità cristiane subapostoliche praticavano solo il Battesimo e l'Eucarestia),sono molti gli abusi perpretati in confessionale!basti pensare che una volta,nell'angolo della posta che un noto giornalista tiene in un settimanale,una donna raccontò che recatasi al confessionale alla vigilia di una festività,dovette fuggire dallo stesso per colpa del confessore!la donna precisò che aveva solo peccati di natura sessuale,e il prete voleva sapere pure i particolari più intimi!del resto,il medioevo cristiano non ha mai avuto un qualcosa di simile al kamasutra indiano,o alle "mille e una notte" arabe,e quel pò che si sà delle pratiche sessuali di quei tempi oscuri,lo si deve agli scritti di molti sacerdoti che ovviamente li carpivano alle loro penitenti!ai nostri giorni c'è chi,religiosi NON tradizionalisti,hanno suggerito di ritornare alla confessione "celata",quella in cui il sacerdote non vedeva il penitente,è per ovviare a tali "abusi",è per evitare le ben note confessioni "ad personam"!

nino47

Sab, 24/05/2014 - 14:56

E' vero, egregio Veneziani! noi non immaginiamo il grande sacrificio del sacerdozio, ma allo stesso modo i preti non immaginano l'infame supplizio del matrimonio. Per questo, qualche furbastro, in nome di un Dio compiacente, li ha resi entrabi "sacramenti"...cioe' indissoluibili ed eterni...senno', sai le fughe.....

Nadia Vouch

Sab, 24/05/2014 - 15:13

nino47. La solitudine è terribile. Non è un sacramento a rimediarla. Ma, per uno sposato e laico esistono vie di fuga. Per un a persona che ha preso i voti la questione è assai più grave. Se non ci intendiamo su questo, non possiamo comprendere l'enorme gravità, la sofferenzx personale e quanto si ripercuote a livello sociale, insite nell'abbandonare umn voto da parte di un prete o suora. Non c'é da scherzare. Saluti.

Ritratto di Coralie

Coralie

Sab, 24/05/2014 - 15:31

Signor Veneziani, condivido appieno la Sua frase di chiusura!

Totonno58

Sab, 24/05/2014 - 15:37

Sono talmente esaurito da questi discorsi che preferisco buttarla a ridere..vi racconto una cosa a cui ho assistito durante una cena tra amici (vari appartenenti ad un gruppo parrocchiale)... c'erano due persone che parlavano dell'opportunità dell'abolizione del celibato dei sacerdoti...una delle due esclamò, con uan franchezza che più candida non si può, "guarda, è bene che per i sacerdoti rimanga in eterno l'obbligo del celibato perchè tanto una donna sempre va a finire che se la trovano e quindi, se un giorno potessero sposarsi, subito si farebbero l'amante!!"...quindi, mi sa che un po' di sana maturità, se non di laicità, dovremmo raggiungerla e praticarla!:)

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 24/05/2014 - 16:02

@Totonno58- Vorresti essere più chiaro nel tuo riferirti alla 'laicità'?

Guido_

Sab, 24/05/2014 - 16:06

@Euterpe, nel Sudamerica i costumi e la religiosità hanno caratteri particolari e non sempre esemplari? Ma che sta a dire? Se l'antropocentrismo è un mito sfatato da ormai tanti anni, lei vuole forse oggi rincarare la dose con il cristianocentrismo? Non lo sa che la spinta al cattolicesimo moderno è venuta semmai da quei paesi e non dalla vecchia e sonnolente europa?

Nadia Vouch

Sab, 24/05/2014 - 16:06

@Totonno58. Cosa cerca una persona quando si rivolge a un prete? Intendo dire: cosa sentiamo in noi stess quando ci rivolgiamo ad un prete? Potremmo, tranquillamente, rivolgerci ad un medico, ad uno psichiatra, ad un portinaio o al primo che incontriamo sul nostro cammino. Dunque: perché, storicamente, psicologicamente, ci rivolgiamo ad un prete (e non ad una suora)? Perchè? Io, leggendo questi commenti, mi rendo davvero conto della enorme solitudine di queste persone votate a Dio. Saluti.

Guido_

Sab, 24/05/2014 - 16:21

@Nadia Vouch, infatti non è un caso che un prete facilmente sconsiglia di andare dallo psicologo o dal consulente matrimoniale perchè... gli vede come concorrenza! Con la differenza che i primi hanno fatto degli studi specialistici e si occupano di problematiche molto definite, mentre i secondi con la scusa dell'inescrutabilità, della volontà divina e soprattutto dall'autorità che gli conferisce il proprio ruolo, possono dire quello che vogliono.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 24/05/2014 - 16:24

@Nadia Vouch (16:06) Cara Nadia, io non so esattamente cosa si senta quando ci si rivolge ad un prete perché non lo faccio da quando avevo 12 anni, ma forse tu puoi dircelo. E già che ci sei dicci anche perché, a tuo avviso, certe donne si sentono attratte dai preti. Chissà che a qualche lettore non venga utile saperlo.

Totonno58

Sab, 24/05/2014 - 16:24

Nadia Vouch...sono quasi d'accordo con te...ed anche in questo c'entra la laicità...non è detto che un prete comunichi il Vangelo in maniera "migliore" di un laico (nel senso di "uno che non fa parte del clero"..)...ai sacerdoti va dovuto il rispetto, magari anche l'ascolto, per il servizio che compiono, all'interno della Chiesa Cattolica, della celebrazione della liturgia, la consacrazione, la scelta fatta ecc....ma, anche qui, manteniamo lo stesso rispetto per le altre confessioni...se hai mai incontrato, ad es.. qualche pastore valdese, sarai d'accordo con me...altro che medico o psichiatra!

Totonno58

Sab, 24/05/2014 - 16:26

Comunque direi di seguire con attenzione e speranza il viaggio di Papa Francesco in Terra Santa...guardiamo al rispetto e l'umiltà con cui sia accosta a quelle zone così tragicamente martoriate..

Nadia Vouch

Sab, 24/05/2014 - 17:08

Cari Lettori in generale. Quanta umanità nelle Vostre risposte Da ciascuno potrei trarre elementi assai interessanti. Ma siete tutti preziosi!A dodici anni? Eri forse in qualche colegio? Si, o no? Ricordo, semplicemente, che Papa Francesco ha detto che non dobbiamo avere paura. Questa è una cosa bellissima. Non dobbiamoi avere paura di ricordare il nostro passato più o meno recente e non dobbiamo avere paura in generale, nell'esprimerci. Infatti, è sempre una grande emozione quando qualcuno apre a te il suo cuore. Cari saluti.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 24/05/2014 - 17:24

@Guido- .Non capisco il suo riferirsi all'antropocentrismo.Per spinta al cattolicesimo più moderno si riferisce alla teologia della liberazione? se conosce altre spinte colmi la mia ignoranza e me le indichi.

Agev

Sab, 24/05/2014 - 17:35

Chi ha sangue sacerdotale nelle vene .. Vale per il prete .. per il rabbino .. per l'imam .. per il cosiddetto laico/mistico/ideologico .. Ha nelle viscere sempre/comunque l'odio mortale per questo meraviglioso mondo e per la vita/vivente .. Il tutto molto ben razionalizzata/concettualizzata nei loro miseri pensieri/concetti... La reale comprensione /Tranne per i pochissimi ) non appartiene a questa vibrazione/densità . la realtà/mondo .. Ciò che E' ..la vedremo quando sarà tolto il velo .Gaetano

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 24/05/2014 - 17:55

@Tempus_fugit_888- L'attrazione di alcune donne per i preti? Non si può generalizzare,ma direi che forse esse sono attratte dal fascino del proibito, forse nel prete vedono una figura che possa soddisfare il loro bisogno spirituale, in certe comunità ristrette egli rappresenta la personalità più interessante e anche più facilmente avvicinabile? Tempus, non saprei di preciso, in ogni caso, se avessi problemi e molto denaro disponibile, io preferirei rivolgermi ad un bravo psicologo.

Agev

Sab, 24/05/2014 - 18:47

Cara Nadia Vouch .. Soprattutto sulle cose cosiddette divine .. Io cedo solo cose Umane .. Troppo Umane . Gaetano

giovannidibiasi65

Dom, 25/05/2014 - 17:47

e la giusta punizione.. !