In 28mila per un posto all'Ikea delle polemiche

L'azienda ha atteso 6 anni per avere la licenza, ora c'è la folla per lavorare lì

Quando si dice «la politica non è più in grado di intercettare i bisogni della gente». Vero. Verissimo. Ne volete una prova? Sei anni fa l'Ikea decide di aprire una filiale in Toscana. Basta l'annuncio per scatenare la follia «smontatrice» di certi e amministratori: «L'Ikea nel mio Comune? Mai!». Neanche si trattasse di una discarica a cielo aperto o di una centrale nucleare col nocciolo già scoperto».

L'ostruzionismo delle istituzioni toscane diventa quasi una barzelletta che ben presto travalica i confini regionali e nazionali. A Bruxelles, infatti, il presidente della Commissione europea, Barroso, cita il caso Toscana-Ikea come un «esempio negativo delle tempistiche con cui vengono rilasciati i permessi per i nuovi insediamenti produttivi». Barroso va giù duro: «Il gruppo svedese Ikea è stato costretto ad attendere sei anni per avere il permesso per aprire un nuovo punto vendita, quando in Cina servono solo otto mesi».

Ma questa è ormai acqua passata; il dato più clamoroso di oggi è invece un altro: sono 28.616 coloro che attraverso il sito internet di Ikea hanno inviato la propria candidatura per partecipare alla selezione per le assunzioni nel nuovo punto vendita di Pisa (questa, alla fine, la città prescelta ndr) che occuperà circa 200 addetti. Una risposta clamorosa a tutti i quei politici che facendosi interpreti della «volontà popolare» sostenevano che l'Ikea avrebbe portato solo guai. Quei 28.616 curricula inviati all'Ikea sono lì a dimostrare che questi politici farebbero meglio ad andare a nascondersi. Come, ad esempio, Alessio Bellini, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà e assessore al comune di Santa Croce sull'Arno metteva in guardia dalla «cementificazione e dal carico di traffico che ne deriverebbe, con autoveicoli e tir che intaserebbero i fine settimana dedicati agli acquisti compulsivi...». Per poi aggiungere: «Insomma, chi prova a problematizzare la questione viene visto come uno un po' coglione...». Parole sante.

Intanto l'ufficio risorse umane di Ikea Italia ha iniziato lo screening dei curricula ricevuti. A partire dalla prima settimana di settembre i candidati ritenuti idonei saranno convocati per un primo colloquio di gruppo. Ma all'ecologista Bellini (e ai suoi amici) un'azienda disposta ad assumere centinaia di giovani sta proprio sullo stomaco: «A me Ikea non convince, non convince proprio per niente. E non farò parte del coro degli entusiasti adoratori del consumo e del lavoro ad-ogni-costo. Per questo inizierò a tessere con puntiglio la mia piccola tela».

Che sia per caso la tela della disoccupazione?

Commenti

Perrault

Mar, 06/08/2013 - 09:33

L'articolo tratta la problematica Ikea in zona Pisa in modo molto superficiale come hanno fatto i politici in questi anni. Il problema non era portare 200 posti di lavoro in una zona depressa. Il problema era un microdistretto di mobilifici nella zona di Cascina che dava lavoro a molte più delle 200 persone che lavoreranno con IKEA. Visti i tempi di crisi, e pure la notevole differenza tra il mobile tradizionale in noce e le cinserie IKEA, l'arrivo del colosso scandinavo ha portato alla progressiva chiusura di tutti o quasi i mobilifici in questione, con conseguente saldo negativo di posti di lavoro. Ma questo è scomodo dirlo e non si è letto da nessuna parte.

Giorgio Rubiu

Mar, 06/08/2013 - 09:53

Malignamente mi sto domandando quale sarebbe stata la reazione del Bellini se invece che IKEA si fosse trattato (a parità di condizioni) della COOP. Il buon Bellini di SEL, penso, non si sarebbe mai messo di traverso davanti all'apertura di una COOP del PD. Avrebbe decantato l'iniziativa che avrebbe portato all'assunzione di personale. Al diavolo lui e le sue teorie stupide e contorte.

el cachivache

Mar, 06/08/2013 - 10:29

Caro Perrault, il problema infatti non è IKEA si o IKEA no. Come se i problemi di una crisi devastante che sta colpendo le piccole - medie imprese in tutto il Paese si potesse risolvere con queste sciocche iniziative da repubblica delle banane. Prodi ha aperto l'Europa al libero commercio con la Cina: quello è stato l'inizio della fine per noi. Come sempre i sinistri non capiscono un c....o di come si governa, e questi sono i risultati: centinaia di migliaia di aziende fallite o sul punto di farlo. Fra l'altro IKEA sta spostando parte della produzione proprio dalla Cina all'Italia: anche loro si sono resi conto di quanto siamo migliori (rispetto al mondo intero) nel lavoro artigianale (dove cioè servono, arte, cultura e passione, nostro pane quotidiano da duemila anni). Le migliaia di Aziende che hanno chiuso in Friuli proprio nel settore mobili (il comparto friulano mi sembra un po' più grandino del comparto di Cascina...) sono fallite tutte per colpa di IKEA? non le passa per la cabeza che quello del mobile in noce di lusso non sia "esattamente" lo stesso mercato del mobile in truciolare (scadente..) e nobilitato da 4 soldi? ma è così che ragionano i sinistri...

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Dragon_Lord

Mar, 06/08/2013 - 10:31

dovrebbe chiudere IKEA in Italia avrà soltanto problemi se ne accorgerà presto come Marchionne e la Fiat in Italia non si può lavorare con sindacati e fisco.

Nadia Vouch

Mar, 06/08/2013 - 10:36

IKEA è sicuramente una multinazionale interessante, che dà lavoro a molte persone. Tuttavia, laddove si è installata in Italia, di solito tra molte polemiche e anni di ritardi, ha effettivamente portato stravolgimenti ambientali. Costruzione di svincoli e sottopassi, per i quali vengono spianati interi territori, modificando drasticamente il paesaggio (ed i suoi equilibri). Vero anche che, per qualche centinaio che trova lavoro presso ikea, altre aziende sono obbligate a chiudere. Lo stesso accade quando aprono un centro commerciale via l'altro, senza badare all'effettivo bacino di consumatori. In sei anni, molte cose cambiano. Per me, è un errore dare troppo spazio a mega centri. Anche perché si esclude dai consumi una fascia di consumatori, per appiattire e unificare la domanda.

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pedralb

Mar, 06/08/2013 - 10:46

@Perrault sono in parte daccordo con lei ma dissento sul fatto che se Ikea non avesse aperto si sarebbero salvati posti di lavoro....che ci piaccia o no questa è la globalità che nella sfrenata caccia al risparmio ci distoglie da altri valori distruggendo un tessuto di tradizioni che purtroppo non riescono a reggere il passo con i tempi.

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marco piccardi

Mar, 06/08/2013 - 10:51

@Perrault, non si salvano i mobilifici tradizionali dalla crisi vietando la licenza a ikea. i giovani che vogliono mettere su casa non possono essere costretti ad acquistare dei mobili a prezzi dieci volte superiori al prodotto ikea.

Sapere Aude

Mar, 06/08/2013 - 10:58

Perrault,, lei (ingenuo diciamolo) ci da conferma di un fatto incontrovertibile: se non ci fosse stata la crisi dei mobilifici l’Ikea in zona Pisa non avrebbe mai visto la luce. Anche questo è scomodo dirlo o no. Vede Perrault, insistere a vedere la luce solo in mocromatico non aiuta a capire non solo i colori diversi, ma anche semplici sfaccettature delle forme.

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Fradrys

Mar, 06/08/2013 - 11:03

e bravo il SEL di Vendolano... proprio utile all'Italia. Oppure è stato votato dai Paesi esteri per affossare noi?

Gianca59

Mar, 06/08/2013 - 11:11

Non so che pensare.... Alla fine dobbiamo ringraziare l ' Ikea che da lavoro a 200 persone a 800 euro al mese iin un contesto di assoluta incapacità politica di mettere in atto azioni di rilancio dell' economia. Povera Italia.

FRAGO

Mar, 06/08/2013 - 11:17

BRAVO PERRAULT! idea geniale! se hai ragione questo governo chiudendo tutte l'IKEA D'Italia creerebbe tanti ma tanti posti di lavoro. Perché tanti ma tanti mobilifici nasceranno sulle ceneri dell'IKEA. Proponilo. E se tutti i paesi in cui c'è l'Ikea ti dovessero seguire forse la crisi mondiale di attenuerebbe.

nino47

Mar, 06/08/2013 - 11:19

@perrault: mi scusi, ma lei mi vorrebbe far credere che la gente che prima cercava mobili di una certa sostanza adesso ha cambiato idea per le "cineserie" dell'Ikea?...o non è molto più probabile che la moria dei mobilifici in questioni trovi concausa in quella di migliaia di altre ditte in Italia, ossia il nostro benemerito STATO?????

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leopardi50

Mar, 06/08/2013 - 12:01

Quando alla fine degli anni ottanta si cominciò a parlare di globalizzazione e di mercato libero ci si scagliò contro la sinistra che si opponeva in tutti i modi a questo ineludibile cambiamento. Mi sembra che dopo un quarto di secolo in Italia non c'è più alcuna differenza tra Dx e Sx.

Ritratto di ventavog

ventavog

Mar, 06/08/2013 - 12:13

@perrault: io sono di Cascina, e posso dire che tutti i mobilifici e gli artigiani sono scomparsi da anni, ossia da molto prima che arrivasse Ikea. Se vuoi scrivere, documentati, non leggere Wikipedia aggiornata al 1956

soleeluna

Mar, 06/08/2013 - 12:52

@ventavog: infatti è bastato Ikea a Firenze a far chiudere le mostre di mobili toscane ... le aziende familiari spariranno tutte dal mercato, ci sarà posto solo per le coop, le grandi multinazionali . Oggi non è più possibile gestire imprese familiari o piccole imprese, fra tasse , contributi INPS, affitti , irpef, , IVA, luce, gas, imposte su imposte. La ricetta non esiste, la crescita ... un miraggio che tristezza

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mar, 06/08/2013 - 13:10

vedrete che faranno chiudere IKEA italia con qualche scandalo costruito o per evasione fiscale presunta, tranquilli è solo questione di tempo. Poi inizieranno gli scioperi, proteste dei lavoratori fomentati dai sindacati. Questo è il Paese di Pulcinella e dei babbuini ricordatevelo.

Accademico

Mar, 06/08/2013 - 14:23

Forse Belini ha pensato di tessere la tela del merlo. Tra i volatili vari che mi sono venuti in mente ho scelto il merlo al posto del solito uccello.

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Mar, 06/08/2013 - 14:35

Il problema non sono i sei anni per avere la licenza, tanto ormai lo sappiamo, ma il fatto che qualcuno in nome di una rivoluzione liberale aveva promesso di semplificare le pastoie burocratiche. Ricordate? E che dire di quel ministro che aveva dato fuoco a centinaia di scatoloni invocando di essere riuscito nella semplificazione delle leggi.

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Mar, 06/08/2013 - 14:35

Il problema non sono i sei anni per avere la licenza, tanto ormai lo sappiamo, ma il fatto che qualcuno in nome di una rivoluzione liberale aveva promesso di semplificare le pastoie burocratiche. Ricordate? E che dire di quel ministro che aveva dato fuoco a centinaia di scatoloni invocando di essere riuscito nella semplificazione delle leggi.

franco@Trier -DE

Mar, 06/08/2013 - 18:55

siete veramente mal presi a questo vi ha portato Berlusconi prima e poi Monti.

franco@Trier -DE

Mar, 06/08/2013 - 23:36

anzi più esattamente il trinomio Prodi, Berlusconi e Monti i tre come la santissima trinità, hanno sistemato per bene l'Italia.

franco@Trier -DE

Gio, 08/08/2013 - 09:14

SI C'è UNA ALTRA TRINITà CHE PER ME HA ROVINATO LA ITALIA, COMPOSTA DA PRODI(QUESTO SOMARO PER ME C'è SEMPRE DENTRO)D'AMATO E CIAMPI.QUESTO TRIUMVIRATO PER ME HA ROVINATO L'ITALIA, COME SI PUò NOTARE IL SOMARO C'è SEMPRE IN TUTTI I LUOGHI MENO CHE IN QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE CIOè NEL ..ESSO.