In 300 manifestano solidarietà a Franceschi. L'opposizione: «Corteo inopportuno»

Dopo il ricorso al Tribunale della Libertà presentato dal legale del sindaco di Cortina Andrea Franceschi, arrestato cinque giorni fa e posto ai domiciliari, ieri il paese è sceso in piazza per manifestare la sua solidarietà al borgomastro. Franceschi è finito nei guai nell'ambito di un'inchiesta su presunta turbativa di un appalto per i rifiuti e violenza privata.
Dal municipio di Cortina, lungo la passeggiata della ferrovia, sino a Coiana, all'abitazione del sindaco sono state oltre trecento le persone - tanti abitanti di Cortina, ma anche amministratori provenienti dai Comuni vicini - che hanno partecipato alla manifestazione.
Nel corteo era presente al completo il gruppo consiliare «Progetto per Cortina», la lista che espresse il sindaco Franceschi nel 2007 e nel 2012, con gli assessori Enrico Pompanin, vice sindaco, e Adriano Verocai, entrambi indagati, nella medesima inchiesta. A portare la loro solidarietà al collega anche alcuni sindaci del Cadore e della provincia di Belluno, senza fascia tricolore, a titolo personale.
Ad accogliere i manifestanti, e a ringraziarli per il gesto di condivisione, sono stati i genitori e la moglie del sindaco Franceschi.
«È onesto, è un bravo sindaco, ha fatto solo il suo lavoro, non si meritava quello che gli è capitato», il commento della folla. Il vice sindaco Pompanin non lascia spazio ai dubbi: «La gente di montagna testimonia i suoi sentimenti con le azioni e la presenza, con poche parole. Andrea ha sicuramente sentito questa vicinanza, ed ora sappiamo che si sentirà meno solo. Era quello che chiunque ha partecipato alla marcia voleva dirgli».
Ma non mancano voci fuori dal coro. «Un corteo di solidarietà, in questo preciso momento, è totalmente fuori luogo», attacca Stefano Ghezze, in rappresentanza della minoranza nel consiglio comunale di Cortina che contesta l'iniziativa a favore del primo cittadino. «Con un corteo di questo tipo si divide ulteriormente la cittadina tra colpevoli e innocentisti», aggiunge. Poi un suggerimento: «Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso con fiducia. Occupiamoci piuttosto della città e delle scelte strategiche che la attendono»