"Lou Grant" mi ha fatto amare il giornalismo

Lost, Game of thrones, The Shield, Lou Grant, Battlestar Galactica. Lost per i colpi di scena più memorabili della tv, Game of thrones per gli intrecci e per un po' di pepe finalmente, The Shield per la morale immorale, Battlestargalactica per le speculazioni filosofico-metafisiche, Lou Grant per avermi fatto innamorare del mio lavoro. Le serie tv sono galassie, ogni prima puntata è una partenza verso l'ignoto, ogni finale è il risveglio da un sogno. Scegliere è impossibile, ma se mi costringono a riempire la mia capsula del tempo scelgo così. Rivendico però il diritto di cambiare priorità a ogni conversazione in società. Perché le serie tv sono anche armi sociali: West Wing per darsi un tono di mondo, In Justice per fare gli originali, Californicaton e Sons of Anarchy i trasgressivi, Paper Moon è così vintage. E poi ci sarebbero le sit com: Friends e Modern Family? Riguardabili all'infinito. Attenti però, il vero esperto distingue: Lost fino alla terza stagione è insuperabile, dopo è più inconcludente di una direzione nazionale del Pd.