Che fastidio il razzismo contro i vecchi

La discriminante non è l'anagrafe, ma l'attitudine a occuparsi con profitto dei problemi che affliggono un Paese

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi

Ennio Flaiano diceva che quasi tutti i giovani hanno il coraggio delle opinioni altrui; se, come penso, egli aveva ragione, significa che le nuove leve non sono molto diverse da quelle vecchie, perché legate fra loro da un filo robusto di conformismo che garantisce continuità da una generazione all'altra. Quindi non ha senso pensare che un trenta-quarantenne impegnato - mettiamo - in politica possa essere più utile di un sessanta-settantenne ai fini di una sana amministrazione della cosa pubblica.
La discriminante non è l'anagrafe, ma l'attitudine (la volontà, la determinazione, insomma il talento) a occuparsi con profitto dei problemi che affliggono un Paese. Negli ultimi anni, invece, si è rafforzata la convinzione che il nostro ceto politico non sia all'altezza dei propri compiti perché troppo su di età, e la parola d'ordine che si è affermata è: largo ai giovani. Un luogo comune antico, una banalità degna di Carlo Codega.
I grillini poi, pur pendendo dalle labbra di un signore piuttosto stagionato, Beppe Grillo, barba da profeta e occhi luciferini, ripetono come dischi rotti di voler rifiutare qualsiasi dialogo con i partiti tradizionali responsabili di ogni guasto patrio e, pertanto, privi di titoli per cercare di ripararli. Con una distinzione: il M5S è disposto a trattare con il Pd solamente se rappresentato dai cosiddetti giovani turchi, ossia da personaggi politicamente verginelli.
Affrontare la questione del rinnovo della classe dirigente in termini anagrafici è illogico. Siamo d'accordo che il Palazzo vada ripulito e rinfrescato, magari allontanando le solite facce e reclutando qualcuno non usurato dal potere. Ma che il requisito richiesto a questo qualcuno sia di essere nato dopo il 1970 è assurdo. La natura, si sa, non è democratica: le categorie degli stupidi e dei provveduti sono trasversali. Esistono ragazzi intelligentissimi e ragazzi deficienti. Idem gli anziani: molti sono fessi, altrettanti saggi. Dovendo selezionare 20 ministri cui affidare i nostri destini, suppongo sia più vantaggioso, nel valutarne l'idoneità, tenere in maggior conto le doti intellettuali. Il numero delle primavere mi parrebbe secondario se non addirittura ininfluente.
Da quando mi sto avvicinando pericolosamente ai 70, confesso di non avere in grande simpatia coloro i quali credono che i capelli bianchi siano segno di rincoglionimento e che, viceversa, il folto crine e la giovinezza siano qualità indeperibili. Ne sono consapevole: il mio è un pregiudizio. Ma lo è anche quello di chi mi guarda con sospetto perché non indosso i jeans a vita bassa. Il tempo vola e ti porta via con sé: vale per tutti; la verde età non è un bene duraturo e, talvolta, non è neanche un bene, ma una condanna all'irrilevanza.
Infine, bisogna intendersi sul concetto di giovinezza: quando comincia e quando finisce? È vecchio chi domani tirerà le cuoia. In questi giorni al centro dell'attenzione c'è Enrico Letta, presidente del Consiglio incaricato. Ha 46 anni. Parecchi lo elogiano (a prescindere dalle sue opere, che non ha ancora realizzato) perché è giovane. Ma lo è davvero? Senza scomodare Benito Mussolini, che all'età di Letta era già stanco di fare il Duce, o Napoleone, che a 30 era generale, o Alessandro Magno, che a 33 morì nonostante fosse padrone di mezzo mondo, senza scomodare i defunti, dicevo, non è azzardato affermare che a 46 anni un uomo è un uomo e non un pivello.
Al di là di tutto ciò, osservo come il penoso motto «Largo ai giovani», e quello ancor più antipatico «Basta con i vecchi, vadano a casa», siano carichi di velenose valenze razzistiche da respingere. In queste espressioni volgari non si coglie tanto il legittimo desiderio dei ragazzi di annientare la Casta, quanto quello - illegittimo - di eliminare fisicamente chi impedisce loro di bruciare le tappe.
Strana società, la nostra. È stato debellato il razzismo che obbligava le donne a ruoli subalterni. È stato debellato il razzismo che relegava gli omosessuali ai margini del consorzio civile. Siamo a buon punto nella lotta contro il razzismo che umilia la gente straniera. Ma non abbiamo ancora cominciato a combattere il razzismo che mira a escludere i vecchi dalla vita. Cesare Pavese ebbe un'intuizione: «C'è qualcosa di più triste che invecchiare: rimanere bambini». Nella testa.

Commenti

cgf

Sab, 27/04/2013 - 15:03

Servono idee nuove e dobbiamo smettere di pensare a quello che è stato e/o è oggi, dobbiamo pensare quello che di meglio ci potrebbe essere, sopratutto chi fa ricerca negli USA sa benissimo che l'apice dello sviluppo del cervello umano arriva intorno ai 29/31 anni [per l'uomo] dopo è solo lent[issim]a decadenza ed il pensiero si trincea più dietro a schemi precostituiti che a trovare nuove possibili soluzioni, l'esperienza si confonde spesso con la paura di sbagliare, ma la paura, se poi accompagnata dall'ansia ancora peggio, gioca spesso brutti scherzi perché non permette di avere una visione globale dei problemi. Esempi pratici: nella Silicon Valley l'età media è 30anni, oltre i 40 solo coloro che dimostrano veramente di portare cose nuove, gli altri hanno tutti cambiato lavoro. In Italia Monti ha dimostrato di seguire vecchie strade per NON risolvere il problema, la sua cultura gli ha fatto credere che le ricette tradizionali andavano bene, ha peggiorato la situazione e ha sbagliato anche tutte le [sue] previsioni. Cosa è servita l'esperienza e la [auto]referenzialità di superMario, le sue amicizie, lui è di casa a Bruxelles e ben introdotto nella finanza mondiale, sono parole sue, quando bastava avere l'umiltà di chiedere e togliersi l'aureola solo per un attimo. In due Paesi dinamici come USA e Canada l'età media della classe dirigente è sotto i 40 anni, in Italia per essere ascoltato devi averne più di 50 ammesso che ti ascoltino e non vieni 'rottamato' prima dalle 'cariatidi'.

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danie

Sab, 27/04/2013 - 15:09

I vecchi vivono come se non dovessero morire mai!

efferaia

Sab, 27/04/2013 - 15:10

Egr dott Feltri, ottime riflessioni, ( i capelli bianchi sono fascinosi ) i mie lo sono. Una sola domanda 8 milioni di elettori dei grullini mica sono tutti giovani. Che fanno li cacciano? Ma vadano a quel paese loro e quei signori che li comandano. Un'altra cosa, sanno che IL vincolo di mandato significa che rappresentano me che non li ho votati? Un abbraccio

Ritratto di marinogorsini

marinogorsini

Sab, 27/04/2013 - 15:14

giovani...e donne....con sto motto si è visto che ha combinato... il PD

nino38

Sab, 27/04/2013 - 15:18

Esimio dottor Feltri, quello che asserisce è giusto, ma io non lo chiamerei razzismo, poichè farei una distinzione oltre che sulla preparazione, cosa importantissima, anche sulle persone in quanto tali.Per la presidenza della Repubblica sono stati proposti due nomi Marini e Rodotà, ambedue ottantenni, è mai possibile che non vi erano altri nomi professionalmente validi e meno anziani? La carica di presidente dura 7 anni, durante i quali, per una persona di una certa età,può succedre di tutto. Fortunatamente questi due nomi sono tramontati, è vero che abbiamo rieletto Napolitano, ma ci ha fatto capire ed abbiamo capito che è una elezione a tempo, per il bene del paese. Per la presidenza del consiglio e per il totoministri è spuntato, artatamente?, il nome di Amato, uomo della prima repubblica, prezzemolino in ogni minestra per il passato, ha coperto diverse cariche contemporaneamente,percepisce 31 mila euro di pensione al mese, come vuole che questo nominativo,anche se è esperto, debba essere preso in considerazione? Con l'esperienza di Amato se ne trovano in giro tanti, forse meno esperti negli inciuci. Ma oggi non abbiamo bisogno di inciuciare.Ritengo che a 70 anni non si dovrebbero più occupare cariche pubbliche, l'esperienza di queste persone, se l'hanno, deve servire solo a dare dei suggerimenti o delle vie da intraprendere.Se i settantenni non fanno un passo indietro, mi vuol dire quando si darà spazio ai giovani? Parlo a ragion veduta, ho 75 anni, non mi sento vecchio, ma, se richiesti, dò suggerimenti, ho lasciato, a tempo debito, il campo ai giovani che hanno più energia ed innovazione del sottoscritto.Dobbiamo essere consapevoli che non possiamo sempre dettar leggi e dobbiamo avere un pizzico di umiltà per lasciare in tempo il posto che occupiamo. Annibale Antonelli

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abraxasso

Sab, 27/04/2013 - 15:30

Ha ragione! Aggiungerei che c'è una certezza che accomuna giovani e anziani: a fare rumore sono sempre le teste di legno! Vecchie o giovani che siano.

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Sab, 27/04/2013 - 15:32

La razza eletta: giovane e di sinistra.

Ritratto di Riky65

Riky65

Sab, 27/04/2013 - 15:40

E con il numero totale di neurono attivi come la mettiamo , e vero che pochi neuroni che funzionano sono meglio di tanti che non creano sinapsi nuove, però diamo fiducia a nuovi neuroni per far si che anche essi sviluppino e applichino le nuove sinapsi invece di farle diventare stantie e inattive nel gende brodo primoldiale di una politica di dinosauri imbolsiti!! parere personale, gerontocrazia permettendo!

Tom Hagen

Sab, 27/04/2013 - 15:41

Mi dispiace Feltri, non sono d'accordo con lei. L'indignazione verso la sua generazione è legittima, e penso sia il filo conduttore che potrà avviarci ad un vero cambiamento. Faccia un bilancio di ciò che la sua generazione ha ereditato dal passato e lascia alle generazioni future, faccia una seria autocritica: l'eredità ha un saldo pesantemente negativo

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mortimermouse

Sab, 27/04/2013 - 15:44

è sempre stato cosi, vittorio! se ci pensi bene, napoleone diventò imperatore presto, solo grazie a una veloce scalata di gerarchia. e cesare? già a 20 anni ammirava alessandro magno e ambiva a prendere il suo posto.... di esempi ce ne sono tanti, anche ottimi sia di giovani sia di anziani (uno è per esempio andreotti... una volpe!), tu vittorio, per esempio, a 20 anni la pensavi cosi, ora che sei anziano, cosa penseresti di quello che pensavi da giovane?

rromano

Sab, 27/04/2013 - 15:48

Gentile Feltri, il problema non e' l'eta' anagrafica, ma l'incancrenimento in un ruolo. La sensazione e' che certe persone identifichino la loro carica con se' stessi (l'état c'est moi!), e non riconoscano la temporaneita' della loro funzione. Trovo odioso che le generazioni future debbano pagare le conseguenze delle scelte di quelle precedenti, nel bene o nel male, e credo sia questo il problema. Non si tratta di razzismo contro gli anziani, ma di desiderio di determinare il proprio destino contro questa gerontocrazia che premia solamente i giovani portaborse. E' questa, a mio modo di vedere (e, mi creda, con tutto il rispetto), la colpa della sua generazione: rappresentate la piu' alta rottura con una continuita' precedente che, con tutti i suoi difetti, lasciava piu' liberta' di quante ne promettesse. Raffaele Romano

aredo

Sab, 27/04/2013 - 15:55

Esattamente. L'età non conta nulla. Ci sono idioti di 10, 15 , 20, 30, 40, 50 , 60, 70, 80 anni e così via.. Incapaci ed idioti ci sono di ogni età. Fosse l'età o il sesso che fanno le persone migliori...

aredo

Sab, 27/04/2013 - 16:03

@rromano: meglio uno anziano che si è montato la testa ma sa cosa sta facendo che rimpiazzarlo con uno giovane ignorante ed incapace che si monta subito la testa al quadrato perchè da giovane si sente un dio in una posizione di potere!

angelomaria

Sab, 27/04/2013 - 16:28

come ha ragione parlano tutti di faccie nuove si pieno ma'il pensiero e'che e'vecchio per faccie nuove sintende politiche diverse non il fermo delle stesse vecchie rimischiate o no! non si arrivera mai ha niente ragazzi di 20/30 anni che invece di rinnovare s ilimitano a invecchire come i loro precedenti vecchi politici FALLITI non servono dei giovani bersani berlinguer andreptti dalema veltroni ec....cosi si va incontro ad un secondo fallimento di cui lITALIA non ha bisogno usate le vostre teste non quelle di chi e' stato un cattivo maestro

Ritratto di limick

limick

Sab, 27/04/2013 - 16:42

Infatti si distoglie l'attenzione dal problema reale dando la colpa alle persone o all'eta' o al partito, in realta' e' il sistema che non funziona, sono le regole che permettono di sviare le responsabilita'. Sono anni che cambiamo le persone ma la musica e' sempre quella. L'italia e' malata da quando e' nata e Feltri l'aveva anche capito quando nell'87 c'erano i primi dibattiti sul federalismo. Hanno sostituito Bersani con Letta che e' la sua fotocopia con 20 anni in meno. COSA CAMBIA? Hanno la stessa carriera di partito, non hanno mai lavorato.... Cesare Pavese ebbe un intuizione del tutto sbagliata: bisognerebbe sempre ragionare come fossimo dei bambini! Anche da grandi.... Ora la situazione e' solo peggiorata ci siamo svenduti anche all'europa, un intita' DI GRANDI! Ma va a ca...

paolonardi

Sab, 27/04/2013 - 16:54

Feltri ha ragione!!! Sono un vecchietto che ha superato i settanta. Già docente universitario con più di novanta pubblicazioni all'attivo. Le migliori, accettate da importanti riviste scientifiche americane, sono frutto di ricerche cliniche eseguite da quando avevo circa sessant'anni in poi. Di un filone ho avuto richieste per la loro prosecuzione. La vecchiaia non e' solo rincoglionimento e saggezza, ma esperienza che consente una più ampia visione della realtà ed una miglior comprensione dell'esito che le azioni presenti possano avere nel futuro. Sostengo infatti che: governare e' prevedere. E' evidente che tutto questo manca soprattutto ai nostri sinistri giovani e vecchi che, nonostante gli insuccessi, continuano a sostenere una dottrina socio-economico-politica fallimentare che ha seminato povertà dovunque ha trovato pratica applicazione. L'unione europea ne e' un fulgido esempio. Consiglio la lettura del libro di una vecchietta dal nome di Teacher disponibile in forma elettronica.

deluso

Sab, 27/04/2013 - 16:57

se ai vecchi politici interessassero i problemi del paese, non saremmo nella melma come ora i vecchi politici devo SPARIRE

eloi

Sab, 27/04/2013 - 17:02

Vado per gli 81, me ne do 71, poiche avanzo dalla vita ben dieci anni. Essendo orfano di guerra ho dovuto vivere per i dieci anni che mi mamncano in un orfanotrofio. Sono prprio gli anni dfella adolescen za che mi sono mancati, oltre alla famiglia. Mi sono fatto da me, lentamente, Quando qualcuno mi dice che dmostro meno della realtà, rispondo: Sono come unèauto in asposizione da un rivenditore di auto usate. Quando le provi ne noti i difetti meccanici,però, la centralina è come nuova.

Massìno

Sab, 27/04/2013 - 17:04

Si è vero, l'età non deve essere un discrimine. In tutti i sensi però. Qui si arriva in alto solo se ottuagenari. La soietà sembra una conventio ad escludendum dei giovani.

paolonardi

Sab, 27/04/2013 - 17:16

Parafrasando G.B.Show non e' indispensabile essere poco intelligenti per amministrare la cosa pubblica, pero' aiuta.

paolonardi

Sab, 27/04/2013 - 17:18

....(continua) vedi Renzi a Firenze; e' giovane, rampante ma se gli sara' dato di amministrare l'Italia e lo farà come ha condotto la città meglio i vecchi.

Silvio B Parodi

Sab, 27/04/2013 - 17:31

spiacente ragazzi, io di anni ne ho 80, ma bagno il naso a molti giovani, in quasi tutto, storia geografia matematica savoir vivre, certo non nello sport o nell'elettronica, ma spesso giovani che chiedono pareri a me e mi accorgo che sono; non dico ignoranti, .. ma molto molto indietro quasi nessuno sa chi era Costanzo Ciano la Petacci Italo Balbo confondono Nerone con Neruda,in storia d'Italia sono pari allo zero, chi era Hiro Hito,Lincoln, Rommel, Patton, ecc ecc ma cosa sanno sti giovani???ah si Madonna, Beatles, (forse)ma il sessantotto???, e il 45? suvvia andiamo io saro' vecchio, ma quando sento giovani 30/40enni ragionare, mi cascano le braccia.

Amelia Tersigni

Sab, 27/04/2013 - 17:56

Ci sono "giovani" con idee "vecchie" e viceversa: "vecchi" con idee "giovani". Questa è la vera differenza. L'età è una condizione...."transitoria". Prima o poi tutti i "giovani" diventeranno "vecchi". E devono reputarsi fortunati se riescono a diventarlo.....Io, ringraziando Iddio, ci sono arrivata !!!.E le mie idee sono ...all'avanguardia.Ma quando sento certi "giovani" parlare come ...mia nonna ,,,mi cadono le braccia

Silvio B Parodi

Sab, 27/04/2013 - 18:24

il mio commento l'ho gia inviato ma se non lo pubblicate, cosa lo mando a fare?

Gianca59

Sab, 27/04/2013 - 18:33

Condivido lo scritto di Feltri. Ho sotto gli occhi i bei risultati ottenuti da certi giovani ... Da questo punto di vista i giapponesi hanno molto da insegnare !

edoardo55

Sab, 27/04/2013 - 18:49

Questo Saccomanni all'economia, oltre ad essere direttore generale della Banca d'Italia, chi è? Come la pensa in merito a questa crisi monetaria e finanziaria? Ci si può aspettare uno scatto di reni? Ha studiato alla Bocconi, spero non sia un secondo Monti. Lei Feltri non ce lo potrebbe inquadrare? Con rispetto.

MMARTILA

Sab, 27/04/2013 - 19:07

L'anagrafe conta una sega: il sindaco di Parma è un emerito coglione, quello di Cortina l'hanno arrestato, l'altro di Mira non lo voterebbe più neppure un cane rognoso...eppure son tutti giovani. E che dire di Renzi che ciarla, ciarla in continuazione di rinnovo e poi sostiene alla Presidenza della Repubblica un matusalemme come Romano Prodi. Per non parlare della portavoce grillina alla camera che, seppur giovane, spara cazzate ogni dì che il buon Dio manda in terra. Facciamola finita, conta la competenza nella gestione della res publica, non la gioventù.

Ivano66

Sab, 27/04/2013 - 19:49

Tom Hagen: sono d'accordo con lei.

Ritratto di limick

limick

Dom, 28/04/2013 - 14:07

Diciamo anche che e' piu' facile per un vecchio screditare un giovane che viceversa... quindi non e' una lotta alla pari.