I partiti sono finiti ma il Pd non se n'è accorto

È l'ultima forza di apparato della politica italiana. E lotta contro il cambiamento

Quando si è formata la Repubblica italiana sono riemersi i partiti esistenti negli anni Venti, all'origine del fascismo, tipici di un epoca in cui il partito si considerava non solo l'interprete ma anche la guida e l'educatore delle masse. Compito diventato ancora più importante con il suffragio universale. L'archetipo a cui tutti più o meno facevano riferimento era il partito comunista, un potente apparato che educava i militanti fra cui poi selezionava i fedelissimi che avrebbero fatto carriera nel partito e nello Stato. Alle elezioni il popolo votava i designati del partito che in parlamento avrebbero eseguito le decisioni della direzione

Il partito-apparato ha incominciato a scricchiolare quando sono stati eliminati per via giudiziaria Dc, Psi e Pli e sono nati i movimenti Lega e Forza Italia dove si fa carriera stando nell'enclave del capo carismatico. Questi capi carismatici, per essere ubbiditi dai loro parlamentari hanno dovuto fare un legge elettorale (il porcellum) in cui fanno eleggere solo chi vogliono, con la minaccia di non farli rieleggere la volta successiva. Una legge che andava bene anche alla direzione del Pd che non poteva più contare sull'ideologia. Andrà ancora meglio per Grillo che sceglie i suoi miliziani e li caccia quando vuole.

Dei vecchi partiti d'apparato, in Italia, oggi resta solo il Pd in cui però cominciano a farsi strada dei leader osteggiati dalla direzione ma scelti dal popolo, come dimostra il caso di Renzi. Molti le considerano scaramucce interne. Io credo invece che siano il sintomo di una tendenza generale: la gente non vuole più dare la delega a un partito, vuole votare una persona concreta, vedere cosa fa e poi mandarla via se ha fatto male. Avviene col sindaco e col presidente della regione ed è pronta a farlo a livello nazionale votando o il presidente della Repubblica, come in Francia, o il presidente del Consiglio come il sindaco. Ma la vecchia direzione del Pd non lo tollera perché sa che, se vota il popolo, non c'è più bisogno del partito. Eppure l'epoca dei partiti-apparato , dei comitati centrali è finita. Il popolo vuole decidere chi eleggere e chi mandare a casa, e lo farà.

Commenti
Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 10/06/2013 - 17:57

Interessanti considerazioni. Un piccolo neo: il popolo vuole decidere...? Beh, visti i risultati del voto di oggi, direi che il popolo vuole "essere" deciso.

idleproc

Lun, 10/06/2013 - 19:04

Renzi? Ma fatemi il piacere. I partiti non sono finiti. Il prossimo giro vincerà chi saprà proporre una strategia e degli obbiettivi quotidiani da raggiungere per salvare il popolo italiano e la sua Repubblica. Chi ha vinto oggi è chi se la è venduta. Se non sarà una vittoria di Pirro e sarà la fine della Repubblica, dipenderà solo da chi oggi è stato apparentemente sconfitto.

Amelia Tersigni

Mar, 11/06/2013 - 12:32

michele lamacchia. E' proprio così. E' come dire che il Pd ha vinto perché è una maggioranza di una minoranza di persone. Quando 52 votanti su 100 restano a casa è la fine della democrazia. La maggioranza degli italiani ha abdicato. Ha rinunciato alla sua "sovranità". Siamo pronti per un altro regime totalitario prossimo venturo !!!. E questa volta nessuno verrà a tirarci fuori dalla "peste" ... come nel 1948

mariolino50

Mar, 11/06/2013 - 14:28

E perchè quelli che si presentano come capi assoluti carismatici, già la parola sà di dittatura, da dove vengono, Hollande è il segretario del partito socialista, Obama se non sbaglio senatore, sono tutto fuorchè gente qualsiasi venuta dal nulla, e meglio così, visto Grillo e i suoi seguaci tenuti davvero alla catena, tutto il potere in mano ad uno solo porta ad aberrazzioni cretine, come l'ordine di Pisapia di non mangiare il gelato in strada, che si chiamerebbe gelato da passeggio, e questa è solo una fesseria, figuriamoci i danni che potrebbe fare al governo uno così. Molto meglio la repubblica parlamentare dove litigano, di là un si litiga.