Fenomenologia del Ciaciacco

L'altra sera ho incontrato per strada il prototipo rudimentale del Ciaciacco. Voi non sapete, se non siete delle mie parti, cos'è il Ciaciacco

L'altra sera ho incontrato per strada il prototipo rudimentale del Ciaciacco.

Voi non sapete, se non siete delle mie parti, cos'è il Ciaciacco. È un incrocio tra il debosciato, il lenone, il pettegolo, il malavitoso. Che dico un incrocio, un mélange, un cocktail di frutti esotici dell'antica cafoneria del corso. Il Ciaciacco è un caso a sé, irriducibile ad altre tipologie, ha un suo inconfondibile portamento, un modo vastaso di mettersi in confidenza con gli altri. Firma il suo look pacchiano, veste ricercato (dalla polizia). Se pensate al dandy e alle sue mirabili figure, avete l'esatta rappresentazione del Ciaciacco: lui è l'opposto.

La prima volta che lo sentii citare fu da una leggiadra signora con un occhio solo e un paio di denti che fuoruscivano da un volto di lucertola. Si chiamava Addolorata, aveva un'età millenaria e custodiva il campo sportivo del paese. Quando noi ragazzi ci intrufolavamo a giocare, la gentile Signora con mano leggiadra agitava una mazza di legno a gridava al nostro indirizzo, Sciatavinne Ciaciacche, esortandoci ad uscire. Da appositi studi poi appresi che il Ciaciacco era il pappone, impresario di mignotte. Ma per altri più colti era colui che ciacolava, spettegolava in piazza. Incerta restava la sua professione, ma di sicuro era malfamata.

Non vedevo un esemplare da bambino. Sicché l'altro giorno quando mi apparve nel suo pieno splendore, stavo per abbracciarlo. Ma lui tirò fuori un i-pad e mi caddero le braccia. Lo preferivo primitivo, come il vino pugliese. E non travestito da briatore.

Commenti

Nadia Vouch

Gio, 22/08/2013 - 15:36

Che ridere. La traduzione "veneta" di ciaciacco potrebbe essere "omo baba", ossia l'uomo che si atteggia e chiacchiera e spettegola come una comare (baba, ossia donna volgare, di bassa levatura). Curiosa l'assonanza tra ciaciacco e "ciaccole" o "ciacole" (in Veneto e Venezia-Giulia ci mangiamo le lettere doppie).La cosa forte che viene fuori in questi termini dialettali è che uno può metterci dentro di tutto. Dipende da cosa, da quale significato si sa o si vuole attribuire a una parola. Fantastico, Veneziani!

guidode.zolt

Gio, 22/08/2013 - 15:58

Grande Veneziani...una boccata d'aria fresca in tal calura... anche politica. @Nadia Vouch - mi permetta di correggerla, da buon veneto, nato a Belluno, da cui il patronimico de zolt, tradotto dal "dalla valle dello Zoldo" o addirittura da Szoltan, ungherese, (mio nonno portava un orecchino ma non era il Vendola) e vissuto a Verona, ma il detto "l'è 'na baba" esclude senza dubbio la caratteristica di lenone, che pare appartenga al ciaciacco...limitandosi alla caratteristica di ciacolona e pettegola. Saluti.

Nadia Vouch

Gio, 22/08/2013 - 16:21

@guidolde.zolt. Questa storia del lenone non la so, ma mi fido. Però lo sa che anche il mio bisnonno, non vendoliano, indossava un orecchino? E pure lavorava ai ferri, pur essendo maschio al 100%? Affascinante. Un abbraccio.

guidode.zolt

Gio, 22/08/2013 - 16:55

Nadia Vouch ... ai ferri da calza...?

Nadia Vouch

Gio, 22/08/2013 - 17:21

@guidolde.zolt. Ovviamente sì. Non mi sovvengono altri ferri!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 22/08/2013 - 17:46

Mi sembra emergere un certo timbro onomatopeico di questo lemma, oggi inesistente né nel dialetto né nel gergo della mia vicina città. Infatti, confesso che lo ignoravo. Ma non ne sono certo. Nel dizionario dei dialetti pugliesi di Colasuonno, è riportato soltanto “ciacche”, altamurano, (o ciocche, meno frequente, corrispondente a ciò che) nel senso di “cosa” ma solo in forma interrogativa: ciacche jé? Che cosa é? Diversamente sostantivato, come usato dalla vecchia guardiana, mi fa smarrire nelle mille ipotesi etimologiche. Vero è che il nostro dialetto pugliese, come lingua viva ed in ottima salute, si alimenta e metabolizza velocemente l' effetto incroci, dimenticando indietro termini “etnici puri” come “ciaciacche” succitato. A quanto spiega per complessi tentativi Veneziani, credo possa trovare corrispondenza, forse, il nostro buon vecchio “rucche-rucche”, corrente in quel di Bari, Taranto, Minervino Murge, per definire (approssimando) cialtrone, persona di scarsa moralità, termine che si dibatte tra il voltagabbana, il falso, disposto a tutto per il proprio vantaggio, vituperevole, non escluso, quindi, il papponismo, ruffianismo, inganno, opportunismo; il tutto a molto basso livello, diremmo a statura di “sfelazze”, poveraccio etico ed economico. Non escluderei una influenza campana dove gira ancora a piede libero il “ciàcià” nel senso di ciancione, cialtrone, cinguettone, casinista, che fa frastuono, rumore. Forse rifacendosi al chaha, sonagli cubani, scossi per ritmare rumorosamente la danza nata da quelle parti. E dalle nostre parti, quelle influenze lessicali spadroneggiano. I ragazzini rumorosi che venivano scacciati, appunto, per l' ammujine che sollevavano nel posto vigilato. Senza contare l' effetto “personalizzazione” del termine che cambia, adattando la gravità dell' epiteto e dell'effetto, a seconda del destinatario. Un po' come la giustizia di questi tempi.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 22/08/2013 - 18:02

efetivamente ghe ze na serta asonansa fra el ciaciaco puliese e le ciacole venete, però da le parti mie el ciaciaco se traduze con mona.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 22/08/2013 - 18:12

Da anni non sentivo più questo vocabolo che ormai è desueto anche nel dialetto pugliese e nelle zone limitrofe,anche perché i dialetti ormai sembrano in via di estinzione,almeno presso le nuove generazioni,ed è una perdita dolorosa perché il dialetto ci regala 'amarcord' talora struggenti,insieme al fatto che essi hanno una carica di concretezza,d'incisività, ma anche di sfumature che talora è impossibile siano rese attraverso la lingua italiana.Se ne tentano improbabili recuperi,che però sembrano operazioni artificiali.

Nadia Vouch

Gio, 22/08/2013 - 18:26

@michele lamacchia. Meraviglioso! Attendo testimonianze da ogni dove del nostro Suolo Italico. Grazie, Veneziani. Ma ci rendiamo conto di cosa è l'Italia? Spero che ognuno dica la sua, bellissimo!

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 22/08/2013 - 18:46

Senpre parlando de ciaciachi, no me pare giusto che venessiani el fassa riferimento solo a queli travestii da briatore. Ghe ne se tanti, ansi tantissimi che se veste in maniera difarente. Pensè par esenpio a Cagheta Fini co' le so cravate, a Formigoni co' le so giachete, a Veltroni "l'ammerigano" a l'amatriciana, a Dalema che sa tuto lu, ala Santanchè co' la so bocheta tonda, e, disemose la verità, un pocheto anca Berlusconi.

Nadia Vouch

Gio, 22/08/2013 - 19:38

@tempus_fugit_888. Fantastico. Da decenni seguo Veneziani, ma mai mi sono sentita così galvanizzata. Pocheto? Quanto siamo democratici noi Veneti! Goldoni, se si osserva, aveva capito già tantissimo. Siamo, come veneti, friulani, giuliani, e ci aggiungerei anche gli istro-dalmati-giuliani-italiani una pagina ciclopica della storia italiana, Sempre Presenti!

nimrod

Gio, 22/08/2013 - 20:19

Grandioso Veneziani! Ha innescato una magnifica e colta discussione da parte di gradevoli interlocutori. Complimenti a tutti.

Holmert

Gio, 22/08/2013 - 20:24

Non c'entra niente con la figura di Ciacco, descritta da Dante nel canto infernale dei golosi? Cia-ciacco. Un commentatore definisce il Ciacco dantesco personaggio tra il parassita e l'uomo di mondo, bon vivant e conta balle. Insomma una specie di cialtrone che si sforza ad essere raffinato.

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 22/08/2013 - 20:48

Sono depresso, parlo una mezza dozzina di lingue, fra europee ed extra continentali. Ed ora non capisco una benemerita acca della dotta diatriba fra veneto, veneto/giuliano, istriano di terre irredente, pugliese e forse anche con qualche inflessione sannitica. Con queste premesse quale prospettiva nell'unità europea ? Per la Signora Nadia Vouch, onore a tutti ma ricordiamoci che il buon Alessandro andò a Firenze per "risciacquare" la lingua, mica a Buttrio !

fabianope

Ven, 23/08/2013 - 10:57

bell'articolo! :=) anche senza scomodare filosofi che Veneziani certamente conosce, penso che si possa affermare proprio da piccole storie come la sua che l'uso che le persone fanno del linguaggio e' veramente creativo e sorprendente...non c'e' da stupirsi poi che qualcuno lo indichi come la "casa dell'essere"!! mi ricordo ad esempio che mia nonna -quando da bambini scappavamo dopo aver combinato qualcosa- ci minacciava: "verrete a doremus!!" che suonava piu' o meno come "prima o poi faremo i conti"...naturalmente tutto cio' era derivato dal "venite adoremus" totalmente de-contestualizzato!!! :=))) per quanto riguarda la "dolenti note" conclusive su ipad e briatori vari...beh, caro Veneziani, coraggio...prima o poi l'Essere si stanchera' ben di ad-venire in queste forme!! :=))

guidode.zolt

Ven, 23/08/2013 - 11:09

Nadia Vouch - ..vedo che il solito moderatore mi ha falciato la risposta e non so nemmeno se Le arriverà la presente...del doman non v'è certezza, ma, come Le dicevo, mi sono stupito di Suo nonno che lavorava a maglia ed ho pensato, al tintinnar dei ferri, chissà perchè...ai ferri di cavallo, mascalcia, in parole stringate, nobile mestiere a contatto sempre con il più nobile degli animali, nel quale, l'unica cosa poco nobile deve essere il puzzo di bruciato che sale dagli zoccoli, durante l'operazione. Sia gentile e mi dica se Lei, con quel patronimico, è Furlana con provenienza magari Dalmata...è una mia curiosità...mandi!

mariolino50

Ven, 23/08/2013 - 11:58

Nadia Vouch Prima della guerra sulle navi militari in lunga navigazione intrecciavano centrini su delle tavolette chiodate, mio padre ne aveva diversi in casa, ed erano pure carini. bobirons L'Europa unita vista i risultati era meglio non farla, e sopratutto gli sghei uniti.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 23/08/2013 - 11:59

@ bobirons - beato lei che è poliglotta,noi dobbiamo accontentarci dei nostri dialetti ad area limitata,ma non mi sembra ci sia in atto nessuna diatriba,anzi le modalità e lo spirito di comunicazione si mantengono su un tono leggero,e qualche lettore mostra anche notevoli capacità filologiche.

Ritratto di bobirons

bobirons

Ven, 23/08/2013 - 13:06

@ Euterpe - "beato lei che è poliglotta" Dico la stessa cosa al tecnico del computer che me lo ripara dopo che io, nella mia ignoranza, ho confuso utilizzo con programmazione. Lo stesso dicasi per l'elettricista, il medico ecc. Ognuno sa le cose che ha studiato ! In quanto a diatriba, ammetto un uso un po' eccessivo; il mio Zingarelli riferisce: discussione su temi morali e, solo come ipotesi alternativa discorso violento pieno di accuse. Chiaramente, intendevo riferirmi al primo significato. Incidentalmente, ritengo che coltivare, non sostituire, il natio dialetto nei modi, tempi e luoghi adatti, sia preservare quell'identità specifica di cui è piena la nostra grande Italia. Ai detrattori "peste li colga".

guidode.zolt

Ven, 23/08/2013 - 13:22

bobirons - ...giusto, sacranon...!

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 23/08/2013 - 13:40

bobirons Gio, 22/08/2013 - 20:48. No essare depresso, bobirons. No la ze na diatriba. Gerimo solo drìo parlare del ciaciaco che a venessia vol dire mona.

Nadia Vouch

Ven, 23/08/2013 - 13:58

Buongiorno a tutti. @bobirons. Le rispondo con un fatto che fa riflettere: stanno per chiudere l'Ambasciata Italiana a Spalato, in Croazia. Là, c'è una consistente comunità italiana. @guidode.zolt. Mi scusi se in altri commenti ho sbagliato il suo nome, aggiungendo una elle. No, non ho origini friulane. In Italia ci sono stati talmente tanti fenomeni di immigrazione e migrazione, che mi ritrovo ad essere un misto così misto che non Le sto a spiegare. Il bisnonno, per passatempo, lavorava ai ferri, mentre a piedi percorreva chilometri per spostarsi da un luogo all'altro, andata e ritorno, con appresso il suo cane. Quanto camminava un tempo la gente! In realtà, mai fece il marinaio, si occupava di altro e conosceva molta gente.@mariolino50. No, il marinaio lo fece un altro mio nonno, che però non lavorava ai ferri, ma sapeva intrecciare le reti. Oltre a fare poi altro nel corso della sua vita. Saluti.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 23/08/2013 - 14:22

Aggiungo per i curiosi: ‘U ciaciacche chiagne e ‘a puttàne se chenzole; Il protettore piange e la prostituta si consola. (dialetto foggiano) Dizionario del dialetto foggiano di Giacomo Lo Mele. Inoltre, ho trovato: “...Poteva capaje ‘miezze a iu mazze, c’ è recapate propria nu pazze, te nu vracce ‘ncialefate, nu ciaciacche c’ha desegnate, c’ è preoccupota la cummare, isse tante ommene nen pare te i chepille lunghe e fine e alle recchie te i recchine. (Adriano Tarullo, folk e blues abruzzese) E, sorpresa : l' abruzzese 'ncialefate' si trova anche dialetto lucchese. Ciaciacco. anche sbulacchio, ragazzo intemperante, fortemente discolo (Dizionario barlettano) Nel dialetto fasanese il ciaciacco è pettegolo di piazza.

Ritratto di bobirons

bobirons

Ven, 23/08/2013 - 14:31

@ Nadia Vouch - Cito: "Là, c'è una consistente comunità italiana." Reitero: Terre italiane irredente (anche se a Spalato ci sarà un consolato, l'ambasciata sarà a Zagabria) ! @ guidode.zolt e tempus_fugit-888: Reitero: sono ignorante, traduzione prego ! E per chiudere, cosa ne dice il dott. Veneziani delle nostre caz...te ? E con questa, Signora Nadia non me ne voglia, passo e chiudo !

Nadia Vouch

Ven, 23/08/2013 - 15:11

@bobirons. D'accordo, chiuda. Ma è fuori dubbio che ci sono molte proteste per la chiusura del Consolato suddetto. Basta informarsi. Chiuso con Lei, non credo che ricordare i dialetti sia una stupidaggine, anzi.

guidode.zolt

Ven, 23/08/2013 - 16:51

bobirons - sacranon è un'imprecazione veneta che si rifà, senz altro, a "sacramento" storpiato e dallo stesso deriva il verbo sacramentare... l'imprecazione "sacranon" la si ritrova nel film "l'armata Brancaleone" pronunciata dal fabbro che girava portandosi appresso l'incudine ed è da questo film che l'attuale governo prende spunti notevoli per le sue decisioni. cordialità.

Ritratto di bobirons

bobirons

Ven, 23/08/2013 - 17:54

Gentile Signora Nadia Vouch, per la seconda volta alle mie chiusure Lei replica in maniera che io ritengo, spero sbagliare, come fosse seccata, offesa o prendesse le medesime come mia volontà di arroccarsi su proprie posizioni e rifiutare quelle altrui. Ebbene, ho sempre pensato che un blog sia luogo d'incontro, a volte di scontro, fra idee differenti; uno le enuncia e gli altri replicano. Ma da qui a farlo diventare un'interrotta conversazione quasi privata fra due o più commentatori credo ci corra molto. Io preferisco dire la mia, a volte fare un breve confronto, ma poi lasciare che altri s'inseriscano, dicano la loro. La prego, non prenda il mio atteggiamento in maniera offensiva, non ce n' è la base e assolutamente manca la volontà. Cavalleria vuole, è si sono della vecchia scuola quando gli uomini cedevano il passo alle donne ed aprivano loro la porta - alla faccia della legge del 92 e l'art. 3 della Costituzione - che lasci a Lei l'ultima parola ma sappia che su questo argomento considero la conversazione assolutamente chiusa. Molto cordialmente, bobirons

Ritratto di bobirons

bobirons

Ven, 23/08/2013 - 18:20

ERRATA CORRIGE - "Ma da qui a farlo diventare - UN'ININTERROTTA - conversazione .....

Nadia Vouch

Ven, 23/08/2013 - 18:56

@bobirons. Non doveva chiudere? Vede, ci sono diversi modi per cercare di zittire altri. C'è chi lo fa apertamente, dicendo "sta zitto", c'è chi lo fa fingendosi gentile, ma nella sostanza è infastidito, e vuole far tacere. Giudica che abbia parlato troppo? Lo giudica Lei? Non mi pareva di essermi fissata sulla Sua persona.Lei non si fissi sulla mia. Grazie.