Storia di una ragazza che si voleva male

Bella, attraente, intelligente. E sensibile, troppo sensibile. Così Isabelle Fortier in arte Nelly Arcan, decise di sprecare la sua vita prima come escort. Poi di raccontarla in romanzi

Era bella, attraente, intelligente. E sensibile, troppo sensibile. Così Isabelle Fortier in arte Nelly Arcan, decise di sprecare la sua vita prima come escort, anzi puttana, come preferì definirsi senza ipocrisie. Poi di raccontarla in romanzi che hanno fatto il giro del mondo, come Putain. Aveva quindici anni quando si fissò un limite di vita: a trent'anni mi uccido. E scrisse un libro, Folle, ora uscito in Italia da Gremese, che descrive questa promessa mantenuta. Lei differì di qualche anno, giusto il tempo per descrivere tutta la sua parabola. E come oggi, il 24 settembre di quattro anni fa, a Montreal, rispettò l'impegno e a trentasei anni la fece finita. Colpisce una vita che programma così precocemente la sua fine e poi realizza. E colpisce che nell'attesa decida di sprecare la sua vita, il suo corpo, la sua bellezza, nella prostituzione.

Tremila uomini a letto per toccare il nulla con un dito. Sette, otto a sera, e poi descrivere il loro desiderio e la sua nausea, le loro manie e il suo essere vittima, regina e infine narratrice di quel rito carnale. Poi gli abbandoni: «Quando sono sola resto stesa sul letto ad ascoltare il rumore della vita che si anima nel palazzo, delle pentole che cozzano nella casa del vicino, degli scarichi del wc...». Spiare il rumore della vita e il sapore della normalità, provare invidia, tenerezza e pena, per lei e per loro. Se vogliamo capire il nostro tempo e le sue latenti o urlate disperazioni, dobbiamo entrare in quella stanza che odora di sesso, morte e letteratura.

Commenti
Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 24/09/2013 - 15:29

Del nostro tempo preferisco capire altri aspetti.E' chiaro che ci troviamo di fronte ad un caso patologico che avrebbe avuto bisogno di cure adeguate.Non ne farei un caso emblematico, sociologicamente interessante,nè mi sento di gettare la croce addosso alla 'società'e ai suoi stimoli al traviamento,come così spesso accade.Troppo facile deresponsabilizzare l'individuo.

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 24/09/2013 - 15:29

toccare il fondo come traguardo per poi restarci. Piaccia o no, ci vuole coraggio

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 24/09/2013 - 16:15

@Marco Piccardi-Lei parla di coraggio,non so se sia il vocabolo giusto,perché si potrebbe anche pensare che "la morte si sconta vivendo".

Giancarlo Gallani

Mar, 24/09/2013 - 16:33

Leggo con grande tristezza del suicidio della "ragazza che si voleva male". Credo che sarebb opportuno indagare sulla possibilta' che la prostituzione possa essere, per alccune donne, causa di depressione e nei casi piu' gravi di spinte al suicidio. Vendere il proprio corpo e senza alcun dubbio esperienza difficile e probabilmente dolorosa, Le donne piu' sensibilie e deboli possono sicuramente rischiare l'auto distruzione. Giancarlo Gallani - NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA - Parigi 24 Settembre 2013

Agev

Mar, 24/09/2013 - 16:38

Euterpe ... In tutta la nostra cultura/scienza/psicologia si afferma la "Paura della morte ". Sa che Le dico .. l' unica paura che ho sempre e comunque visto/sentito è per quasi la totalità dell' umanità la terrificante/angosciante/impossibilità di Vivere . La quasi totalità dell' umanità vive come dei Morti viventi .. crea e afferma in ogni suo " concetto/volontà " realtà di morti viventi . Non sarà più cosi .. la vita vivente creerà nuovi e potentissimi mondi/realtà . Gaetano

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 24/09/2013 - 17:14

@Euterpe, Julius Evola diceva ''La vita deve esser volontà diretta da un pensiero'' e ci vuole coraggio per perseguire tale volonta', nel bene e nel male.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 24/09/2013 - 17:41

@Marco Piccardi - La mia risposta è stata condizionata dal fatto che,forse sbagliando,considero il 'coraggio'come virtù diretta ad azione che abbia esiti positivi.

Agev

Mar, 24/09/2013 - 17:56

marco piccardi .. Meraviglioso .. però .. Al Di Là del bene e del male . Gaetano

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 24/09/2013 - 18:26

@Giancarlo galliani- Io proporrei un'indagine come quella da lei proposta per le migliaia di di donne che lavorano onestamente in settori faticosi,ai quali molte si sottraggono preferendo attività che evidentemente lo sono meno, e quasi sempre senz'altro più remunerative,ma,chissà perché,queste ultime sono più spesso oggetto di comprensione maschile.

Agev

Mar, 24/09/2013 - 18:49

OBLIVION ... Toc.. toc .. toc.. tre volte toc .. se ci sei batti un toc .. suvvia non è successo nulla di così terribile .. il mondo ha bisogno della sua rinnovata intelligenza/sensibilità . Gaetano

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Mar, 24/09/2013 - 18:49

marco piccardi: mi permetto di pensare che Evola, esprimendo il pensiero da lei citato, non avesse in mente casi come quello della signora in questione, dove peraltro, più che di bene o di male, mi pare che si tratti solo di tristezza e di squallore esistenziale.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 24/09/2013 - 19:59

La metafora del fatalismo, della resa di un mondo che ha ormai fatto della dimensione "accogliente" femminile uno strumento di autodistruzione e che si consola con i rumori della vita, di una normalità e di una semplicità ormai perse, diventati un ricordo (“io resterò, lontano/dalla tua pace”). Un mondo che si odia, che si colpevolizza. Che deve scontare “vivendo” chissà quali colpe. Che "si vuole male". E sì, capisco che sarò oggetto di critica; che questa mia uscita è ai limiti del ridicolo e interpreta una mera vicenda da psicanalisi come chissà quale simbologia. Tuttavia, raccogliendo la "provocazione" di Veneziani, non possiamo negare come il mondo (tutto il mondo, sia quello ritenuto civilizzato, sia quello che non lo è) stia attraversando una "cupio dissolvi", e che viva diffusamente la dimensione sessuale senza più serenità, ormai come una condanna, come un girone di violenza, un inferno in terra che molte recenti spaventose vicende rendono emblematico.

Aristofane etneo

Mar, 24/09/2013 - 22:56

Che bello non essere "bella, attraente, intelligente. E sensibile, troppo sensibile. "Tremila uomini a letto ... Sette, otto a sera... la sua nausea, le loro manie ... ascoltare il rumore delle pentole che cozzano ... gli scarichi del wc...». Meglio essere scarrafone e stupirsi della perfezione di un fiore o ammirare un bel tramonto che ridursi a origliare lo sciacquone del vicino e, peggio, descriverlo. E poi soddisfare il prurito di tre mila arrapati, detto senza alcun intento morale, che pena.

flashpaul

Mar, 24/09/2013 - 23:08

Mi ricordo di una citazione di Charles Bukovsky: " Sono stato in galera, negli ospedali e con le prostitute. Quindi conosco la vita. Chiamatemi maestro". Ora sicuramente le prostitute conoscono e possono raccontare uno degli spaccati più tristi, disperati e orribili della vita degli esseri umani. E questo era quello che probabilmente questa autrice voleva far conoscere, denunciare e poi, togliersi la vita perché tutto questo è solo inaccetabile e insopportabile.

Holmert

Mer, 25/09/2013 - 09:15

Non credo che la ragazza si volesse male. Penso piuttosto ad un serio disturbo della personalità, un mix di cupio dissolvi misto a profonda depressione di una che non riusciva a dare un significato al suo vissuto quotidiano, visto solo come noia e dolore. Una specie di concezione schopenhaueriana, ancorché inconscia. Il desiderio di farla finita usando violenza alla vita , in modo da lasciare il segno con un gesto eclatante, quello di darsi al mercimonio del suo corpo, in modo da offenderlo con l'insulto più vile ed alla fine farla finita, con un impegno sulla parola. Una coerenza al contrario. Un gesto che secondo me non ha sortito l'effetto sperato, destare stupore e meraviglia, forse compassione. Tutto è passato nel silenzio più assordante, anche se Veneziani cerca di stupirci con il suo ricordo. Ormai viviamo la glaciazione dei sentimenti, niente potrebbe emozionarci.

Ghinotto di Tacco

Mer, 25/09/2013 - 09:32

è il pensiero che dirige la volontà,il pensiero sano diretto al "sommo bene", poi mi domando: sano? o semplicemente folle, perché irrealizzabile, il pensiero dirige la volontà, volontà come forza, forza che se irresistibile mi porta alla mente Robespierre. il pensiero dirige la volontà, altrimenti saremmo come i tori di Pamplona. Solone aveva ragione: "la cosa più difficile di tutte è cogliere la misura della saggezza, la quale reca in se il limite di tutte le cose".

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 25/09/2013 - 11:35

@ Giancarlo Gallani e Holmert-Non condivido il vostro pensiero.Perché indagare sulle possibilità di depressione delle prostitute e non su quella di migliaia di donne che svolgono lavori,questi sì,veramente defatiganti,senza avere neanche la ricompensa di notevole remunerazione?Tutta questa comprensione a senso unico da parte maschile non stupisce,ma è irritante.Holmert,molti aderiscono al pensiero di Schopenhauer,ma non lo traducono poi in passività o nel 'cupio dissolvi',anzi accettano il triste destino degli umani e credono nel messaggio positivo che qualcun altro ci ha trasmesso,basandosi su una concezione assimilabile a quella del filosofo tedesco.Desertificazione dei sentimenti?I sentimenti sono cosa preziosa e vanno riservati a quei tanti sfortunati che sono tali non per libera scelta o per loro demeriti,ai quali non si presta quell'attenzione che lei vorrebbe invece riservare ad alcuni individui immeritevoli,per la cui sorte, allorché ne siamo informati,possiamo provare solo un'umana pietà,ma niente di più.Ritengo siano ben altri i casi intorno ai quali 'il silenzio'è assordante.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 25/09/2013 - 13:50

@Aristofane etneo- Condivido il suo pensiero.La'full immersion' nei neri abissi non vedo perché debba interessare coloro che se ne sono tenuti fuori.Non ritengo si tratti di posizione egoistica,ma di questione riservata agli 'addetti ai lavori',la cui condizione è frutto di una scelta ben precisa,intorno alla quale io non voglio dare giudizi,ma neanche posso essere coinvolta e responsabilizzata.

Holmert

Mer, 25/09/2013 - 14:16

No, cara Euterpe, non la depressione delle prostitute, bensì la depressione del caso specifico. Esiste il "malato", non i "malati". Io ho considerato l'evento, raccontato da Veneziani, nel suo complesso. Una persona con una certa cultura, tanto da avere risultati apprezzabili con i suoi scritti, dove racconta la sua esistenza da escort, se fa una scelta del genere sino a darsi la morte manu propria, significa che ha fatto una scelta dettata dal pessimismo cosmico. Tant'è, il resto è mancia. Riguardi!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 25/09/2013 - 14:40

@Holmert - Non vorrei essere pignola,ma vorrei capire.Secondo lei la ragazza si è suicidata per la sua adesione alla teoria filosofica del pessimismo cosmico? La sua è stata una scelta operata per via razionale?Il suo lapidario "Tant'è,il resto è mancia" non lascia a ben sperare,ma qualche spiegazione accessoria sarebbe gradita.

Agev

Mer, 25/09/2013 - 15:34

Egregio rosario francalanza ... Personalmente trovo meraviglioso il suo commento ... perché sentirsi ridicolo .. Lei mette a fuoco le reali realtà delle quali tutti noi ne siamo consapevoli ... ed alle quali sembra non ci sia soluzione .. non è così ... si ricorda .. Le complessità hanno una soluzione . Gaetano

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 25/09/2013 - 16:13

Gemtile signor Francalanza,lei sa bene perché anche la sfera sessuale,tanto per restare in tema,è diventata 'un girone di violenza'.Nel disorientamento contemporaneo anche in ambito sessuale i rapporti interpersonali seguono ormai lo schema dei prodotti di consumo.La contrazione del registro morale,ogni segretezza ripudiata,l'interiorità divenuta sospetta,la scomparsa di ogni silenzio allusivo o sacrale,il desiderio inteso solo in senso fisiologico,la sovraesposizione dei corpi e la loro mercificazione, a cosa avrebbero potuto condurre?

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 25/09/2013 - 17:03

Cara @Euterpe, purtroppo di fronte al panorama devastato attuale dei rapporti interpersonale, che anche Lei condivide, la sola soluzione che si sta affacciando è il triste "neo-moralismo" della Boldrini. Ma abbiamo bisogno di serenità e non di ricatti! Non c'è mai una via di mezzo: il Gattopardo non aveva mai visto l'ombelico della moglie! @Agev, vi sono "complessità" che si possono risolvere con una sola mossa, così come Alessandro Magno tagliò con la sua spada, senza esitazione, il "nodo di Gordio": sapeva che non aveva più tanto tempo da perdere? Purtroppo pochi hanno titolo a "semplificare" come il grande Macedone!

Agev

Mer, 25/09/2013 - 18:00

Egregio rosario francalanza .. E' vero il grandissimo Alessandro Magno senza esitazione tagliò il nodo gordiano .. e per questo impazzi . Il cosiddetto nodo gordiano che appartiene a tutta l' umanità ed ancorato così in profondità ... e così lontano nel tempo ( per miliardi di persone che hanno .. vivono su questo nostro meraviglioso pianeta risale a circa un milione di anni fa ) va sciolto .. cioè reso consapevole .. e trasmutato in vita vivente . Gaetano

Holmert

Mer, 25/09/2013 - 20:14

Ma non, a causa del pessimismo cosmico, ma a causa del suo disprezzo per la vita, disprezzo condito dal pessimismo cosmico. Ecco,il pessimismo cosmico come cornice del dipinto, rappresentato dalla sua depressione e disturbo della personalità. La sua non è stata una scelta dettata dalla razionalità, ma da un disturbo della razionalità, avallato da una ipotonia della volontà, filtro indispensabile del comportamento umano che ci impedisce di fare scelte deleterie. Se uno prende un coltello è la volontà che gli potrebbe impedire di compiere un delitto. Volere o non volere..pe la contraddizion che nol consente. Freni inibitori per dirla tutta, controllati dalla volontà. Riguardi.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 25/09/2013 - 23:07

Cara @Euterpe, nel post delle 17,03 per "panorama devastato attuale dei rapporti interpersonali, che anche Lei condivide" vorrei precisare che intendevo dire che Lei condivide la posizione critica contro il suddetto panorama e non certo che Lei lo approva! Può sembrarLe puerile, ma cerco sempre di postare interventi lineari e conseguenti; per cui quando rileggo i post non sopporto che vi siano ambiguità di interpretazione se non quando le metto di proposito! - PS: Le confesso che invidio quelli che tali problemi non se li pongono!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 26/09/2013 - 11:16

Spedisco ancora dopo tre giorni di tentativi andati a vuoto.L'esempio di Isabelle Fortier in arte Nelly Arcan, escort che si faceva chiamare Putain, ci rammenta il caso di Puttane, anzi, minuscolo, puttane, che esigono di farsi chiamare escort, come da blasone con palle incorporate. E se qualcuno si permette di chiamarle battone, viene trascinato a portare la croce per tutta la via relativa, sino all' apice del crocifissione giudiziaria. Certamente, ognuno è libero di farsi chiamare come vuole, dicono. E invece, no. Io, pur volendo, non potrei pretendere di farmi chiamare Commendatore né Cavaliere del lavoro o della Repubblica, né fra' Michele né Abate, né Monsignore; e non posso pretendere che si scordino di chiamarmi avv o prof o giud, anche se oggi, visti i livelli raggiunti (tranne eccezioni) dalle due professioni, preferirei essere chiamato con un termine che indichi qualcosa di più realistico, così, tanto per avere dalla mia la naturalezza anonima del nessuno, la genuinità del sig. Anzi, del cittadino naturalizzato cazzone per ius soli e ius sanguinis, modus vivendi e modus subendi. E' questa, quella nome, la vexata quaestio, tra le altre, che impegnano le Corti di altura adite dalla nobiltà dell' antica arte che ci tiene ma non ci tese. per quanto mi ricordi e mi ricordano. Almeno nel caso esemplare della Putain, meretrice-scrittrice e giovane suicida annunciata, Nelly ha saputo vivere e morire da patrizia, facendo del sesso a pagamento una consapevole dignità di scelta. Almeno a paragone e a differenza di tante altre plebee: a partire dalle povere disgraziate vittime di estreme violenze, via via a scendere, sino alle puttane nel cuore, senza classe, senza esimenti, senza attenuanti. Le quali, tanto per citare il mio vecchio nonno alla memoria, si chiamano sempre in tutt' altro modo e, accuratamente, frequentano bene e si vogliono un sacco di bene. Fino a nuovo ordine, allora, non potete dire battona ad una escort. Vi piaccia o no, ipse dixit.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 26/09/2013 - 12:07

Gentile signor Francalanza,la ringrazio per la precisazione,ma non sono stata neanche sfiorata dal dubbio,anche perché il contesto non lasciava margine ad equivoci.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 26/09/2013 - 12:18

Egregio dottor Lamacchia,i suoi scritti mi conducono sempre a fertili dubbi.Nella parte finale del suo post lei contrappone la sincerità della Nelly all'ipocrisia delle altre 'signore',ora io mi domando:basta la sincerità per dare dignità alle scelte?

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 26/09/2013 - 16:01

EUTERPE, gnt.ma, quanto alla Sua domanda, non mi è chiaro se Lei si riferisca a “scelte” in generale (di una autovettura,, di un frutto, di un libro, un prodotto qualsiasi, etc., ) o solo a quelle...professionali o amatoriali delle donne di cui si parla. Per le prime, dirò soltanto, che ogni scelta - intesa, quest' ultima, come atto consapevole – è suscettibile di varie valutazioni, da quelle utilitaristiche macro o microeconomiche (es. scegliere l' acquisto di un prodotto nazionale o estero, o in base al prezzo, etc.), a quelle di valenza funzionale (scegliere tra mangiare riso o pasta), a quelle di scontro o ritorsione politica-economica, etc. Anche per questi casi, una scelta può avere una sua dignità (stimabilità tecnica) se giustificata. La scelta di privarsi di mangiare per alimentare il proprio bambino è anch' essa una scelta che ha la sua dignità ( stimabilità etica). Ma qui ci sperdiamo in mille rivoli e sono costretto a fermarmi. Per le seconde; anche qui, vale il principio della contestualizzazione. Diciamo sulle mille possibili motivazioni della scelta di cominciare e di continuare, professionalmente o saltuariamente, che spaziano dalla quelle delle necessità economiche a quelle afferenti ai più disparati aut aut che si incontrano nella vita e che spesso si devono subire per la paura di una alternativa che spaventa, o che si basano sull' incontenibile desiderio di procurarsi vantaggi altrimenti irraggiungibili. O patologie autopunitive o revanchiste. Anche qui, si rileva una valenza etica ben differente. E poi ci sono le differenze sul modo di vivere e di relazionarsi al prossimo, contrassegnate da comportamenti sociali ben differenti, correttissimi o volgarissimi. E non dimentichiamo, nemmeno, lo status sociale che nella storia queste professioniste hanno ricevuto in fatto di rispetto e dignità sociale. Persino Teodora, le cortigiane varie della storia, le focarie, le eteree,... Qui devo fermarmi. Ha sentito parlare, ovviamente, di ladro gentiluomo e di volgare scippatore...Difficile una trattazione sistematica. E poi non dimentichiamo che i valori etici si sviluppano su scale variabili: l'ambiente e l' apprezzamento dei terzi, e loro capacità di analisi sociale, la loro ipocrisia, il loro coraggio, il manierismo, etc. Il vip ( coniugato ) è legato ad un' altra da affettuosa amicizia; il poveraccio (coniugato) intrattiene con un' altra una sordida tresca...Vede, come è liquida la dignità se ci limitiamo a concepirla soltanto come onore, elevatezza, rispettabilità? Purtroppo, le mie sono osservazioni disordinate, epidermiche e suscettibili di mille critiche. Ma su questo argomento non ho mai trovato due che concordassero.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 26/09/2013 - 17:16

EUTERPE, visto che sino a questo momento la mia prima risposta immediata non è ancora pubblicata, approfitto per dirle che la sincerità, in sé, è un pregio, così come al contrario, la falsità è demerito, una valenza negativa. Immagini a quanto sia p...nel cuore una donna che finga di amare un uomo per motivi di interesse, che, magari lo sposi pure, con tanto di riserva mentale per un ricco divorzio; una ragazza che arrossisca alle barzellette osè del fidanzato e, al contempo, si fili un collega o il suo capo; una moglie che finga le tre c (casa, cucina e chiesa) e invece si trastulli fuori sede col quarta c. Eppure, non è detto che siano tutte uguali quanto a morale. Anche una donna onestissima può dare inferno al suo uomo, e non faccia nulla per cambiare con la scusa: io sono fatta così. O una moglie infedele capace di dare serenità e gioia al marito. Si legga Maupassant, I Gioielli, se già non lo ha fatto e vedrà come la morale sia terreno minato, sabbie mobili. Il problema è nella liquidità semantica dell' italiano; e il termine dignità non sfugge al martirio della policonfusione concettuale e del vicariato lessicale.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 26/09/2013 - 20:31

Michele Lamacchia - Come sempre lei è stato generoso nelle argomentazioni ed io la ringrazio.Io mi riferivo in modo specifico al caso della escort,cioè ad una scelta che ha motivazioni complesse,certo,ma che nel codice morale corrente si connota come negativa.Provo a spiegarmi con un esempio alquanto banale.Se qualcuno decide di essere un ladro e lo dice apertamente,con sincerità,questo basta a dare dignità alla sua scelta? Senza contrapporre comportamenti altrettanto delinquenziali,ma occulti e occultati.Non mi sfugge la complessità del reale,ma talvolta forse è necessario semplificare,altrimenti si rischia di avere punti di riferimento traballanti.Quanto a Maupassant,per ciò che riguarda il tema delle escort,già nei miei verdi anni fui colpita dalla vicenda di 'Boule de suif'.