Vecchi e bambini sono i veri regali

Non è Natale senza vecchi e bambini. Manca qualcosa di essenziale, di familiare, di nuovo e d'antico

Su, venite intorno al presepe che vi svelo il segreto di Natale. È un segreto semplice, banale, ma nessuno ci bada. Ve lo dico a rovescio: provate a festeggiare Natale solo tra coetanei, di qualunque età voi siate. E provate a festeggiarlo solo tra persone dello stesso sesso, amici o coppie omo, non importa. In ambo i casi non sarà Natale. Qualunque altra festa, magari, pure Capodanno, ma Natale no. È la festa 0/99. Non è Natale senza vecchi e bambini. Manca qualcosa di essenziale, di familiare, di nuovo e d'antico. E non solo perché i vecchi e i bambini sono poi i veri credenti nel Natale, per tradizione o magia, per residua fede o per novità. Né solo perché le due categorie estreme sono più prossime al cielo, e magari usano ancora pregare, credono ai miracoli e agli eventi naturali che diventano soprannaturali. Ma perché il Natale è la festa che unisce le generazioni, i sessi, le famiglie, i cugini, le zie, le quattro età della vita: l'infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. E gli indispensabili sono loro, gli opposti estremisti. Non è Natale senza di loro. Poi, magari, a Natale ti annoi, i pranzi ti sfondano e ti rompono, sogni l'evasione, non sopporti nonni e nipoti e la loro santa alleanza per infliggerti la tombola. Ma quando poi non ci sono, avverti un buco come una mangiatoia nel tuo cuore. E in processione senza di loro, chi porta il Bambino, chi vi costringe a cantare? A costo di adottarli, non dico di noleggiarli, procuratevi per Natale vecchi e bambini, anziché preoccuparvi solo dell'abbacchio.

Commenti

GUGLIELMO.DONATONE

Mar, 24/12/2013 - 17:23

BUON NATALE, grande Marcello! Da un ottantatreenne con 7 nipoti!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 24/12/2013 - 17:43

Buon Natale a Veneziani, a voi, Nadia,Rosario,Dario,Michele,Agev,Luigi,Andreino,Ghino, Scacioso,Peter,Marina,alla grande Rosella,e a tutti gli altri compagni di viaggio.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Mar, 24/12/2013 - 17:58

E' proprio vero. Senza di loro in casa non sembra Natale. Auguri di Buon Natale Marcè

Zizzigo

Mar, 24/12/2013 - 18:06

Talvolta le famiglie si sfasciano... sono fortunato, perché la mia resiste, ben eterogenea, oltre cani e gatti siamo in undici, dai 6 ai 69 anni. Sono il patriarca, AUGURI DI BUON NATALE!

Ritratto di MARINA58

MARINA58

Mar, 24/12/2013 - 18:21

Egregio Dottor Veneziani:leggere, questo tenero e commovente cucù, mi ha spinto a scrivele due righe, mentre mi accingo a prepare un succulento porcetto ed un altrettanto succulento agnello e gli immancabili piedini...piatto squisitamente sassarese...mentre aspetto di riunirmi, a tutta la famiglia,(o quasi...)l'evento, si svolgerà nella casa, più bella del mondo, grande e spaziosa immersa nel verde; lì, ci saranno...bimbi, chiassosissimi e colmi di gioia, ragazzi dai 13 ai 20,25,30,altri più maturi, non che una prozia, di 95 anni,dalla pelle candida e sottile, da cui si intravedono...le delicate vene azzurrine, che ci allieterà, con storie del passato...non so se giocheremo a tombola, ma so che sarà tutto molto emozionante e commovente, e mentre aspetto cucinando, che il mio bar chiuda, dopo l'ultima staffa...che delle volte si protrae più del dovuto...per potermi recare,nella casa dei sogni... e mai rinuncerei a ciò...gradisca i miei migliori AUGURI DI UN BUON NATALE...sereno e gioioso...con stima e gratitudine, Marina.ps vada un augurio di vero cuore anche a tutti gli anziani, soli e ai pensionati, che credo che in questo bel quotidiano postino!! GRAZIE!!!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 24/12/2013 - 18:31

Vai verso i cinquantanove, e ti stai 'attrezzando' per gli anni a venire. Si capisce. E cosa dirai quando sarai 'vecchio'? Sono curioso. Vorrei leggerti allora. Perché al momento, la tua riflessione è un pensiero debole, che traccia la tua immaturità. Nel non voler perdere il punto di riferimento del 'focolare domestico', che percepisci ti stia sfuggendo di mano, per l'inevitabile 'redde rationem'. La resa dei conti, che ha visto Mario Monicelli, Lucio Macri, Carlo Lizzani, e quant'altri, approssimarsi al Cielo 'senza troppi scrupoli'. Non è Natale senza i bambini ed i vecchi. Tu dici. Forse non è Natale per chi non è più bambino. La vita è per tutti un gigantesco compressore che pialla ogni illusione infantile. Ma, che ci consente pure di raggiungere in età senile conquiste superiori a quelle favolistiche, proprio in quanto più vicini a Dio. Depurazione da ogni 'fragilità' mentale. Ecco, mi sono lasciato prendere dal sopranaturale, vissuto in un naturale baciato da Dio. Vuolsi così colà... -riproduzione riservata- 18,31 - 24.12.2013

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mar, 24/12/2013 - 18:43

Entro in punta di piedi in questo vivacemente animato salotto, per porgere i miei auguri per le imminenti feste natalizie, a tutte le persone che lo frequentano. In primis al suo padrone di casa, Marcello Veneziani che, con la sua arguta ironia e profonda cultura, ci porta ad estrapolare pensieri e ragionamenti sull’attuale periodo storico che penso, solo Dio sa come si chiuderà e come si aprirà il prossimo. Un augurio speciale agli amici Rosario, Dario, Euterpe, Nadia, Gaetano, Michele, pgbassan che, con i loro commenti, evidenziano come le sorti di questa Grande Nazione sia in balia di giocolieri senza arte e molto di parte: la loro. Non mi rimane altro da fare che scrivere il mio auspicio: “Auguro a tutti che la gioiosa serenità del Santo Natale, vi accompagni nel 2014 e non vi lasci più. E che questa amata Patria che non riesce a trovare il senso di essere tale, possa riprendere nelle sue mani le redini del proprio destino”. Rosella

Ritratto di SCACIOSO

SCACIOSO

Mar, 24/12/2013 - 18:51

Gentilissima Sig.ra Euterpe, di cuore ricambio.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 24/12/2013 - 19:07

Tenero e memorabile il 'cucù' natalizio di Veneziani. Il Natale è la 'festa degli estremi': dei vecchi e dei bambini, della neve in un emisfero e del sole nell'altro, del nordico albero e del mediterraneo presepe. Per non parlare dei personaggi stessi che affollano il presepe napoletano, nela quale i magi (i sapienti), dall'alto rendono omaggio al Bambino Gesù insieme ai pastori (i semplici) dal basso, mentre, in mezzo, un 'generone' caotico e variopinto di venditori, sfaccendati ed accattoni tutto fa meno che accorgersi dell'evento divino! Anche da parte mia un Buon Natale a tutti i 'compagni di viaggio': un giorno ci incontreremo?

Ritratto di EdyLampadina

EdyLampadina

Mar, 24/12/2013 - 19:46

E' vero! non ci avevo mai pensato! Grazie per avermi illuminato! Buon Natele Veneziani!

Ritratto di Gelsyred

Gelsyred

Mar, 24/12/2013 - 20:12

Gentile Marcello, le invio i miei auguri di Buon Natale. Approfitto per ringraziarla e per complimentarmi con lei. Quando leggo i suoi articoli sento che il mio cervello si nutre di cibo prelibato. Un saluto. P

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 24/12/2013 - 22:22

E' toccato anche a me, ai tempi di c'era una volta tanto e tanto tempo fa, di fare paidoforo (è Natale, mi prendo in anticipo il vostro perdono) a due mani, guidare i passi e il canto, stanza per stanza, legnaia e sgabuzzini inclusi che mia nonna teneva sottochiave, perché è lì che la bianca matriarca conservava i difficili generi di sussistenza, quando c'erano. Allora, i vecchi facevano parte dell' ossatura portante della famiglia e la maledizione delle varie case fiorite, case serene, case delle ore liete, era tutta da inventare ancora. Poi, mio padre mi insegnò a raccogliere qualche cartone, trucioli di paglia, a cuocere un pugno di farina sotto gli occhi della custode costretta all' oltraggio, con acqua e un po' di terra per dare colore di terra, vecchia carta da imballaggio, e mi promosse ministro dell'edilizia presepica (cucitevi la bocca, me lo sono inventato io, or ora), con straordinariato in mest kekkiare (muratore) e uomo di fatica, e rimessaggio e recupero materiali, magazziniere. A 14 anni, mi pareva loffio pregare in processione domestica e passai il bambinello al fratellino e mi presi la candela. E c'era mio padre, e mia madre, la nonna, a volte qualche zio, fuori nella notte, avevano sostituito le bombe doc americane con le imitazioni delle stelle filanti. Il dolcetto con la marmellata e farina lo portavo io al forno a fascine vicino casa e andavo a riprenderlo all' ora fissata. Oggi, quelli non ci sono più, il fratello abita qui a due passi due ma è come se fosse a Fairbanks, alla vigilia o a Natale vengono due figlie per stare a tavola assieme. In silenzio guardo tutti, ho tanto di più, tanto, regali costosi per i quali rimprovero la spesa chè mi basta il pensiero, e tanto altro, quasi niente. Perché, voglio ciò che non c' è più Perché, voglio ciò che non c' è più. Stupido vecchio incontentabile. Poi vanno quasi subito via, restiamo soli io e Anna, e resta tanto silenzio; e noi ci chiediamo se siamo diventati un servizio da sbrigare a Natale.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 25/12/2013 - 11:07

Ci riprovo ancora una volta, tanto...E' toccato anche a me, ai tempi di c'era una volta tanto e tanto tempo fa, di fare paidoforo (è Natale, mi prendo in anticipo il vostro perdono) a due mani, guidare i passi e il canto, stanza per stanza, legnaia e sgabuzzini inclusi che mia nonna teneva sottochiave, perché è lì che la bianca matriarca conservava i difficili generi di sussistenza, quando c'erano. Allora, i vecchi facevano parte dell' ossatura portante della famiglia e la maledizione delle varie case fiorite, case serene, case delle ore liete, era tutta da inventare ancora. Poi, mio padre mi insegnò a raccogliere qualche cartone, trucioli di paglia, a cuocere un pugno di farina sotto gli occhi della custode costretta all' oltraggio, con acqua e un po' di terra per dare colore di terra, vecchia carta da imballaggio, e mi promosse ministro dell'edilizia presepica (cucitevi la bocca, me lo sono inventato io, or ora), con straordinariato in mest kekkiare (muratore) e uomo di fatica, e rimessaggio e recupero materiali, magazziniere. A 14 anni, mi pareva loffio pregare in processione domestica e passai il bambinello al fratellino e mi presi la candela. E c'era mio padre, e mia madre, la nonna, a volte qualche zio, fuori nella notte, avevano sostituito le bombe doc americane con le imitazioni delle stelle filanti. Il dolcetto con la marmellata e farina lo portavo io al forno a fascine vicino casa e andavo a riprenderlo all' ora fissata. Oggi, quelli non ci sono più, il fratello abita qui a due passi due ma è come se fosse a Fairbanks, alla vigilia o a Natale vengono due figlie per stare a tavola assieme. In silenzio guardo tutti, ho tanto di più, tanto, regali costosi per i quali rimprovero la spesa chè mi basta il pensiero, e tanto altro, quasi niente. Perché, voglio ciò che non c' è più Perché, voglio ciò che non c' è più. Stupido vecchio incontentabile. Poi vanno quasi subito via, restiamo soli io e Anna, e resta tanto silenzio; e noi ci chiediamo se siamo diventati un servizio da sbrigare a Natale.

Antonio43

Mer, 25/12/2013 - 12:25

Buon Natale alla redazione e a tutti coloro con i quali, qui sopra, ci si incontra e ci si scontra!

Ritratto di Dobermann

Dobermann

Mer, 25/12/2013 - 18:20

Come sempre impeccabile! Grazie Veneziani. E' il succo di quello che lei ebbe ha scrivere nell'introduzione di un suo libro da me molto amato, Di Padre in Figlio. Personalmente, da circa vent'anni, non sopporto il Natale e ancor di più il Capodanno (data tra l'altro slegata da qualsiasi senso astronomico o ricorrenza sacrale; pura data astratta): ho un profondo senso di frustrazione e ribrezzo verso pranzi, luci, babbi natale, panettoni, spumanti, botti, cenoni, abbuffate, trenini idioti e maschere appiccicate per sembrare felici, contenti e buoni...molto buoni! Starò dicendo forse banalità, retorica espressa da molti, soprattutto negli ultimi anni. Fatto sta che per me Natale e Capodanno rappresentano il trionfo della banalità, della comicità spicciola e della noia, tanta noia! Non si può pretendere di essere felici in giorni prestabiliti, non si può pretendere che i sentimenti vengano manifestati, il più delle volte camuffati, in circostanze precise di festività, non si può pretendere di manifestare divertimento per forza. Un tempo, questo periodo dell'anno, aveva ben altri significati. Sono certo che un ritorno alle radici, anche non necessariamente cristiane, possa dare più valenza a un periodo cruciale dell'anno. Il Natale (che per me rappresenta anche il vero Capodanno) è una dimensione dell'anima, una propensione profonda a guardarsi dentro e portare, dove c'è buio, quel sole 'bambino', quel 'solis invicti' che rinasce dalle tenebre. Un esame mirante a rinnovarci. Tutto questo l'abbiamo perso e ciò che è rimasto è lo scimmiottare il simbolismo solare, il simbolismo dell'albero e, inevitabilmente, Gesù Cristo. Fate atto di disobbedienza: il Natale è un terremoto dell'anima. I panettoni, il cibo che si spreca, le sbronze e tutto il calderone inutile lasciatelo pure ai porci, alle pecore del consumismo. Tornate al focolare e a quella dimensione che si trasmette di PADRE IN FIGLIO o da nonni a nipotini. Comunque sia, tanti auguri di cuore a tutti e a lei, grande Veneziani.

Ritratto di mario.leone

mario.leone

Mer, 25/12/2013 - 18:22

E' vero, senza la nostra nipotina di due anni e mezzo è stato un Natale dimezzato. Ma ci rifaremo a gennaio quando sarà con mia, moglie da quarant'anni e me. Auguri a Marcello ed a tutti i lettori.

Claudio

Mer, 25/12/2013 - 21:39

Io che bambino lo sono stato e che sono sulla strada per diventare un vecchietto ho molto apprezzato la vigilia, ottima occasione per svegliare sentimenti sopiti e scoprire quante' è bello lo stare assieme, come ritrovare una vecchia caramella dimenticata chissà quando in un cassetto da una persona che ora non ce più. Auguri e grazie Marcello come non ricordare il tuo vecchio articolo.

Ritratto di rapax

rapax

Mer, 25/12/2013 - 22:44

Leggendo i commenti sopra alla nota di Veneziani, viene confermato proprio quello da lui scritto, il Natale e' la festa dei bambini, in primis e degli anziani, i ricordi del natale da piccoli sono il vero Natale, quella magia che come molte cose non tornera' piu' e si ravviva un po guardandolo negli occhi dei nuovi arrivati, nipotini o figli piccoli, a quell'eta' i colori sono piu' vivi, piu' fantastici, il rosso, il giallo il verde visti dai bambini sono piu' accesi, tutto e' meraviglia, i regali, l'attesa spasmodica per la vigilia, le tavolate con gli zii, i cuginetti, i nonni..gli addobbi fare il presepe, le luci. in eta' adulta e' un'altro tempo, un'altro luogo.

Holmert

Gio, 26/12/2013 - 11:17

Sì vabbè..ma che Natale è questo e tanti altri passati e futuri? Oggi, nonostante la tanto sbandierata crisi, che è sempre di chi ce l'ha, si possiede di tutto, il che rende i giorni tutti uguali. Cellulari ultima generazione, TV all'avanguardia, macchine, etc. Il Natale vero era quello antico, quando la crisi era crisi vera, la gente era veramente "povera gente". Ed aspettava il Natale per sacrificare e mangiare il miglior gallo del pollaio, la mamme si industriavano ad inventare dolci della tradizione con ricette che le famiglie conservavano gelosamente e tutti insieme, dentro casa, un fermento con ognuno una faccenda. Non mancava il nonno, il patriarca e la nonna, i bambini grandi e piccini, il gatto vicino al fuoco che ogni tanto si assentava e la tombolata con i fagioli a segnare i numeri che uscivano. E fuori la neve non mancava mai a rendere uniforme la natura e soprattutto candida come la casula dei sacerdoti per la messa di mezzanotte. E da lontano il suono dei zampognari, quelli veri, venuti dal Molise o dalla Ciociarìa (ora anche se zampognari, sono finti. Diventano tali solo a Natale). Ecco ,questo Natale mi fa pensare a quelle forme d'arte, che a seguire le avanguardie, diventano di maniera, senza più ispirazione, ma fine a se stesse, senza poesia, senza spontaneità e soprattutto senza più amore e l'attesa per i più piccoli di avere finalmente un dono, un dono prezioso che sarebbe durato tutto l'anno. Ora è solo una corsa, nessuno ha più il tempo di fermarsi un poco e riprendere fiato. Fermarsi come facevamo noi un tempo e godersi il passare del tempo, almeno nelle ricorrenze di Natale. Auguri a tutti.

michele lascaro

Gio, 26/12/2013 - 11:36

Io sono vecchio e con i miei cari e amati nipotini, rappresentiamo il Natale più vero e tradizionale, ambito da noi del Sud. Buon Natale da un vicino di casa, Dott. Veneziani!

michele lascaro

Gio, 26/12/2013 - 11:41

Auguri a tutti gli amici giornalisti, il Direttore in primis, del Giornale, che conosco meglio delle mie tasche, e che allietano, per tanti versi, le nostre giornate uggiose per la presenza degli attuali governanti imbelli, che, come piattole, cercano di stare attaccati alle nostre persone.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 26/12/2013 - 11:49

@ Holmert.Credo che tutto si possa riportare al fatto che la maggior parte di noi non ha più desideri, ma solo bisogni indotti. Non siamo più capaci di dialogare con le persone che ci sono vicine.

Holmert

Gio, 26/12/2013 - 12:19

E' vero ,Euterpe, è proprio così. Lei ha interpretato bene il mio pensiero. Auguri salutari, l'unico vero augurio che c'è rimasto. Tanto ogni anno che passa è peggio del precedente. A parte il fatto che il passare del tempo (fugit irreparabile tempus) mette tanta tristezza.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 26/12/2013 - 14:38

La visione di MV è, come al solito, poetica. A volte anche a me piace pensare che le cose siano così ma a Natale, che balle! Non se ne può più di vedere alla TV i bambini che cantano, le renne che trascinano le slitte nel cielo (sic) e cori multietnici à la Benetton. Che balle le cene in cui gli uomini giocano a denaro/carriera/automobili mentre le donne giocano a vestiti/negozi/vacanze. Per non parlare dei discorsi del papa: sempre gli stessi da 2000 anni. E come se non bastasse anche il saluto di fine anno del presidente napoletano (il muratorino) che parla di solidarietà e assicura che stiamo uscendo dalla crisi (sic). Io, essendo insofferente all'ipocrisia, quest'anno sto trascorrendo le feste in Cina dove il Natale non esiste. Esattamente come facevo qualche anno fa quando abitavo a Rio de Janeiro e durante il carnevale me ne andavo nella foresta amazzonica. A chi non può fare come me suggerisco di chiudersi in casa e staccare il telefono. Trata-se de evitar a contaminaçao.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 26/12/2013 - 14:48

ROSELLA E TUTTI: Che bello! Anche Rosella! Grazie di cuore e auguri a lei e a tutti gli altri. P.S. Si parla di Patria...io, come voi tutti, ce l' ho: il vero problema è che è lei che non ha me...ora che le stanno rifilando imitazioni e brutte copie a tutto spiano, in nome della legge.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 26/12/2013 - 17:37

@Rosella, mi fa un immenso piacere ogni tanto rivedere l''immaginetta' delle rose su questo blog. Tu hai fiducia nella patria che possa riprendere le redini del proprio destino; io, invece, 'dal mio cantuccio' non ho alcuna speranza. Ti invito a leggere il mio post delle 15.31 per l'articolo "Ius soli, la kyenge torna alla carica: Chi nasce o cresce qui è italiano". Un calorosissimo augurio per un buon 2014!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 26/12/2013 - 18:13

Amabilissima apparizione natalizia di Rosella, alla quale vanno i miei più calorosi auguri. Auguri a Michele che nel suo ultimo rigo è stato stupendamente illuminante. E, auguri vivissimi a Tempus, condivisibilissimo nel suo disincantato affresco. Da non ritenere il suo doppio ---che balle--- un refuso, al posto di -che palle-. Il primo come 'quante fandonie', il secondo come 'che noia'. E forse andavano bene entrambi. I suoi viaggi poi, le vertigini. Nessun desiderio in me di 'trasmigrazioni'. Ma questo è un altro lunghissimo tema. Holmert ha saputo regalarci un quadretto impeccabilmente realistico. Auguri e tanta gioia nei cuori a tutti. Anche se fa tanto Papa Francesco. -18,13 - 26.12.2013

Ritratto di abj14

Anonimo (non verificato)

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 26/12/2013 - 19:06

Gentile Rosella, béh . . . ci facciamo desiderare ? - Auguroni a lei e a tutti.

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 26/12/2013 - 19:07

Mi sono riletto in questi giorni una spassosa lettera immaginaria (ma allo stesso tempo molto realista) di Marcello Veneziani : "Sono l'islamico Mohamed - La maestra mi nega il presepe" pubblicata il 22/12/2009 - 10:19 sul link http://www.ilgiornale.it/news/sono-lislamico-mohamed-maestra-mi-nega-presepe.html

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 26/12/2013 - 19:16

Questo Anonimo non verificato dev'essere il mio che non vedo. Non sapendo in quale sito pubblicarlo, ho pensato di inserirlo in questa area festosa natalizia. Urlando --- UNA CASCATA DI MERAVIGLIOSI AUGURI CON TUTTO IL BENE DELL'ANIMA AL NOSTRO PRESIDENTISSIMO SILVIO BERLUSCONI ----- CHE DIO LO PROTEGGA - riproduzione consentita a piene mani a tutti- 19,16 - 26.12.2013

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Gio, 26/12/2013 - 19:34

Quando attraverserà\l'ultimo vecchio ponte\ai suicidi dirà\ baciandoli alla fronte\venite in Paradiso\là dove vado anch'io\perché non c'è l'inferno\nel mondo del buon Dio. Un pensiero a chi ha scelto di andarsene afferrando al collo il destino (Monicelli, Lizzani, Magri).

Luigi Farinelli

Gio, 26/12/2013 - 20:26

Vecchi e bambini: esattamente ciò che l'Europa vuole distruggere, fra eutanasia e aborto libero; i primi perché "non produttivi", i secondi perché "creano troppi problemi" e secondo Malthuse, adottato dalla Comunità Europea, "caricano un individuo del problema di allevarli così che l'uomo nuovo del futuro potrà farne a meno per godere di più la vita".

Ritratto di MARINA58

MARINA58

Gio, 26/12/2013 - 22:12

@EUTERPE...OGNI BENE...a Lei e a tutti i commentatori,che con affetto seguono, il Dottor VENEZIANI...ed i suoi CUCU' sempre colmi di verità e sentimento, e come sempre emozionanti e degni di...LODE!! PS intuisco...tristezza,tra righe... del Signor Michele Corno, non so sarà forse una personale sensazione...(o quantomeno lo spero...)ancora...augurissimi a tutti e a rileggervi.Marina.GRAZIE!!

Agev

Ven, 27/12/2013 - 01:42

Così passano le grandi Anime , cambiando a volontà di vita in vita . Così passano gli Avatar , volenti la propria morte come volenti la propria vita . Un grande uomo .. Così come a volontà della propria vita .. così ha volontà/desiderio della propria morte .. Tutto ritorna e si tramuta in nuova vibrante/vita .. Non c'è fine alla vita . La morte deve divenire/essere un atto consapevole e desiderato .. di fatto non esiste .. Quando un uomo sa di avere terminato l'esperienza/evoluzione desiderata .. può decidere consapevolmente di morire .. in onore alla vita .. onorando il vivente .. Cosi muoiono i grandi uomini , anime , avatar . Il vivente sempre ritorna e continua senza fine la propria evoluzione . Gaetano

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 27/12/2013 - 01:43

X Michele Corno. (19:34). ….. E chissà mai che qualche esponente della criminalità organizzata in partiti politici non decida di farci un regalo di Natale e “afferri al collo il destino”. Per qualche giorno si suonerebbe la grancassa del fedele servitore dello Stato, vuoto incolmabbile, uomo di specchiata moralità, fulgido esembio di grande italiano, traggedia per la nazzione. Il cialtrone di turno esprimerebbe la “partecipazzione al dolore della famigghia” e prometterebbe che “il suo sacrificio non sarà vano” mentre i suoi soci di malaffare, con la mano sul petto, canterebbero commossi “siam pronti alla morte” e via scoreggiando. Il vescovo si lancerebbe in una toccante omelia e, all’uscita dalla chiesa, il feretro trasportato da 6 carabbinieri verrebbe accolto da applausi scroscianti. Ci sarebbe anche il rituale minuto di silenzio della durata variabile da 54 a 57 secondi, trascorsi i quali la folla esploderebbe in urla disumane del tipo En-ri-co, En-ri-co, oppure anche Gior-gio, Gior-gio. Utile il fatto, dilettevole il corollario. Sarebbe questo il modo giusto di iniziare il nuovo anno: sotto i migliori auspici e con genuina speranza di rinascita. Lo so che queste cose non dovrebbero essere dette nei giorni del conformismo e del “volemose bbene” (a cui nessuno crede), ma è questo il mio sincero augurio di Natale.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 27/12/2013 - 01:55

X Dario Maggiulli. Non volermene, ma credo che la tua capacità di osservazione stia scemando (18:13). Disquisisci fra balle e palle (che sempre cogl.... sono) e non cogli il mio parallelo Natale/Carnevale né il velato riferimento a Zarathustra che fugge dall’assurdo berciare del “mercato” e si rifugia nella foresta. Ciò che anch’io faccio normalmente. Io, iperboreo. Ah, voglio anche precisare che entrambi gli elementi sono assolutamente intenzionali. Riproduzione riservata.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 27/12/2013 - 02:06

X Dario Maggiulli. Non volermene, ma credo che la tua capacità di osservazione stia scemando (18:13). Disquisisci fra balle e palle (che sempre cogl…. sono) e non cogli il mio parallelo Natale/Carnevale né il velato riferimento a Zarathustra, che fugge dall’assurdo berciare del “mercato” e si rifugia nella foresta. Ciò che anch’io faccio normalmente. Io, iperboreo. Ah, voglio anche precisare che entrambi gli elementi sono assolutamente intenzionali. Riproduzione riservata.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 27/12/2013 - 06:11

CON TUTTO IL CUORE...Solo per esempio: non ritengo condivisibile – sotto diversi profili – una opinione popolare non del tutto ristretta, secondo cui esistano oggi magistrati che valgono come i settebelli ed altri come i due di picche. Non foss' altro perché, senza distinzioni, tutti i magistrati sono chiamati a svolgere funzioni di prestigio e di alto livello sociale e, già solo per questo, dovrebbero riscuotere adeguata e diffusa considerazione, anche a prescindere dalla portata dei casi singoli loro affidati, dai meno conosciuti ai più accompagnati dal bandeggio musicale massediale. E, a volerla dire tutta, anche a prescindere dalla rilevanza delle loro opere nei singoli casi, quelli sfociati in ragionevoli trionfi o quelli sfociati in dissennati e singolari fallimenti di giustizia, perché entrambi hanno effetti tali da incidere profondamente nella vita dell' individuo singolo e anche indirettamente nella opinione collettiva, mai passiva o neutra, ma, in ogni caso, favorevole o contraria, con dirette reazioni, in positivo o in negativo, sulla misura della stima sociale. Stima che mai è fine a se stessa ma che reagisce automaticamente, sollevando e alimentando opinioni e scelte conseguenziali. E persino pericolosamente emotive pro o contro, quando traspaiono elementi emotivi concorrenti nella formazione di un qualunque esito giudiziario. E, ove dagli addetti ai lavori si tenda a schernire l' opinione dei non addetti, sono gli stessi successivi gradi funzionali, a confermare o a stigmatizzare i precedenti. Discorso a parte meriterebbe l' opera del loro organo di controllo i cui 'non criteri' omologati sembrano fatti apposta per non consentire al sottomesso cittadino di capirne la logica. Questa premessa era funzionalmente necessaria per poter rispondere con maggiore precisione a quanto ho udito argomentare sulla differenza tra magistrati vittime del terrorismo e quelli della mafia, secondo cui, in genere, ci sarebbe una differenza di base scelta con criteri diversi. In parole povere, il primo sceglierebbe (o avrebbe scelto, tranne un paio di casi che spiccano per la loro singolarità, ma che poco concernono la magistratura) magistrati considerati due di picche, ignorando e lasciando al sicuro gli altri, e la seconda i magistrati settebello, quelli che si espongono di persona in prima linea per un lavoro giusto, pulito, discreto, che non si alimentano con la pappa massmediale, non carrieristi e non aspiranti a successivi salti in politica col sostegno di pacchetti informativi al seguito. Questi ultimi, infatti, non se li fila nessuno, tranne la scorta annoiata e utile soltanto a dare colore ad uno status symbol del cazzo ma non cazzuto. E scusate se è poco. A prima vista, quella ipotesi sopra riportata potrebbe parere una constatazione fondata, percorrendo a ritroso le cronache alle quali stiamo facendo pericolosa assuefazione. Ma, io penso, e voglio credere ancora, che l' opera della magistratura – quella amministrata da mani e da menti adeguate, capaci di resistere alle tentazioni delle sirene della stampa, della politica, e ancora più agli inganni di una emotività da piccoli uomini, sofferenti di pur umani sentimenti (gelosie, vendette, invidie, ostilità, etc.) o di sindromi conflittuali etico-politiche, compresa l' autoesaltazione di un inesistente compito etico - ripeto che l' opera della magistratura, nella sua necessaria interezza, potrebbe tornare ad essere il fiore all' occhiello di una grande civiltà e l' infallibile misuratore del suo livello. Perché, vera o non vera la ipotesi, io rifiuto e contesto fermamente la superiorità ventilata e aerofaga da parte di chi ci considera alla sua mercè ma ignora come viene considerato dai cittadini sotto minaccia, costretti al silenzio, turbati, indignati. Incazzatissimi. Ma questo che vuole? E che c' entra Natale e il Presepe? Avete ragione; tutto qui: Per concludere, con tutto il cuore che mi resta, mando i miei migliori auguri a tutti i devastati di libertà e di dignità umana, e per loro auspico il pur difficile recupero, tra le rovine di ciò che avevano di più caro e di sacro, di un primo soldino per comprare, al banco dei sogni, un assaggio speranza come segno di una Provvidenza finalmente in procinto di ravvedersi. A quanti portiamo fuori dal cuore e loro cari, invece, tanti e sentitissimi non auguri che, per fortuna, non hanno ancora reso obbligatori. E per ricordarcelo meglio in questi giorni speciali, mettiamo pure la statuina di uno di questi nel santo presepe, appartata, in spazio rigorosamente riservato. Come una specie di Memento homo...

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Ven, 27/12/2013 - 10:31

MARINA58, lei si sbaglia ma evidentemente son io che l'ho condotta sulla strada sbagliata.Non considero quell'atto una viltà ma una prova di coraggio, similmente a quanto spesso si trova nei racconti di Chesterton. Le auguro tutto il ben possibile. Tempus_fugit_888, per lo stesso motivo di cui sopra, il suo commento drammaticamente condivisibile è irrealizzabile soprattutto perchè il coraggio non è più merce rara ma rarissima.Auguri anche a lei,di vero cuore.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 27/12/2013 - 11:45

Tra le cianfrusaglie sparse nei cassetti della memoria, ritrovo il senso del suicidio come lo intendeva Foscolo, come estrema ribellione di un animo indomito che non accetta di piegarsi alla furia cieca del destino incarnatosi in tristi figuri; Ultime lettere di Jacopo Ortis, vietato nella diffusione e nella lettura da parte di un' autorità inconsapevole del sangue che sparge e consapevole della ineluttabilità della sua fine cruenta. So bene che Natale non è il tempo migliore per tirare le somme della tragicità che marchia a fuoco, ormai, ogni sensibilità e converte alla emulazione nullità e falliti. Eppure, scoppia nel petto sotto pressione costante il desiderio di urlare Basta! Ed il tempo di scegliere il momento migliore è abbondantemente scaduto. L' effluvio del sangue è, ormai, il principale inquinatore ambientale che ci sovrasta. E prima che sia sparso quello altrui, l'animo nobile di chi, nato uomo, prende il massimo delle distanze dalla ferocia belluina, anche io con Foscolo son pronto alla estrema ribellione. Con la speranza che il mio sangue innocente ricada abbondante e macchi indelebilmente i malvagi ladroni colpevoli della nostra autodistruzione di protesta.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 27/12/2013 - 13:26

Caro Rosario, sono andata a leggermi il tuo post e devo dire che purtroppo, la ragione mi dice che le tue più che illuminanti parole rispecchiano l’amara realtà. Ma l’uomo non é fatto solo di ragione e ti dico che fintanto che avrò respiro, malgrado la depressione nel vedere lo scempio della mia Patria, continuerò ad aggrapparmi a quella pazza speranza, con la fede che proprio nei momenti più difficili, gli italiani, malgrado la loro poliedrica e fantasiosa natura che li porta spesso a contorte prese di posizione, hanno saputo dare il meglio di sé. Ci vorrà tempo, ma l’Italia diverrà veramente una Nazione veramente federale dove lo Stato é al servizio dei cittadini e non il contrario, come tuttora é in essere. Rinnovo gli auguri di ogni bene a te con un fraterno abbraccio, unitamente al profondo e stupefacente @Michele Lamacchia; alla più grande @Euterpe; condivido gli auguri di @Dario a Silvio Berlusconi, dico ad @abj14 che la fretta é una pessima compagna e che per farmi perdonare l’apparente dimenticanza, raddoppio la dose augurale. Grazie per la vostra attenzione e ANCORA AUGURISSIMISSIMI A TUTTI!!!!!!!!!!! – Rosella -

Nadia Vouch

Ven, 27/12/2013 - 15:29

Ho aperto adesso il Cucù, dopo qualche giorno. Per quanto scrive il nostro meraviglioso Veneziani (sono vent'anni che lo seguo, che commento, non è uno scherzo), posso dire che Natale è, e forse questa è la Sua straordinarietà, il possibile incontro tra estranei. Natale è qualcosa che è creato dagli esseri umani ma che alla fine trova una risposta, persino una conferma, nel Divino, intendendo con Divino ciò che ignoriamo, o che non possiamo spiegare con i mezzi a nostra disposizione. I bambini e i vecchi, per ragioni opposte, gli uni poiché all'alba della vita, gli altri perché la vita l'hanno percorsa, sanno rispondere maggiormente a quello che rappresenta l'inconscio, il mistero, la magia. I bambini sanno rassegnarsi? E i vecchi? Cosa è la speranza? Un abbraccio forte e forte a tutti coloro con i quali ci scriviamo su questo Cucù e comunque a tutti quanti mi ricordano, e che ricordo. Non faccio elenchi di nomi o sigle, ne avrei tanti, ciascuno con le Sue particolarità, irripetibili e affascinanti, ma siete tutti nel mio cuore. Grazie. Un bacio grande a Tutti e a Veneziani, persona rara e a mio parere straordinaria. Auguri.