Paralizzati dal veto di scambio

O Renzi c'è una riforma da fare prima di tutte le altre e parte dalla domanda cruciale: perché è impossibile governare l'Italia, adottare le riforme necessarie e i rimedi urgenti, e tutti disperano di cambiare le cose?

O Renzi c'è una riforma da fare prima di tutte le altre e parte dalla domanda cruciale: perché è impossibile governare l'Italia, adottare le riforme necessarie e i rimedi urgenti, e tutti disperano di cambiare le cose?

C'è una legge segreta che lo proibisce e nasce con la Repubblica. Lo dico nel modo più semplice. In Italia nessuno ha realmente la possibilità di decidere mentre tanti hanno, per legge e per usanza, la possibilità di impedire che qualcuno decida. La nostra è una Repubblica fondata sul Veto, singolo e corale. È una legge fondativa della nostra Repubblica e vale per il premier come per chiunque, fino ai livelli più bassi.

Se decido una cosa, basta qualcuno che si mette di traverso e chiede in cambio qualcosa, e poi altri ancora, e dai veti incrociati nascerà un aborto o una porcata generale che è la somma di tanti interessi particolari. Se vuoi intraprendere qualunque impresa dovrai affrontare la Danza dei Sette Veti da politici, burocrati, magistrati, enti, sovrintendenze, semplici impiegati, oscuri brigadieri. E come extra le mafie. Ti bloccheranno.

Nessuno in Italia è in grado di assumere decisioni efficaci o avviare un'impresa senza sottoporsi a quei veti. L'Italia ha bisogno di decisori con pieno mandato, a ogni livello, e di commissari straordinari senza veti che alla fine rispondono del loro operato. Col voto libero e diretto si elegge, ma poi si governa con la sovranità di decidere; ora è il contrario, eletti già decisi, governi in balìa. La prima, radicale riforma è togliere quel Veto.

Commenti
Ritratto di Agrippina

Agrippina

Sab, 04/01/2014 - 15:26

Dott.Veneziani semplificando di molto le cose sarebbe quasi impossibile darle torto.Ma la democrazia e' un esercizio semplice?Per nulla.Ce ne e' uno migliore?Ancora no.Lei dice brne quando ricorda che in Italia il potere di veto e' non un opzione,non una regola ma La Regola.Ecco diciamo che qui' per dar da mangiare a molti si e' allargato orizzontalmente questo potere col risultato di aver bloccato e abortito molto.Ma rimuovere questa opzione a cuor leggero ci porterebbe a risultati sperimentati in passato con esiti nefasti o comunque senza scomodare il passato a dare troppe responsabilita' a qualcuno e nessuna agli altri.Personalmente sarei per un attenuazione di questo potere di veto,una semplificazione che non lo renda odiosamente paralizzante ma che ne riqualifichi l'originario significato di controllo e mediazione per realizzare le piu' eque democratiche e liberali opportunita' senza sconfinamenti ne da un verso ne verso l'altro.

Gioa

Sab, 04/01/2014 - 15:33

Marcello Veneziani hai fatto benissimo a scrivere questo articolo. Di fatto è proprio così. Decidere mai in prima persona per il bene del paese, ma decidere per i propri interessi. Io non ho mai accettato i veti ho deciso, continuo a decidere, per quanto mi compete, ho pagato e continua a pagare. Credo nell'istituzione pubblica per cui lavoro senza mai accettare veti o altro, di fatto dopo 29anni anni di lavoro ancora devo avere un pieno riconoscimento. Non accettare i veti è uno stile di vita che comporta non poche difficoltà fuori e dentro l'ambiente di lavoro, ma accettarle per quanto mi riguarda è impossibile!!! La prima riforma da fare è: cambiare radicalmente il sistema Istituzionale del nostro Paese. Brunetta ha iniziato con non poche difficoltà....non aver iniziato come i comunisti in 50anni hanno fatto è peggio.. Ente pubblico trasparente e senza "VETI". Non è di facile realizzazione, ma non CAMBIARLO affatto è ancora più difficile per tutti coloro che CI CREDONO. Con la VOLONTA' e la CONVIZIONI senza mai interporre i VETI o gichi di potere ma SEMPLICEMENTE per MIGLIOARE LA REALIZZAZIONE E' DIETRO L'ANGOLO.. Ci vuole una riforma istituzionale FORTE. Le IDEE SONO TANTE CON LA VOLONTA' SI PUO'.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Sab, 04/01/2014 - 15:38

Mentre Lor signori vanno avanti a colpi di minacce, capricci e dispetti, noi affondiamo

nino47

Sab, 04/01/2014 - 16:43

Veneziani, non creda di avere scoperto Lei per primo il nocciolo della questione! Ciò che Lei dice è sotto gli occhi di tutti e dimostra due cose : primo, come dice @ agrippina la democrazia non è un esercizio semplice ma quando viene esercitata da un pololo immaturo e schiavo degli odi ormAI Ancestrali di una guerra che fu e per di più impregnato da ideologie che con la democrazia hanno ben poco da spartire assomiglia ad un rasoio in mano ad un bambino. Secondo, è vero che la democrazia come disse churcill è il peggior sistema di governo dopo tutti gli altri,ma quando degenera in liberismo smodato ed iresponsabile dietro cui nascondere tutte le proprie manie compulsive di potere ed interesse, allora bisogna lasciare il posto a qualche eroe che prenda in mano la situazione e sulle spalle la coce di quanto inevitabilmnte gli accadrà, come la soria insegna. Ed è proprio quello che non abbiamo!!!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 04/01/2014 - 17:14

Disarmare quanti pongono veti e pasticci vari. Le armi dei sabotatori del sistema Italia sono le intercettazioni e la magistratura 'libera, autonoma e indipendente'. Finchè questa canaglia costituzionale avrà egemonia su tutto, è impossibile mettere in piedi un Governo che possa mandare avanti il Paese. Il resto è vaghezza di pensiero. -riproduzione riservata- 17,14 - 4.1.2014

Ritratto di abj14

abj14

Sab, 04/01/2014 - 17:22

Agrippina 04/01 15:26 scrive: "… Ma rimuovere questa opzione a cuor leggero ci porterebbe a risultati sperimentati in passato con esiti nefasti … Personalmente sarei per un attenuazione di questo potere di veto,una semplificazione che non lo renda odiosamente paralizzante ma che ne riqualifichi l'originario significato di controllo …" – Brava, ben detto. Ma … tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare (e gli onnipresenti che vogano contro). Detto altrimenti, il medico pietoso fa la piaga puzzolente (o purulenta/verminosa che dir si voglia).

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Sab, 04/01/2014 - 17:33

È dal dopoguerra che si paventa l'avvento di un “uomo forte”. In tal modo la paura, mista al tipico senitmento italico di irresponsabilità, ci ha condotti dove siamo: vogliamo le riforme, ma guai a chi le fa; vogliamo l'energia, ma siamo tutti iperecologisti; vogliamo, ma temiamo chi potrebbe soddisfarci perché, gratta gratta, il pensiero è sempre rivolto lì a colui che, non-dittatore o uomo-forte, semplicemente a capo di un governo dotato di “carica e azione” decidesse di decidere.

francesco de gaetano

Sab, 04/01/2014 - 18:50

E' triste dirlo ma per evitare i veti è necessario che sia uno solo a decidere.E' necessaria una guerra.

mariolino50

Sab, 04/01/2014 - 19:43

Gioa Invece cosa è il potere di decidere senza veti, il veto più grosso, o peggio il puro arbitrio, o peggio ancora l'altra parola che comincia per D come democrazia, ma è il contrario, i pieni poteri senza controllo sono altro. Credere che qualcuno decida per il bene comune e non anche per ambizione e sete di potere, mi sembra fantascienza, infatti non mi risulta nella storia recente, forse Gandhi.

Aristofane etneo

Sab, 04/01/2014 - 19:56

Caro Marcello Veneziani, ha ragione da vendere e mai come adesso avrei voluto dimostrare che Lei ha torto marcio. Ma Lei ha ragione e la situazione di stallo e di barbarie che viviamo è un incubo. Ho appena postato un mio contributo a favore di un bravo imprenditore (Natuzzi) copiato pari pari da una ditta cinese persino nel nome (Natuzzy) nell'indifferenza, sembra, di tutti gli organi preposti, Presidente della Repubblica compresi. E c'è di che star male soprattutto per il senso di impotenza che si prova a vedere come stanno saccheggiando e distruggendo la nostra amata Italia e non si sa cosa fare per impedirlo.

Silvio B Parodi

Sab, 04/01/2014 - 20:30

Sig. Veneziani, complimenti ha scoperto l'acqua calda, io me ne sono accorti 20 anni fa, quando ho tentato di aprire un'attivita, dopo aver fatto domande al commune alla regione alla provincia ai vigili del fuoco,carte da bollo su carte da bollo soldi spesi per cosa? dopo sei 6 mesi non avevo ricevuto risposta, da nessuno degli enti, poi sono intervnuti quelli di Lega ambiente e tutto si e' bloccato, senza neppure essere incominciato, sono venuto qui in California, dopo venti giorni ha iniziato la mia attivita' che ho condotto per20 anni ora ho ceduto ad altri per anzianita'(81 anni) ho dato lavoro a 10 persone, hanno guadagnato e tutt'ora lavorano ed ho guadagnato anch'io, qui negli USA si viaggia ad una media del 4/5% pil all'anno, in Italia siete sotto lo zero,-0,3 quest'anno. Chi sappia fare incominci, bisogna invertire la rotta, ma questi politici sono riconosciuti per INADEGUATEZZA INCOMPETENZA, sono dei baruffascartoffie.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 04/01/2014 - 20:59

Ma scusate, di che vi lamentate? La nostra è o non è una 'democrazia rappresentativa' (delle lobby)?

Silvio B Parodi

Sab, 04/01/2014 - 21:18

questi baruffascartoffie di politici sono indecenti inadeguati a far marciare l'Italia, poi ci mettiamo sindacati, lega ambiente, partitucoli da 1% e la frittata e' fatta.

Silvio B Parodi

Sab, 04/01/2014 - 21:21

questi baruffascartofie di politici, sono indecenti incapaci a far marciare 'l'Italia.

Ritratto di nestore55

nestore55

Sab, 04/01/2014 - 21:35

mariolino50 Sab, 04/01/2014 - 19:43...In effetti qualcuno sta decidendo per tutti..re giorgio 'e napule sta facendo cose ignobili e nessuno osa alzare la voce...Cosa dire? Ha ragione, mariolino50...E.A.

Ritratto di abj14

abj14

Sab, 04/01/2014 - 23:47

Agrippina 04/01 15:26 scrive: "… Ma rimuovere questa opzione a cuor leggero ci porterebbe a risultati sperimentati in passato con esiti nefasti … Personalmente sarei per un attenuazione di questo potere di veto,una semplificazione che non lo renda odiosamente paralizzante ma che ne riqualifichi l'originario significato di controllo …" – Brava, ben detto. Ma … tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare (e gli onnipresenti che vogano contro). Detto altrimenti, il medico pietoso fa la piaga puzzolente (o purulenta/verminosa che dir si voglia). – (2° invio)

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Dom, 05/01/2014 - 00:09

Mi permetta, Veneziani, ma l'ultima volta che qui in Italia qualcuno ha avuto il potere di decidere senza veti mi pare che sia finita maluccio.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Dom, 05/01/2014 - 07:40

Parola mia: non è per il vezzo trionfalistico di fare il primo della classe né di quell' altro, non meno cretino, di fare l' originale. Però – e non so come – sempre a proposito del gustoso calembour proposto da Marcello ( veto di scambio ), ci starebbe bene anche quello di “vuoto di scambio”, considerate le rarefazioni spinte che “ingolfano” gli spazi cerebrali dei soliti noti, comunemente identificate come cassettiere delle idee. Condivisibile al massimo, in ogni caso, è il senso di apprensione: ormai, nel nostro Paese, spadroneggia de facto, pericolosa più di una guerra batteriologica, la paletta di stop – top che rammenta quello del Consiglio di Sicurezza ONU; è gestita alla grande dalla Consulta e dal C.S.M. Allora, prima di auspicare qualsiasi altra riforma (che non può farsi se non con legge) rammentiamo bene che qui non si può più muovere foglia che da questi non si voglia. Si impone, quindi, come prima riforma, come riforma delle riforme, condicio sine qua non, una seria riforma che li riguardi. Il problema è: lo permetteranno mai? Forse, l' unica chance sarà quella che sia l' Europa a pianificare e omogeneizzare la materia per ogni Stato aderente, in modo che a noi non resti che recepire senza metterci la mani sopra.

Ritratto di GianfrancoFroio

GianfrancoFroio

Dom, 05/01/2014 - 08:39

Le basi della Repubblica Italiana sono quelle della Passatella : Padrone e Sotto. Il Padrone propone e il Sotto dispone........

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 05/01/2014 - 10:08

Michele carissimo, buon 2014, avevo scritto esattamente quanto tu hai scanzonatamente esposto, ieri sera alle 18. Ma non è passato. -riproduzione riservata- 10,08 - 5.1.2014

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Dom, 05/01/2014 - 11:27

Dario altrettanto carissimo, in effetti, ho un nanodrone segreto che aleggia in casa tua e mi invia in foto i testi. Scherzi a parte, mi fa piacere sapere che condividi. Ciao. Buon 2014 anche a te!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Dom, 05/01/2014 - 11:31

PS DARIO, leggiti il mio ultimo commento (più volte inviato e finalmente pubblicato solo oggi) in cale a CARI AARTITI, BUONA MORTE... di Feltri, mi pare.

mariolino50

Dom, 05/01/2014 - 13:31

Silvio B Parodi La mia famiglia nei decenni passati ha avuto varie attività, finite poco bene non certo per colpa dello stato, ma per nostra ingenuità e truffatori vari ma al riparo del codice, mai visto grosse difficoltà. Forse che in America non ci sono norme sanitarie e di sicurezza da rispettare, credo anche più rigide delle nostre, tipo quelle antincendio, li mettono le scale da tutte le parti.

ROBERTSPIERRE

Dom, 05/01/2014 - 14:09

Per Veneziani: Caro Veneziani, quando si deve curare una persona in fin di vita si cerca subito di dargli terapie salvavita. Invece di fare domande, ne sono state fatte fin troppe e troppi bla-bla-bla (da parte di tutti)è il momento di agire. Renzi, criticabile sin che si vuole, ha dato qualche input di azione rapida e (secondo lui) efficace. Vogliamo finirla di chiachierare e dare una rispospa semplice: un si o un no, magari facendolo seguire da una articolata motivazione. Il resto è fumo. Non ho certo in dividuato in lei il capro espiatorio del'impasse politico, ma lo reputo uno dei giornalisti più accreditati di area destra-centro, pertanto Lei ha qualche obbligo in più di fare chiarezza. Cordialmente e Buon Anno.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 05/01/2014 - 14:23

Ormai non è più tempo di enunciare intenti altisonanti o indicare soluzioni utopistiche con parole pompose o finezza di ragionamento, che somigliano ad una nuova forma di bigotteria 'laica',una specie di magia nera del nostro tempo,quella che si ritrova come summa nei discorsi di fine anno di colui che dovrebbe rappresentarci tutti.Prendiamo atto del fatto che per la maggior parte dei cittadini all'idea del futuro si va sostituendo in sentimento di insicurezza, di angoscia sottile; gli uomini non hanno più rigore interiore,anche la loro religione ha esaurito la spinta propulsiva,si dilapida ora nel buonismo autodistruttivo,il tempio ha lasciato il posto al mercato. Non illudiamoci di porre ripari ricorrendo ancora agli imperativi esortativi,alle parole scritte con l'iniziale maiuscola o a raffinati tecnicismi.Chi dovrebbe rifondare la nostra democrazia ormai sotto assedio e senza più difensori? Una via di salvezza potrebbe essere quella di riappropriarci della nostra identità e della nostra cultura,ma come, se esse vacillano sotto i colpi dell'accettazione passiva di un pensiero unico che tende all'omogenizzazione di tutti i valori? E la tanto osannata democrazia nostra cos'è diventata? Una lotta tra guelfi e ghibellini in basso, in alto le fazioni si riconciliano intorno al tavolo su cui esse lautamente banchettano.Certamente il realismo può essere scambiato per pessimismo, quasi una forma di cattiva coscienza,ma non vedo nessun motivo per poter coltivare un po' di ottimismo,se non quello di una generica speranza in un avvenimento prodigioso,nell'intervento di qualche 'deus ex machina'.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 06/01/2014 - 06:18

EUTERPE GENTILE. ULTIMO TENTATIVO. Riappropriarci della nostra identità: ok. E allora, un paio di domande facili, facili: 1) e quale sarebbe esattamente per noi che, fatta l' Italia, siamo ancora in attesa di diventare italiani e da soli non ce la facciamo? E se poi andiamo a rivangare sul serio nella storia, almeno noi del sud riassaporiamo il gusto aspro di una guerra di invasione e di annessione con la mira di prendersi il ricco tesoro del Banco di Napoli e sanare i debiti dei liberatori (da chi?)/invasori, di imporre il servizio militare obbligatorio strappando anche col sangue alle famiglie le braccia per lavorare la terra, di imporre tassazioni in cambio di nulla, di imporre una burocrazia piemontese di lingua e formalista, di mandare al massacro in prima linea i giovani cafoni. Meglio non scoprire il tanfo mariuolo e spregiudicato dei Savoia, dei Cavour, e dell' ex negriero Garibaldi, figure sistematicamente distorte con una propaganda goebeliana. 2) Prendiamo atto che la nostra identità è esattamente un misto di identità (scusi l' ossimoro) e nemmeno l' autoritaritarismo culturale crociano è riuscito a farne una da mille: per fortuna; ché tante sono le figure che a scuola ci furono nascoste e che oggi dobbiamo collaborare a togliere dall' angolo dei derelitti. In breve e in fretta, qui non si può aggiungere altro senza risultare superficiali e assiomatici al cospetto del “liberalismo” crociano e dei passi della nostra storia. 3) Se a questo aggiungiamo il virus mortale dell'arroganza narcisista tipica delle mezze calze ebbre di potere e la smania di nessun altro amore che non sia il danaro, ci scopriamo vuoti a perdere senza destini dignitosi. Non ci sarà mai riscossa perché non c' è desiderio di riprenderci qualcosa che non avevamo. Il futuro, allora? Vorrei poter dire una parola di saggezza, non di speranza, non di incitamento: soltanto di saggezza. Ma non ne trovo, che anche la senilità derisa, dileggiata, spostata più in là come un fastidio, un disagio, un peso, sta diventando un altro incomprensibile perché.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 06/01/2014 - 12:29

Caro #Michele, la nostra è una situazione 'tardo antica'. Si verificano situazioni analoghe a quelle verificatesi alla caduta dell'Impero Romano, dove il potere imperiale aveva ormai abbandonato Roma, per rendersi 'inafferrabile' a Costantinopoli, Ravenna, Nicomedia (la prima 'globalizzazione', la perdita del 'centro'); dove la fede pagana mostrava le sue crepe (la fine del 'politeismo ideologico'), dove il cristianesimo si apprestava a prendere l'eredità religiosa (la ricerca di una proposta nuova, di un messaggio unificante, ma non meramente 'politically correct'), dove i barbari erano 'schiavi dei privati e padroni dello Stato' per dirla con Tertulliano (i nuovi 'barbari' sono spalleggiati dai Paesi di provenienza, detentori di mano d'opera e materie prime, in grado di ricattarci con presunti sensi di colpa e con l'accoglienza'). Ma, nella perdita del 'centro', quello che ci accomuna col mondo antico è questo senso di 'attesa', di 'sospensione', di desiderio di trovare disperatamente, di 'voler' credere ad un punto di riferimento. I giovani detengono la tecnologia digitale ma non hanno ancora la 'saggezza'; i vecchi, oltre ad aver trovato il passatempo di ballare e viaggiare (come i giovani) non padroneggiano il mondo virtuale, per cui la loro (sporadica) saggezza risulta inefficace. Il desiderio di trovare una personalità, non dispotica ma 'unificante', si fa strada. Un S. Benedetto che 'salvi' l'Occidente, che recuperi il Sacro e che coordini il caos e dia un senso VERO alle diversità! Ma forse basterebbe riportare in vita mia nonna che diceva: "Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse!". Ma non sarebbe il caso di dire: "Se gioventù potesse, se vecchiaia sapesse?"

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 06/01/2014 - 15:19

Vivere da vecchio?! mai più, giuro che questo è il mio unico e ultimo tentativo.