Il fast food cambia faccia: si mangia veloce ma a 5 stelle

Basta interni tutti uguali. Da Los Angeles a Pechino i migliori locali della ristorazione rapida sono quelli che si adattano all'architettura della città

Per decenni ci siamo abituati a riconoscerli subito. I fast food, poco importava in quale luogo del globo ci trovassimo, erano tutti uguali. A Los Angeles come a Berlino, a Pechino come a Londra, i vari Mc Donald's, Starbucks, American Bakery e KFC hanno sempre avuto ciascuno una propria cifra estetica distintiva, identica in tutto il mondo. Layout interno, mobilio, divise dello staff, colori predominanti erano sempre gli stessi. Negli ultimi tempi però c'è un'inversione di tendenza. Chi viaggia molto, e non frequenta solo ristoranti celebri con chef stellati, l'ha già notato, ma ora ad evidenziare il fenomeno è arrivata la classifica elaborata dal sito di lifestyle Thrillist.com, una bibbia per chi ama scoprire l'ultimo trend a livello di locali, cocktails e cibo in tutto il mondo. Il portale ha messo in fila i dieci fast food più accattivanti e in voga del momento. E nel farlo ha preso in considerazione soprattutto il fatto che gli interni di questi siano parecchio diversi da quelli, così standardizzati, che abbiamo visto finora. Le grandi catene, infatti, ora cercano di adattarsi all'architettura locale, seguendo una strategia commerciale per cui è il brand ad assorbire le caratteristiche del posto.
Il palazzo di Starbucks a Dubai, ad esempio, sembra ambientato dentro le Mille e una notte: si trova nel quartiere persiano della città, dentro un enorme centro commerciale, e all'interno i grandi lampadari dalla forma tondeggiante illuminano la parete a fondo celeste con motivi decorativi marroni e oro. La stessa catena, in Giappone, ha scelto invece di ispirarsi al legno delle bacchette con cui si mangia il sushi: chi entra si trova accanto ad una parete decorata con pezzi di legno grezzo, che si arrampicano gradualmente fino al soffitto. L'effetto cercato dall'architetto è quello di dare al visitatore l'impressione di addentrarsi in un bosco. Il McDonald di Budapest, costruito dentro quella che un tempo era una stazione ferroviaria, ne conserva l'impianto generale, con delle aggiunte come la doratura delle lampade. Il Burger King di Buenos Aires, in Argentina, si trova in un palazzo neogotico: la facciata è stata riverniciata, ma all'interno troviamo ancora gli stessi soffitti a cupola, con tanto di antichi affreschi. Il «Taco bell» californiano di San Francisco è una struttura di legno direttamente sulla spiaggia, a pochi metri dal mare. A vederlo da fuori non ha nulla di diverso da una casa di surfisti: scendi due scalini e calpesti la sabbia. Alle spalle, invece, dalle grandi vetrate si può ammirare la Purple Mountain Majestic. Gioca molto sulla vista mozzafiato anche il «Pizza Hut» egiziano, a pochi passi dalla valle dei templi: mangi la pizza mentre osservi, davanti a te, sfingi e piramidi. In tema di spiaggia, però, la Florida batte la California grazie al «Sonic Drive-in» di Miami: qui la sabbia - bianchissima - è addirittura dentro il locale.
Insomma, è come non essersi mai allontanati dal bagnasciuga. In Islanda, invece, il palazzo che ospita «KFC» si presenta come un grosso blocco squadrato, con grandi vetri-specchio per riflettere la luce. Raffinati e con pochi fronzoli i francesi: negli interni del Mc Donald's di Parigi domina il bianco, con qualche particolare sui toni del giallo-arancio. Le forme di sedie e tavoli sono morbide ma essenziali. Un altro Mc Donald's che compare nella classifica dei dieci migliori fast food è quello di Chicago, sormontato da due grossi archi gialli e decorato, all'interno, con cimeli di Elvis Presley e del cantante e artista visuale Wesley Willis.
Twitter @giulianadevivo