In amore e in guerra vince chi ha una morale

Il sentimento può cambiare. Ma non possono mai venir meno la sincerità e il rispetto

La recente vicenda del presidente francese Hollande che ha una relazione clandestina, mi porta a porre il problema della verità e della menzogna nel campo delle relazioni erotico amorose.

Un tempo i rapporti in questo campo erano regolati da ferree leggi familiari, religiose e statali. E proprio l'esistenza di tanti divieti faceva sì che molti cercassero di aggirarli, nascondendosi, mentendo. Ma oggi tutte queste norme sono scomparse, le coppie di solito durano finché sono innamorate, anzi, non si sposano proprio per evitare di prendere un impegno che le costringe a vivere insieme anche se è finito l'amore.

Ciascuno legalmente può dire all'altro la sera prima «non ti amo più, ciao» e andarsene. La chiamiamo separazione, in realtà è un ripudio. Quando una relazione è affidata solo all'amore, poiché non c'è nessuna legge che ti può obbligare ad amare o a vivere con chi non ami, il distacco può essere tenuto nascosto o diventare ripudio violento. Sono convinto che la nostra società in questo campo, non potendo avere leggi statali, richieda assolutamente una legge morale. Ma quale legge morale quando, per millenni, si è detto che in amore come in come in guerra tutto è lecito, in particolare l'inganno e la menzogna? Io credo che si debba partire proprio rifiutando questa massima, contrapponendole l'etica della verità, della sincerità e della responsabilità. Sono valori che scopriamo nell'innamoramento. Gli innamorati creano una bolla amorosa da cui hanno scacciato la malvagità, la competizione, l'inganno, la menzogna e si dicono la verità, con fiducia.

Perciò, quando l'amore finisce, quando uno dei due si innamora di un'altra persona, è moralmente impegnato ad avere, verso chi ha amato, la stessa lealtà, riconoscenza e sincerità. Per cui, quando è certo di ciò che gli accade, ha il dovere di dirgli che il suo amore non è più come prima, ma con la massima delicatezza, facendosi carico della sua sofferenza e dei suoi problemi. Nessuna etica può imporre l'amore appassionato, ma la sincerità, la lealtà, il rispetto, la riconoscenza e l'aiuto sì. L'amore è per sua natura drammatico, ma evitiamo che diventi barbarico.

Commenti
Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/01/2014 - 17:32

Non rammento chi disse: “Per una donna che si è amata si può fare di tutto, tranne che amarla di nuovo”. E' la constatazione di una realtà naturale per la quale non ho mai trovato delle eccezioni. Dopo l' amore, potrebbero seguire tanti altri sentimenti, dall' odio al rancore, al risentimento, alla pietà, al senso di sacrificio, al senso del dovere, alla tenerezza, all' amicizia, all' abitudine, alla solidarietà: ma mai di nuovo amore che non potrà essere che per un' altra. L'unica alternativa è quella di un amore che duri, sia pure tra alterne vicissitudini e variabili; ma non accetterei mai il sacrificio di una donna che resti con me per un sentimento diverso da quello dell' amore che è finito. Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce (Pascal). Questo sì che sarebbe immorale e mortificante.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 20/01/2014 - 18:25

Alberoni fa affermazioni giustissime.Poiché ormai non ci sono più vincoli esterni,tutto è riportato all'individuo,quest'ultimo dovrebbe darsi delle regole e rispettarle, altrimenti ogni relazione amorosa andrebbe guardata con orrore se si pensa a quando essa finirà,perché quasi sempre finisce,altrimenti veramente si rischia un imbarbarimento nei rapporti interpersonali. Ma siccome prevalgono sempre più l'edonismo e l'egoismo,i consigli del buon Alberoni per i più sono destinati a cadere nel vuoto.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/01/2014 - 21:11

Aggiungo: Tradire una donna amandone un' altra fa soffrire certamente, ma non credo che si possa classificare come 'male.' Ovviamente, tuttavia, rileva molto anche il modo e lo stile.

Nadia Vouch

Mar, 21/01/2014 - 06:28

Si può anche fingere di amare altri e risultare credibili, mettendoci magari una cospicua dose di auto-inganno. Cordiali saluti.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 21/01/2014 - 08:29

Tradire una donna amandone un' altra fa soffrire certamente, ma non credo che si possa classificare come 'male.' Ovviamente, tuttavia, rileva molto anche il modo e lo stile.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 21/01/2014 - 09:39

Dottor Lamacchia, amare un altro o un'altra non è un 'male' in sé, ma certamente,inevitabilmente, comporta conseguenze dolorose per colui o colei che viene tradito.Tutto dipende dall'ottica in cui il fatto viene guardato,e allora ancora una volta dobbiamo dar ragione a Pirandello.