Operai e impresa perdono sempre. Vince solo il fisco

La morale del caso Electrolux: uno Stato che non riduce il costo del lavoro uccide i lavoratori

La teoria del piagnisteo non funziona più, come dimostra la triste vicenda di Electrolux, fabbrica svedese di elettrodomestici che opera anche in Italia, nel Veneto e nel Friuli in particolare. I costi di produzione, nel nostro Paese inospitale per chiunque intenda intraprendere, sono diventati troppo alti e non consentono di reggere alla concorrenza straniera, agguerrita, specialmente in Asia. Davanti a questa realtà, drammatica ma di facile lettura, l'impresa non ha molte strade da percorrere: o abbassa i livelli retributivi o chiude i battenti e, come si dice, delocalizza in nazioni dove il capitalismo non è considerato figlio del demonio, come invece succede dalle nostre parti ancora influenzate da una sorta di marxismo di risulta, forse poco evidente eppure velenoso.

Infatti la reazione dei sindacati alla proposta aziendale di dimezzare i salari è stata violenta. Rifiuto totale. Intendiamoci, non piace a nessuno sentirsi dire mangia questa minestra o salta dalla finestra. Fra l'altro, le paghe nostrane sono abbastanza risibili se comparate con il costo della vita; ma, pur tenendo conto di tutto ciò, non si giustifica un rifiuto aprioristico della trattativa.

Strano come i rappresentanti dei lavoratori, e i lavoratori stessi, non tengano conto che la situazione è talmente grave da non consentire soluzioni diverse da quelle prospettate dalla società. La quale ha interesse a continuare la produzione e non a dismettere gli stabilimenti. Senza trascurare che un trasferimento dall'Italia ad altri Paesi comporta comunque spese ingenti. Se la direzione delle fabbriche è giunta alla conclusione di chiedere un sacrificio tanto pesante ai dipendenti, si vede che non le manca comunque la volontà di proseguire nell'attività tentando di raddrizzare i bilanci, attualmente negativi e non in grado di sopportare ulteriori passivi.

Ci domandiamo per quale motivo la politica sia inerte di fronte alla minaccia di una serrata, e non si chieda se non sarebbe meglio tagliare le unghie al fisco predatore piuttosto che addossare interamente il peso della crisi agli operai, anch'essi provati da una tassazione insostenibile.

C'è poi una riflessione obbligatoria. La sinistra insiste nel dichiarare che la priorità è l'occupazione. Giusto, ma chi se non le aziende possono incrementarla o almeno non diminuirla? Ci si aspetterebbe da un governo a maggioranza democratica un impegno per agevolare le imprese, per esempio abolendo l'Irap, l'imposta commisurata al numero di dipendenti. Su ogni assunto, si paga un tot. Ergo, più persone assumi, più devi sborsare.

A queste condizioni nessun industriale è tanto stupido da rimpinguare gli organici; semmai li sfoltisce. Insomma, c'è un solo modo per evitare la moltiplicazione dei casi tipo Electrolux: alleggerire il carico fiscale a chi dà lavoro. Viceversa azzerare i profitti, lasciando che lo Stato vorace si mangi gli utili, e non solo quelli, vuol dire uccidere i lavoratori italiani e ingrassare quelli dei Paesi scelti dai padroni per le delocalizzazioni.

Commenti

Maria Rosa

Mer, 29/01/2014 - 16:16

nelle piccole aziende, fuori dalla medianicità, il taglio degli stipendi è già in atto da tempo. Grazie ad imprenditori "umani"

Higgs

Mer, 29/01/2014 - 16:19

Dottor Feltri, tutto razionale e logico; c'e' un piccolo ma....la classe politica di sinistra e destra non e' al servizio del popolo Italiano; sono esattori crediti per conto terzi. Se ne rende conto? E con 800 Euro al mese nessuno puo' vivere; quindi sono contro il popolo Italiano. E, ultima considerazione; non crede ormai che questo modello socioeconimico che ci costringe a combattere contro i morti di fame che guadganano 100 Euro al mese nel Burundi sia profondamente da riformare? Dobbiamo tornare ai tempi dei minatori britannici dell'800 per avere il piacere di competere?

biricc

Mer, 29/01/2014 - 16:21

Vero, ma in Italia ci sono troppi parassiti attaccati alla mammella di chi lavora e produce e poi chi li mantiene i pensionati d'oro, le 37800 guardie forestali della Sicilia, i milioni di individui che vivono di politica ecc. ecc.?

Rossana Rossi

Mer, 29/01/2014 - 16:25

Caro Feltri chiunque sappia fare 2+2 capisce quello che dici cosa che dovrebbe fare chi ha un pelo di buon senso ma né i sindacati che sono e saranno la nostra rovina, né i politici pare che capiscano la logica. Se un'impresa non fa utili se ne va dove li può fare.......e noi continueremo ad andare avanti a scioperi......e a far chiudere imprese.......che schifo!

glasnost

Mer, 29/01/2014 - 16:25

La politica dell'Italia è condizionata da quei ceffi che erano in prima pagina qualche ora fa :De Benedetti,Dario Fo,Lerner ed uno che non conosco,ma che dalla faccia non mi sembra neanche lui un imprenditore. Tutti costoro sono persone che campano alle spalle dello Stato con le nostre tasse e quindi non gliene frega una cippa se le aziende italiane se ne vanno all'estero. Questi riempono i talkshow ed i giornali con le loro belle storielle, e, grazie agli appoggi della massoneria, impongono alla sinistra al potere le loro scelte. E gli operai li applaudono, ma si trovano a spasso. W l'Italia.

fra217

Mer, 29/01/2014 - 16:31

Purtroppo nel nostro paese il costo del lavoro è diventato talmente insostenibile,logico che le multinazionali delocalizzino altrove.

Ritratto di _alb_

_alb_

Mer, 29/01/2014 - 16:36

Gli stipendi italiani non sono così irragionevoli. Quello che è irragionevole è quanto paga un'azienda allo stato per dare quello stipendio ai suoi operai. Electrolux doveva chiedere uno sconto allo stato ladro, prima che agli operai.

unosolo

Mer, 29/01/2014 - 16:37

praticamente come dire che gli ultimi governi da tre anni in qua hanno cacciato dalla nostra Nazione imprese e imprenditori , o megli , è cominciato tutto con la gita organizzata dal Prodi , in CINA , si portò dietro molti imprenditori ed oggi sappiamo che lo hanno preso in parola e stanno scappando , la pressione sia fiscale che tutte le altre tasse che pesano sul lavoro fanno meditare a chi può di trasferirsi in Paesi più accessibili sia per le tasse che per la mano d'opera , sappiamo che oggi è quasi tutto robotizzato quindi bastano pochi tecnici e ingegneri per i controlli e avendo quelli non esistono problemi di spostamenti . Ciechi e sordi alle richieste del popolo in questi tre anni abbiamo abbattuto ogni speranza di ripresa econimica , questa è la realtà , il nostro PCM ripete sempre di presentarsi con i conti in ordine e trasparenza , ma di quale Paese parlerà ? la nostra realtà è differente , presto dovremmo aprire un grande mutuo per pagare stipendi della casta in quanto se mancano entrate dal lavoro è recessione totale , cieco e sordo questo governo come il precedente e solo per favorire la Germania e la Francia altro che conti in regola , lo spreco politico aumenta come i parassiti.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 29/01/2014 - 16:40

Invece di inutili assunzioni nella scuola, i cui stipendi "drogano" il PIL in quanto rendite parassitarie, e alimentano il voto di scambio, le poche risorse andavano dedicate per ridurre il costo del lavoro, specialmente all'Elettrolux. Dunque il governo Letta è nocivo.

Ritratto di Il corvo

Il corvo

Mer, 29/01/2014 - 16:41

Tagliare il fisco, giusto. Ma come si fa? Ad ogni riduzione di imposta deve corrispondere una minore spesa. Non si parli delle spese della politica o dello stipendio dei parlamentari, questo rappresenta una percentuale minima del totale. Per raggiungere cifre considerevoli bisognerebbe falcidiare le pensioni medio-basse, così come tagliare gli stipendi pubblici almeno del 30 per cento, eliminare la Sanitá pubblica e far pagare tutte le cure, questo solo per iniziare. E' questo che si vuole, ovviamente no, e allora finiamola col dire di tagliare il fisco.

Giovanni_Vicenza

Mer, 29/01/2014 - 16:44

> Si parla molto di solidarietà e di italianità. È il momento di dimostrarlo coi fatti. Da più di 80 anni il sud riceve ogni genere di fondi e finanziamenti che sono passati dalla Cassa del Mezzogiorno, da fondi di solidarietà, fondi di ricostruzione, fondi per l’industria, assunzione di folle oceaniche di impiegati statali, e così via. In pratica, in 80 anni il sud ha solo ricevuto e, in compenso, ha generato solo costi e grane. Il lavoro al sud è prevalentemente dato dall’impiego statale. Gli stipendi degli statali sono pagati con il PIL prodotto da maestranze che lavorano duro in azienda dove viene controllata anche la mezz’ora di produttività. In altre parole, gli stipendi del sud sono pagati da operai come quelli della Electrolux che per pochi Euri vengono spremuti come limoni. La soluzione allora potrebbe essere questa: > Le maestranze della Electrolux accettano la riduzione di stipendio proposta dall’azienda così da mantenere la produzione in Italia continuando a pagare tasse allo Stato. > I dipendenti statali (ad esempio della Campania) mettono 100 € a testa del loro stipendio ad integrazione di quello delle maestranze Electrolux in Friuli in modo da riportare gli stipendi di quest’ultimi al livello attuale, salvandogli così il posto di lavoro e la sopravvivenza. Sarebbe un modo per dimostrare che al sud hanno un cuore grande e che l’Italia unita è un valore concreto; inoltre, verrebbe in parte restituito ciò che per decenni è stato ricevuto. Attendiamo qualcuno, di qualche schieramento, che proponga una cosa così utile e orgogliosa.

Gianca59

Mer, 29/01/2014 - 16:47

Caro Feltri si sveglia tardi ! Oggigiorno, e già la cosa va avanti da diverso tempo, se vuoi lavorare devi già metterti nell' ordine di idee di guadagnare 800-1200 euro (quest' ultimo nei casi fortunati), mentre se cerchi di ricollocarti avendo perso il lavoro devi rinunciare al 30-40 % dello stipendio. Nel caso Elettrolux sono fortunati: anziché chiudere e andarsene propongono uno stipendio. Quello che non va è che non possiamo competere sul lavoro tradizionale, dobbiamo puntare su innovazione e nuove tecnologie su tutti i campi. Dove lo hanno caito le cosevanno bene e continuano a puntarci (vedi discorso di stanotte di Obama). Peccato che abbiamo perso 20 anni senza saper elaborare una nuova strategia di sviluppo !

kayak65

Mer, 29/01/2014 - 16:48

un dato: con monti e letta l'iva e' passata dal 20 al 22%. il che vuol dire che l'italia costa almeno il 3% rispetto alla ricca germania. se poi ci aggiungiamo che questi due sciagurati premier voluti esclusivamente dallo zar rosso e dalla frau culona per impoverire ancora di piu' quel poco che rimaneva del ns paese , con imu tares,iuc,spese di bollo,e aumenti vari beh il disastro e' fatto.hai voglia che gli investitori vengano in italia; semmai come con fiat se ne vanno all'estero magari ancora in europa, e gli e' permesso perche' siamo un unico paese, e a noi non resta che far emigrare i ns figli perche' possano avere un futuro migliore,lasciando la ns terra a disgraziati venuti da ogni parte,con la complicita' di chi ci governa tuttora.

diegom13

Mer, 29/01/2014 - 16:49

Caro Feltri, il Suo articolo sarebbe perfetto, se volessimo davvero accontentarci di accettare ogni deriva. Come spesso accade c'è una logica ineccepibile, ma è errata la premessa: non è eccessivo il costo del lavoro in Europa, è troppo basso altrove. Se l'Europa esige dai produttori continentali determinati parametri che poi non fa rispettare agli esportatori asiatici il suicidio è confezionato. Il problema è tutto lì: o si limita davvero il dumping, oppure moriamo comunque.

Ritratto di Stella Pileci

Stella Pileci

Mer, 29/01/2014 - 16:52

In questi giorni viene proposto agli operai della electrolux di ridurre lo stipendio del 10 % per salvare l'occupazione. Un 10% che per chi guadagna poco più di 1000 euro al mese certo è pesante. Nulla di nuovo sotto il sole, fa parte del progetto di ridurci a paese del terzo mondo dove le multinazionali possano continuare a fare profitti sfruttando i lavoratori. Ma di nuovo vediamo che alla coppia Fazio Litizzetto, tanto cari alla sinistra, viene dato circa un milione di euro per il festival di San Remo. Mi chiedo allora cosa impedisca a questi operai di andare a contestare questo spettacolo, oltraggio per tutti quegli italiani, e sono tanti, che sono in difficoltà. Ma almeno una cosa la possiamo fare da casa: televisori rigorosamente spenti ed il canone dobbiamo pagarlo? Stella Pileci ( resp. comunicazione Fronte Nazionale )

Ritratto di _alb_

_alb_

Mer, 29/01/2014 - 16:57

@Il corvo, 2 conti ragionevoli su come tagliare parte della nostra mostruosa spesa pubblica di 800 miliardi/anno li fanno questi signori che, se riescono a candidarsi, probabilmente voterò alle prossime europee: http://www.lintraprendente.it/2014/01/il-partito-che-ci-voleva/

Ritratto di hernando45

hernando45

Mer, 29/01/2014 - 17:08

COME Hai Ragione caro Vittorio. Tutti lo sanno (laddove per tutti intendo i politici che ci S/governano o che ci hanno S/governato)che il livello di prelievo fiscale per le imprese Italiane è diventato INSOSTENIBILE, ma nessuno vuole rinunciare a NIENTE. E senza rinunce allo stato attuale neanche MANDRAKE potrebbe riuscire a diminuire le tasse. Noi nel 2005 avevamo perlomeno iniziato a cercare di diminuire i costi della politica con la DEVOLUTION, che prevedeva la diminuzione del 50% dei deputati (attenzione che dimezzare il numero di questi vuol anche dire non dover più affittare i "famosi" palazzi per gli uffici, così come dimezzare il personale della camera e tutti gli annessi e connessi)poi il Senato Federale, fatto da soli 100 Senatori e senza Senatori a vita.Tutte cose queste che ORA il "BUON"(bontà sua) REEENZIII annuncia di voler fare. Chi ha bocciato la DEVOLUTION raccogliendo le firme per indire un referendum ABROGATIVO???? Avevamo fatto lo SCALONE MARONI, per le pensioni, chi lo ha ABOLITO una volta andati al governo??? PRODI!!! nel 2006, col risultato che poi la Fornero si è ritrovata a "gestire" e di cui abbiamo visto i risultati ESODATI. Noi avevamo fatto il FEDERALISMO FISCALE, che sarebbe dovuto iniziare con i costi standard della sanità uguali per tutte le regioni (con risparmi ingenti sugli acquisti) chi ha lasciato "DORMIRE" i decreti attuativi per metterlo in opera???? Monti!!!!Per NON parlare poi della SCANDALOSA modifica del TITOLO V della costituzione approvata con 3 Senatori di scarto da un S/governo Dalema morente nel 2001 (con 3 voti in piu fatta da quelli che da sempre gridano che le modifiche costituzionali vanno fatte con la maggioranza dei 2/3 e poi sottoposte a referendum!!!) Modifica che ha prodotto i ben noti danni di SBILANCIO in tutte le regioni che hanno "mangiato" miliardi. Se tutte queste "RUBERIE" non si eliminano non si riuscirà mai a ridurre il prelievo fiscale perchè la spesa non solo non diminuisce, ma bensi aumenta!!! I tagli agli stipendi non vanno fatti agli operai, vanno fatti ai politici!!! TUTTI, lo stato deve fare una cura dimagrante del tipo 7 kg in 7 gg altrimenti oltre a non venir piu nessuno a investire, scapperanno tutti quelli che ci sono. Sulle banche poi STENDIAMO UN VELO PIETOSO, perchè ci sarebbe da scrivere un libro, e molti lo hanno già fatto prima e meglio di me. Ma credo che nessuno dei nostri politici habbia la VOGLIA di invertire la rotta e quindi AUGURI DI BUON FALLIMENTO ITALIA!!!! saludos

eloi

Mer, 29/01/2014 - 17:20

faccio una analisi. Se i lavoratori della electrolux venissero mandati a case il pagamento della cassa integrazione sarebbe e carico dello Stato. Forse qualcuno ci vorrebbe far credere. Non a carico dello Stato ma dell'INPS. Integrando, a scalare nel tempo, quanto i lavoratori perderanno dalla busta paga aziendale la loro mesata per lo Stato sarebbe una minor costo. forse ho fatto il conto della serva che faceva di conto puntando le dita su la punta del naso. Difficilmente sbagliava.

giovauriem

Mer, 29/01/2014 - 17:21

uno dei problemi del lavoro in italia è che una sola ora di lavoro costa all'azienda almeno 25 euro mentre nelle tasche di chi lavora ci entrano si e no 8 euro e tutto ciò per allattare 5 milioni di parassiti statali oltre che sprechi inenarrabili,si faccia per i dipendenti pubblici quello che l'electrolux cerca di fare ai suoi dipendenti,almeno il 50% dei servizi(si fa per dire)che lo stato italiano "elergisce" ai cittadini possono essere trasferiti in appalti privati e il 30% addirittura possono essere delocalizzati al'estero.bisogna smetterla di ingrassare i parassiti e affamare chi veramente produce

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 29/01/2014 - 17:22

i massoni della BCE (usurai) rivogliono dagli italiani i soldi anzi le figurine che gli hanno venduto ed i politici se vogliono agi e potere devono obbedire e vessare i loro cittadini in modo da rastrellare le figurine che possiedono per restituirle al fabbricante BCE S.P.A.

unosolo

Mer, 29/01/2014 - 17:29

e intanto il PCM sparge ottimismo di occupazione in ITALIA e elogia il lavoro che il suo governo ha svolto , peccato che la realtà lo smentisce , esempio lampante ultimo questo e la FIAT , svegliatelo è rimasto in qualche altro Paese , non parla della nostra situazione , non è che avrà residenza in paradiso magari fiscale.

Asimov1973

Mer, 29/01/2014 - 17:37

Sono d'accordo con l'aumentare la competitività, non dimezzando i salari ma facendo lavorare la gente che si imbosca in bagno 30 minuti, la gente che si mette in malattia per un raffreddore ed in generale tutti quelli che si grattano con il pensiero fisso " meno lavoro e piú lo metto in quel posto al padrone farabutto". Comunque le cose si stanno mettendo male: i padroni stanno creando dei "precedenti" tagliando gli stipendi appena c'é crisi. Per loro crisi significa che il top manager da 5 milioni all'anno di bonus non percepirà un aumento del 10% come gli analisti avevano predetto...da una parte abbiamo operai svogliati istruiti dal comunismo "uccidi il padrone" che vedendosi lo stipendio dimezzato lavoreranno la metà della metà. Dall'altra parte abbiamo le imprese che vogliono guadagnare sui prodotti il 300%, pagare la gente una paga africana, portare i guadagni in Lussemburgo, non pagare le tasse e poi lamentarsi che non c'é crescita. Come vuoi raddoppiare le vendite dei tuoi prodotti se la gente guadagna la metà di ieri? come vuoi che le banche italiane concedano prestiti se ogni padrone che ha piú di 100.000€ li porta in svizzera o in lussemburgo?

libertyfighter2

Mer, 29/01/2014 - 18:00

Come chi... Ma se viaggia l'idea che l'assunzione pubblica faccia PIL e crescita....

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mer, 29/01/2014 - 18:32

egregio e stimato Feltri, condivido molto di quanto dice sulle magagne del Sistema Paese. Ma mi pare che la Sua analisi tenda un po' a sbilanciarsi in favore di Imprese e Imprenditori con poca considerazione per quanti in quelle imprese ci lavorano in quanto Forzalavoro. E' vero che la globalizzazione impone di competere con i cosiddetti Paesi Emergenti, che hanno costi di produzione inferiori ai nostri, perché al netto di well-fare, pensioni, tutele previdenziali e antinfortunistiche ecc. Ma dal prospettare che se le cose non cambiano bisogna mettere in conto che capitali e capitani "coraggiosi" traslocano, perché così vuole la legge del mercato, ce ne corre. Nemmeno mi pare ragionevole scaricare tutte le responsabilità sul Governo e sulla politica, che pure hanno gravi colpe, soprattutto perché non fanno e spesso malversano! Nemmeno mi pare proponibile il modello di "decrescita" gioiosa che propone il M5S, perché è come quando si parla della Chiesa che dovrebbe "disfarsi dei suoi immensi patrimoni per vivere la povertà evangelica....certo bello e condivisibile ma, quando USA o Russia o Cina giocano duro e sporco e il Papa parla ...questi lo stanno ad ascoltare e spesso ubbidiscono...perché sanno che se li IOR butta sulla Borsa la propria forza di capitali (oltreché di benedizioni)...sono dolori per tutti! Non è facile uscirne! anche perché il Sindacato fa politica e non il suo mestiere che è di trovare soluzioni e non slogan populistici che si urlavano quando dietro i lavoratori c'era il CCCP. Ma poichè in democrazia una testa vale un voto -piaccia o no- i lavoratori saranno sempre di gran lunga di più dei "padroni" e finchè le leggi le fa il Parlamento che di quella maggioranza è (o dovrebbe essere) espressione, non si darà mai il caso che la logica capitalistica e imprenditoriale prevalga sulla logica (una volta si diceva proletaria) di chi ha solo il lavoro subalterno come risorsa propria. Allora che fare? Accettare che gli operai della Electrolux vedano dimezzati i propri stipendi dietro la minaccia della delocalizzazione? Non so rispondere! ma penso -e non sono di sinistra!- a quando c'era il muro di Berlino e la globalizzazione appariva cosa "buona e giusta"-

Giorgio5819

Mer, 29/01/2014 - 20:38

Non "uno stato", uno stato di comunisti! Adesso questa povera gente si chieda quanto valga la pena di seguire comunisti e sindacalisti.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Gio, 30/01/2014 - 10:17

egregio e stimato Feltri, condivido molto diquanto dice sulle magagne del Sistema Paese. Ma mi pare che la Sua analisi tenda un po' a sbilanciarsi in favore di Imprese e Imprenditori con poca considerazione per quanti in quelle imprese ci lavorano in quanto Forzalavoro. E' vero che la globalizzazione impone di competere con i cosiddetti Paesi Emergenti, che hanno costi di produzione inferiori ai nostri, perché al netto di well-fare, pensioni, tutele previdenziali e antinfortunistiche ecc. Ma dal prospettare che se le cose non cambiano bisogna mettere in conto che capitali e capitani "coraggiosi" traslocano, perché così vuole la legge del mercato, ce ne corre. Nemmeno mi pare ragionevole scaricare tutte le responsabilità sul Governo e sulla politica, che pure hanno gravi colpe, soprattutto perché non fanno e spesso malversano! Nemmeno mi pare proponibile il modello di "decrescita" gioiosa che propone il M5S, perché è come quando si parla della Chiesa che dovrebbe "disfarsi dei suoi immensi patrimoni per vivere la povertà evangelica....certo, concetto bello e condivisibile ma, ....quando USA o Russia o Cina giocano duro e sporco e il Papa parla ...questi lo stanno ad ascoltare e spesso ubbidiscono...perché sanno che se lo IOR butta sulla Borsa la propria forza di capitali (oltreché di benedizioni)...sono dolori per tutti! Non è facile uscirne! anche perché il Sindacato fa politica e non il suo mestiere che è di trovare soluzioni anzichè slogan populistici che si urlavano quando dietro i lavoratori c'era il CCCP. Ma poichè in democrazia una testa vale un voto -piaccia o no- i lavoratori saranno sempre di gran lunga più numerosi dei "padroni" e finchè le leggi le fa il Parlamento che di quella maggioranza è (o dovrebbe essere) espressione, non si darà mai il caso che la logica capitalistica e imprenditoriale prevalga sulla logica (una volta si diceva proletaria) di chi ha solo il lavoro subalterno come risorsa propria. Allora che fare? Accettare che gli operai della Electrolux si vedano dimezzati gli stipendi dietro la minaccia della delocalizzazione? Non mi pare la soluzione giusta. Mica siamo cinesi noi! Non so rispondere! ma penso - io che non sono di sinistra!- a quando c'era il muro di Berlino e la globalizzazione appariva cosa "buona e giusta"-

vincenzo1956

Gio, 30/01/2014 - 20:08

Caro Giuseppe zanandrea,concordo con te su molte tue affermazioni.Aggiungo pero': 1) La responsabilita' e' tutta della politica.A parte il problema del costo del lavoro,ormai abusato,che deve essere risolto con un abbassamento dei costi diretti ed indiretti appunto della politica,appare opportuno rimarcare come non si sia fatto nulla per accelerare in modo equo i tempi della giustizia,fondamentale per un'impresa che opera sul mercato;non si sia fatto nulla o quasi in infrastrutture ( guardare come funziona il porto di Anversa e quello magari di Genova);Non si sia fatto nulla per riportare le relazioni sindacali sul giusto binario ( dire no a prescindere);non si sia fatto nulla per garantire nel medio termine ad un'impresa certezza di diritto(I budget aziendali normalmente operano sui 5 anni,ma in determinati settori es.petrolifero arriviamo a 20 anni).In queste condizioni,e potremmo citarne altre,non e' piu' solo un problema di costo del lavoro ( allora in germania o svezia non vi sarebbe piu' un operaio) ma di ben altro.Un abbraccio