Accoltella la figlioletta e poi si sgozza

Sapevano che la depressione le stava mangiando la mente e per questo cercavano di esserle sempre vicini, di aiutarla. I familiari di Alessia Olimpo, 36 anni, si erano stretti attorno a lei da quando, un anno e mezzo fa, era diventata mamma di una bellissima bambina, per la felicità del marito, Alberto Calderoli, nipote dell'esponente politico leghista Roberto. Ma sabato pomeriggio è bastato un momento di solitudine per trasformare la malattia in dramma: in un raptus la donna ha ucciso la figlioletta con un coltello per poi rivolgere la stessa lama contro se stessa, tagliandosi la gola.
La ricostruzione della polizia scientifica di Bergamo non lascerebbe spazio a dubbi. E alcune frasi affidate a Facebook dalla donna non farebbero altro che confermare la gravità della depressione, acuitasi dopo la scomparsa della madre, circa un anno fa: «Ho una brutta malattia alla tiroide che mi fa dimagrire... spero di ritornaci presto ai bei tempi». E, con riferimento alla bimba di un anno e mezzo: «È la mia ragione di vita, il mio più grande amore». Temendo di non poter rimanere a fianco della figlia, Alessia Olimpo ha preferito morire con lei.
In questo tragico sabato il marito era impegnato in un convegno medico a Riva del Garda. Famiglia di dentisti, i Calderoli: il fratello di Alberto, Paolo, esercitava la professione prima di diventare famoso come attore col cognome d'arte Casiraghi e nell'interpretazione del personaggio di suor Nausicaa a Colorado. Anche la moglie era dentista, e lavorava nello studio del marito.
Proprio per evitare di lasciarla sola, i suoceri erano andati a pranzo da lei nell'appartamento al quinto piano dell'elegante condominio di viale Giulio Cesare, nel quartiere Monterosso. Ci erano rimasti fino a metà pomeriggio, prima di andare via per un po'. Verso sera la preoccupata telefonata del padre ad Alberto Calderoli: «Ho suonato al campanello ma non risponde nessuno, la porta è chiusa, non sento rumori».
Temendo il peggio, il dentista è salito subito in macchina ed è tornato rapidamente a Bergamo. Si è fiondato davanti alla porta di casa, ha tentato di aprire la porta ma era chiusa dall'interno. Ha suonato, ha chiamato la moglie, ma non ha ottenuto risposta. Col cuore in tumulto ha chiamato i vigili del fuoco, il 118 e la polizia. Una portafinestra dell'appartamento era stata lasciata aperta e i vigili del fuoco hanno usato un'autoscala per arrivarci. Era la finestra della camera da letto della bimba ed è bastato affacciarsi per scoprire ciò che molti sospettavano: bimba e madre giacevano senza vita in un lago di sangue. Il filo di speranza a cui cercava di aggrapparsi Alberto Calderoli si è tranciato di netto. Il mondo gli è caduto addosso portandosi via tutti gli affetti attorno a cui aveva costruito una vita ricca di soddisfazioni.
I vicini ci hanno messo un po' a capire. Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Franco Bettini, avevano infatti già sigillato l'appartamento per eseguire i rilievi nel modo più accurato. Poi tutti i condomini sono stati avvertiti. «Non avrei mai pensato che potesse succedere una cosa del genere - ha dichiarato un vicino - e la signora non ha mai dato segni di squilibrio. Mi dispiace davvero, era una famiglia perfetta».
La vita è complicata. Prima la grande gioia di far venire al mondo una bimba bellissima, poi il dolore per la morte della mamma, infine la convinzione di soffrire di una malattia incurabile: un mix che ha sconvolto Alessia Olimpo, fino a farla precipitare negli abissi di una depressione assassina.