Addio all'omologazione: mille tinte esaltano l'arredo

È il gusto di osare, di scegliere possibilità mai scontate. Significa, in fondo, declinare la propria personalità. Il bianco appare così un po' scontato.
Rosso. Giallo. Blu. Vince il colore, ma mai grossolano, mai pacchiano. I toni possono essere neutri e rassicuranti, o al contrario movimentati e decisi a formare geometrie colorate. È la libertà di scegliere: a vincere è la soggettività, basta omologazione. Addio al colore come valore aggiunto, la nuance diventa protagonista, così come il carattere, unico e personalissimo di chi lo sceglie, lo elegge, lo celebra. Un antidoto all'anonimato. È la casa che diventa specchio di se, di uno stato d'animo, di un carattere da coordinare, di un'evoluzione. Come è successo al tavolo «Tobi-Ishi», come le pietre che si usano per decorare i giardini giapponesi. Dopo il marmo e il cemento adesso si tinge in rosso fluo e blu petrolio. Sono le nuove finiture a tutto colore del tavolo di BarberOsgerby. Il risultato: un volume monomaterico, scultoreo e scenografico. Monolitico e austero, è pesante solo a prima vista.
Decorativi il pouf e i tavolini «Hive» progettati dal trio svizzero Atelier Oi: sono di acciaio, modulari, e il piano della seduta è realizzato con i ritagli di pelle che si aprono a comporre un pattern fiorato. La libreria Libera di Pezzani è pensata per poter collocare a piacimento contenitori in laminato coloratissimi. Solo questione di gusti.
Al colore viene concesso tutto, e così, al Salone del Mobile si propongono nuovi prodotti dalle forme originali e accattivanti che richiamano il mondo onirico. Il sogno è il fil-rouge per la collezione Dreams di Altreforme. Una collezione di arredi sofisticati e creativi, icone simboliche volte a creare nuovi scenari e stili dell'abitare contemporaneo, sempre più rappresentativi della personalità e dei desideri del cliente, come il tavolino da caffè «Lingotto», con le sue sfaccettature rappresenta il prezioso metallo nella sua forma più nota ed ironizza sul più venale dei sogni, quello della materialità e del possesso; l'esclusiva e poliedrica sedia lingotto richiama anch'essa le tipiche sfaccettature del lingotto, per reinterpretarle in una seduta concepita per impreziosire e dare luce alla quotidianità. Anche il divano può diventare protagonista con colori forti. «Light Milano» di Contempo in ocra ne è un esempio.
Ma non solo tinte choc. Il tavolo «Litho » è riuscito a creare un contrasto grazie a una finitura laccata satinata in colori perfettamente accostati. Si basa poi su tre cerchi, che richiamano la triade sole, luna e terra il progetto di Alessandro Mendini: una lampada che utilizza una sorgente di luce. Coloratissima. La poltrona «Moraar» di passioni Nature lancia una collezione di sedute che si arricchisce di nuovi colori e tessuti ispirati all'alta sartoria. Di classe. Le righe black&white riproposte su molti dei nuovi prodotti in collezione sono quel che resta del colore unico. Almeno per quest'anno c'è più voglia di stupire. Forse di stupirsi.