Adesso Grillo fa le liste di proscrizione

Il comico accusa Veltroni, Rutelli, Cesa e Bossi: &quot;Solo chiacchiere e televisione&quot;.<strong> <a href="/a.pic1?ID=206819">E Prodi lo incorona leader politico</a></strong>

Roma - Fa ridere un po’ di meno, è un po’ meno simpatico, meno Grillo, ora che ha annunciato la proposta di costituire liste civiche. Il giorno dopo l’idea lanciata sul suo blog il comico genovese si trova a dover fare i conti con il sospetto di fan delusi e con critiche nuove dai due schieramenti. È il prezzo dell’audace proposta delle liste con il marchio di «trasparenza» che il signor «vaf» ha richiesto ai suoi grillini per poter candidarsi alle elezioni amministrative. Il prezzo dell’entrata in politica dopo averla sbeffeggiata.
È un metodo «presuntuoso», lo bacchetta Gianfranco Fini, quello di «mettere il bollino di garanzia o il certificato di qualità sulle liste civiche». A meno che, azzarda il leader di An, «quello di Grillo non sia un tentativo di mascherare la volontà di far nascere un movimento elettorale senza però rivendicarne la paternità diretta». Se il centrosinistra inizia a criticare, anche nella Casa delle libertà si sottolineano le contraddizioni dell’antipolitico che si fa politico.
Il comico che muove almeno 2mila persone ogni giorno con il suo blog sembra essersi fatto scivolare addosso le polemiche che gli sono piovute anche dal suo stesso sito, da chi l’ha seguito fianco fianco nelle battaglie sociali fino al trionfo delle piazze del V-day.

Ieri, su beppegrillo.it, come sempre ha schiaffeggiato: «Solo chiacchiere e televisione», ha scritto citando il Robert De Niro degli Intoccabili, per sottolineare ancora una volta quello che lui considera un vuoto di idee e di personalità in politica. E i politici stanno iniziando a prenderne le distanze. «Sarà paura?» ipotizzava in un titolo qualche giorno fa l’Herald Tribune, che descrive così il fenomeno Grillo: «La maratona del comico antipolitici spaventa la classe dirigente italiana».
La politica, ha scritto ieri il Pifferaio sul suo blog, «è nuda di fronte ai cittadini con le sue rughe, il suo belletto, le zampe di gallina intorno agli occhi, i suoi giornalisti». Gli attacchi sono per destra e sinistra, senza distinzione, perché le rughe ci sono per tutti, le «parole decrepite» sono le stesse, «fanno fatica a uscire dalla bocca. Sembrano le nuvole dei fumetti. Non vengono più ascoltate». E così di questo tono, con ironie su Veltroni «topo Gigio», ma anche su Rutelli, Cesa, Casini e Bossi.

Il popolo di Grillo lo difende a scudo dagli attacchi esterni in alcuni casi, ma in altri lo sconfessa. Avanzano dubbi, sospetti in rete, come questo: «È molto difficile pensare di poter sostituire la politica con un’altra politica. Questa via, a mio parere, è destinata a fallire da subito e a sparire». Ma Grillo insiste. Domenica scriveva che non sarebbe più sceso in piazza, che avrebbe lasciato ai cittadini che si fanno «megafoni» la costituzione delle liste. Ma in serata, ieri, ha attaccato per la seconda volta. Un altro post sul sito, in particolare contro il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e il suo indulto, votato «da destra e sinistra, uniti nella loro difesa». Incontenibile, il signor «vaf» ha quindi acceso un’altra miccia con un nuovo annuncio: «Voglio raccogliere, a partire da questo post, le testimonianze delle vittime dell’indulto. Ne farò un libro on-line».

E poi, il Vate, ha ribadito tutto in uno dei suoi spettacoli-show a Villafranca, dove ha presentato i ragazzi del meetup di Verona prendendosela ancora con politica e giornali: «Non facciamo l’antipolitica, facciamo gli antipolitici. Dobbiamo cominciare e cominciamo dal basso. Li mandiamo a casa tutti e partiamo dai comuni. Facciamo le liste e poi facciamo i comuni a cinque stelle: se lavori male ti si toglie una stella, a due si va a casa. Io non ci voglio entrare. Mandiamoli via. È questa la politica delle cose, quelli là - ripete riferendosi a quelli che poco prima ha definito cialtroni seduti in Parlamento - lasciamoli parlare, che si avvitano su loro stessi». E Prodi? Grillo ha pronta l’ultima battuta: «Questa sera a “Porta a porta” succede una cosa assurda: c’è il presidente del Consiglio con alle spalle una mia gigantografia, e lui è lì a giustificarsi per quello che sto facendo io. Come se Brown andasse sulla Bbc con Mr. Bean dietro a dire “Mr. Bean ce l’ha con me”». Il popolo - neanche a dirlo - applaude.